Palermo, giovedì 17 aprile 2025
Un lenzuolo con sopra le scritte “Mi amo troppo per stare con chiunque” e “No alla violenza”, firmato “I ragazzi della Vucciria”, é stato affisso nei giorni scorsi sul muro di un edificio prospiciente Piazza Caracciolo, nel cuore dello storico mercato della Vucciria, a Palermo.

La frase riportata dagli autori del gesto é la stessa scritta dalla studentessa palermitana Sara Campanella sul proprio profilo Facebook pochi giorni prima di essere vittima di femminicidio per mano di Stefano Argentino, collega universitario e autore del femminicidio della giovane, assassinata a coltellate in pieno centro a Messina lo scorso 31 marzo.
Un altro lenzuolo, un’altra storia
Il lenzuolo é stato affisso nello stesso punto dove, fino a poche settimane fa, capeggiava tutt’altro tipo di scritta che ricordava un altro giovane palermitano, Emanuele Burgio, vittima di omicidio il 31 maggio del 2021 in via dei Cassari, sempre nel quartiere Vucciria, e figlio di Filippo Burgio, detenuto per mafia.

Il murales era salito agli onori della cronaca dopo essere finito in televisione, e sulle pagine dei principali quotidiani locali e nazionali, come simbolo dell’illegalità che in questi mesi affligge la Vucciria al punto che la Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo aveva intimato ai proprietari del palazzo dove il graffito era stato dipinto, l’immediata rimozione, avvenuta alcune settimane fa.
In ricordo di Sara Campanella
Adesso, al suo posto, é comparso il lenzuolo bianco con la frase in memoria di Sara Campanella ma anche con la scritta “No alla violenza”, una frase, quella riportata dagli autori del gesto, forse non casuale e probabilmente riconducibile alle vicende di cronaca e di malamovida notturna che negli ultimi anni hanno travolto un quartiere, quello della Vucciria, che adesso sta cercando lentamente di tornare alla normalità anche con segnali eclatanti di legalità come questo.
Michelangelo Marino
