14 Luglio 2024
Cronaca

In piazza i giornalisti dell’informazione siciliana per difendere la libertà di stampa

Palermo, giovedì 08 febbraio 2024

Si sono riuniti questa mattina in Piazza Verdi giornalisti delle principali testate siciliane d’informazione per lanciare l’allarme contro le sempre più stringenti restrizioni imposte dalla politica al giornalismo nazionale, in quello che può essere definito un autentico bavaglio legislativo che oggi costituisce un rischio non solo per la libertà d’informazione ma anche per il diritto dei cittadini di essere informati in maniera libera e senza censure.

La manifestazione, organizzata da Assostampa Sicilia e dalla Federazione Nazionale della Stampa, è stata aperta da un flash mob curato dalla regista e drammaturga Lina Prosa ed ha visto la partecipazione di numerosi giornalisti dei tanti quotidiani siciliani cartacei ed online che ogni giorno sono impegnati nell’importante compito di informare i cittadini e -spesso-denunciare abusi o ingiustizie.

Tra i volti noti del giornalismo siciliano che erano presenti, sono intervenuti Giuseppe Rizzuto, Segretario di Assostampa Sicilia, che durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza del diritto all’informazione da parte dei giornalisti che devono essere liberi nel ricercare le notizie, selezionarle e quindi diffonderle e Roberto Gueli, Presidente del Consiglio dell’ Ordine dei Giornalisti di Sicilia, che si è soffermato su come la necessità di difendere la categoria dei giornalisti costituisca una doppia battaglia sia per la Democrazia che per i tanti colleghi spesso in difficoltà in un lavoro sempre meno retribuito e tutelato.

Secondo il rapporto pubblicato lo scorso anno da Reporter Senza Frontiere, nella classifica internazionale sulla libertà di stampa l’Italia risulta essere al 41° posto: un  piccolo passo avanti rispetto al 58° posto del 2022 ma un dato che risulta essere allarmante e che denuncia come la libertà di stampa in Italia continui ad essere minacciata dalla criminalità organizzata, in particolare nel Sud del Paese, oltre che da vari gruppi estremisti violenti.

Attacchi che sono notevolmente aumentati durante la pandemia e continuano a ostacolare il lavoro dei professionisti dell’informazione, soprattutto durante le manifestazioni.

Ad aggravare il quadro, le campagne di intimidazione online, spesso orchestrate contro coloro che indagano sulla criminalità organizzata e sulla corruzione. Una ventina, infine, i giornalisti sotto protezione delle forze dell’ordine 24 ore su 24 dopo essere stati oggetto di intimidazioni e aggressioni.

A primeggiare in classifica è stabile la Norvegia. Seguono Irlanda, Danimarca, Svezia e Finlandia. La Grecia è il Paese dell’Unione europea che fa registrare la performance peggiore: si trova al 107° posto su 180, preceduta – per quanto riguarda gli Stati membri dell’Ue – da Malta (84° posto) e Ungheria (72° posto).

Disinformazione, propaganda, intelligenza artificiale: queste alcune delle minacce che in tutto il mondo, rimarca il Rapporto di Reporter Senza Frontiere, mettono a rischio la libertà di informazione e che costituiscono un pericolo non soltanto per la professione del giornalista ma anche per il diritto democratico dei cittadini di essere informati in maniera libera e priva di omissioni o di mezze verità.

Michelangelo Marino

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