Elezioni politiche 2018: avviata la macchina burocratica, la campagna elettorale latita

Gli enti locali hanno dato pubblicità delle convocazioni dei comizi elettorali e in questi giorni si completa la procedura per la nomina degli scrutatori. Il lavoro degli uffici competenti sarà più serrato in prossimità della data del 4 Marzo. Tuttavia la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018 non sta attraversando la vita dei cittadini residenti nel collegio elettorale adattato tra Monreale e Partinico. Non volano né gli sgabelli né le parole. Calma piatta. L’unica emozione si è avuta al momento della compilazione delle liste, che nulla hanno a che vedere col territorio dato che le nomine su e giù per il territorio nazionale sono state decise con lunghe maratone in seno alle segreterie. Dai malumori degli esclusi si potrebbe anche dare un giudizio negativo sul nuovo processo di formazione delle liste. Per garantire la governabilità a chicchessia, per mettere in disparte l’eventuale nemico vincente alle urne, per avere la relativa certezza che solo un certo tipo di proposta politica moderata possa avere una rappresentanza in Parlamento, il legislatore ha approvato una legge elettorale che ha lasciato sin da subito varie perplessità.

Le dichiarazioni dei rappresentanti dei due maggiori partiti tradizionali potrebbero lasciare ancora più perplessi dato che ancora non si è votato e già si verificano, con cadenze regolari, ipotesi di accordi post elettorali per il bene della nazione. Probabilmente la cosa peggiore che si possa verificare è proprio l’idea di una coalizione allargata, che smantellerebbe definitivamente la bugia ripetuta da anni circa l’esistenza di un confine tra liberali e eredi democratici, lasciando fuori di parecchio concetti sempre più di nicchia come sinistra o destra.

La campagna elettorale si svolge ancora di più tramite quelli che vogliono essere nuovi mezzi di comunicazione, illusori nei confronti della voglia partecipativa degli elettori quanto inutili dal punto di vista democratico, risultando spesso un coacervo di maldicenze senza costrutto dove anche le cose buone spesso si perdono in una mole di dichiarazioni, videoriproduzioni e fotografie che usano il digitale per sopravvivere, senza evolversi nonché sotto la scure di una censura che difficilmente potrà vedere tutto. L’elettore invece ha solo l’illusione di potere essere decisivo. La battaglia del voto utile a governare senza farlo fare agli altri è quantomeno offensiva delle speranze che un elettore possa riporre nelle urne, specie se accompagnato solo delle sue idee.

Con la speranza che non si verifichi il fenomeno dell’astensione. Con la speranza che i neo diciottenni vadano a votare con la testa piuttosto che guidati dalla connessione dati del proprio vate cibernetico. Attendiamo con speranza i comizi almeno per vedere qualcuno che parli alla gente. Se per mantenere la propria posizione o cambiarla insieme al popolo italiano.