Carcinoma polmonare, 35mila morti ogni anno: esperti riuniti a Erice per un nuovo modello integrato di assistenza

28 giugno 2025

La cittadina siciliana di Erice (TP) ha ospitato la prima Consensus Conference nazionale healthcare organisational models, innovation and unmet needs of Lung Units in Italy dedicata alle Lung Unit, centri specializzati nella diagnosi e nella cura del tumore del polmone.

L’evento, promosso dalla Fondazione FONICAP (Forza Operativa Nazionale Interdisciplinare contro il Cancro del Polmone), con la direzione dei lavori da parte dei Proff. Rossana Berardi, Ignazio Ugo Carreca, Antonio Russo e Antonio Santo, ha riunito, per la prima volta in Italia, oncologi, chirurghi, radioterapisti, pneumologi, patologi, radiologi, metodologi ed esperti di management sanitario, con l’obiettivo di elaborare un nuovo modello organizzativo-qualitativo delle strutture sanitarie (interdisciplinari e multispecialistiche), per far fronte ad una delle neoplasie più complesse e letali, la cui incidenza è in costante aumento.

I casi in Italia

I numeri parlano chiaro: in Italia, i nuovi casi di carcinoma polmonare sono passati da poco più di 42.000, nel 2019, a 44.830, nel 2024, con un incremento del 5% in cinque anni.

Le proiezioni indicano una crescita costante dell’1,3% annuo, sia tra uomini che donne. Ogni anno, oltre 35.000 persone muoiono a causa di questa malattia, che resta tra le più difficili da diagnosticare e trattare.

Oggi, grazie ai progressi della ricerca, però, è possibile avere una diagnosi accurata e personalizzata e sono disponibili molte innovazioni terapeutiche, come l’immunoterapia e le terapie mirate a bersaglio molecolare, in grado di aumentare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti.

Molti passi in avanti, inoltre, sono stati fatti sul fronte della diagnosi precoce.

La strategia più importante resta, in ogni caso, la prevenzione, soprattutto nei confronti del fumo di sigaretta, che rappresenta il fattore di rischio principale, essendo correlato a circa l’80% dei casi.

Invece, nei non fumatori, tra i principali fattori di rischio del carcinoma polmonare, oltre al fumo passivo, troviamo l’esposizione professionale ad alcune sostanze chimiche, la presenza di patologie polmonari concomitanti e le polveri sottili (particolato) derivanti dall’inquinamento atmosferico.

Nel corso della conferenza, il dott. Antonio Santo, Presidente della Fondazione FONICAP, ha sottolineato la necessità di adottare un approccio multidisciplinare contro la malattia attraverso il modello delle Lung Unit.

Queste strutture sanitarie – ha dichiarato – devono diventare il principale punto di riferimento, a livello nazionale, per la gestione delle neoplasie polmonari, sul modello di quanto già avviene con le Breast Unit nel carcinoma mammario. La gestione del paziente non può essere lasciata al singolo specialista, che magari lavora in una struttura sanitaria che gestisce solo pochi casi l’anno”.

La Prof.ssa Rossana Berardi, Presidente Network GIOT di Fondazione FONICAP, ha spiegato come, fin dalla sua costituzione, Fondazione FONICAP abbia promosso la creazione di oltre 60 GIOT (Gruppi Interdisciplinari di Oncologia Toracica) su tutto il territorio nazionale, per garantire diagnosi tempestive, trattamenti personalizzati e una presa in carico tempestiva e coordinata dei pazienti.

I GIOT, tuttavia, al momento risultano molto eterogenei da un punto di vista organizzativo – ha evidenziato la Berardi – Con la Consensus individuiamo le figure professionali che devono comporre il team multidisciplinare, i percorsi di assistenza e cura omogenei e di qualità, da attivare in tutte le Lung Unit, gli indicatori di monitoraggio per misurare l’efficacia dell’intervento”.

Tra i temi affrontati, anche l’importanza della biopsia liquida nel carcinoma polmonare, una metodica che consente di analizzare il DNA tumorale circolante nel sangue, al fine di valutare e monitorare la risposta alle terapie.

Il Prof. Antonio Russo

Le tecniche radiologiche tradizionali o altri esami non sono in grado di produrre lo stesso tipo di informazioni – ha sottolineato il Prof. Antonio Russo, Consigliere Fondazione FONICAP e Direttore del reparto di Oncologia Medica del Policlinico di Palermo.

La biopsia liquida ci ha permesso di comprendere alcuni dei meccanismi molecolari di resistenza ai principali farmaci oncologici. L’innovazione della ricerca ha portato a risultati importanti nel contrasto ad un tumore che, però, rimane uno di quelli a prognosi più infausta. Nonostante gli indubbi successi recenti, i tassi di sopravvivenza e guarigione sono ancora molto bassi, soprattutto se paragonati a quelli ottenuti in altre neoplasie”.

Negli ultimi anni, siamo giunti all’identificazione di numerose alterazioni molecolari della neoplasia – ha aggiunto il Prof. Antonio Giordano, docente di Anatomia Patologica dell’Università di Siena e Presidente dello Sbarro Institute Cancer Research and Molecular Medicine alla Temple University di Fildelfia, recentemente nominato dal Ministero della Salute membro del Consiglio Superiore di Sanità (CSS).

Queste influenzano notevolmente la biologia del carcinoma e siamo già a conoscenza di diversi target terapeutici. Altre alterazioni, invece, in futuro, potrebbero rappresentare nuovi possibili obiettivi per più efficaci ed innovativi trattamenti anti-tumorali. La complessità del carcinoma polmonare deve, perciò, essere affrontata in strutture dedicate”.

Il Prof. Francesco Schittulli, Presidente nazionale della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) si è espresso, invece, in merito alla necessità di uniformare i percorsi di cura in tutte le Regioni d’Italia, per garantire ai pazienti i medesimi livelli d’assistenza, sottolineando l’importanza di incentivare strategie di prevenzione sia primaria che secondaria.

Dobbiamo lavorare per ridurre l’impatto della malattia – ha dichiarato –  Ciò significa contrastare il pericoloso vizio del fumo, che risulta ancora troppo diffuso anche tra i giovani residenti nel nostro Paese. Poi, va promossa maggiormente la diagnosi precoce della malattia, attraverso esami specifici nelle persone considerate a rischio”.

Alla conferenza hanno partecipato anche numerosi esperti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui Roberto Bordonaro (Direttore del Dipartimento Oncologico ARNAS Garibaldi di Catania e Presidente GOIM – Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale), Majed Refai (Direttore della Chirurgia Toracica, AOU delle Marche), Francesco Grossi (Prof. Ordinario, Direttore UOC Oncologia Medica presso l’Università degli Studi dell’Insubria, Varese), Christian Rolfo (Presidente della Società internazionale di biopsia liquida) e Tommaso Vincenzo Bartolotta (Presidente del Gruppo Regionale Siciliano SIRM – Società Italiana di Radiologia Medica ed Interventistica), che hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra specialisti, società scientifiche e istituzioni per affrontare una sfida sanitaria sempre più complessa e urgente.

L’elaborazione scientifica e metodologica del progetto “Lung Unit” di Fondazione FONICAP sarà condiviso con le Società Scientifiche coinvolte nella gestione delle neoplasie toraciche e anche con le più importanti associazioni di pazienti. Il documento finale della Consensus Conference sarà, poi, oggetto di una pubblicazione scientifica e verrà presentato alle Istituzioni competenti, al fine di avviare un cambiamento strutturale nella lotta al carcinoma polmonare.

Daniele Fanale

 

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