Il recital “Rosalia libera di essere libera” riservato a pochi fortunati spettatori, tra i fischi e le proteste dei cittadini lasciati fuori dalla Cattedrale

Palermo, giovedì 10 luglio 2025

Non era mai capitato nella recente storia dei festeggiamenti di Santa Rosalia che uno degli  eventi molto attesi e seguiti dai palermitani, come lo spettacolo che questa sera si è tenuto presso il Sagrato della Cattedrale di Palermo e intitolato “Rosalia libera di essere libera“,  venisse riservato ad un ridotto gruppo di fortunati partecipanti, impedendo di fatto l’ingresso dei tanti cittadini che ogni anno assistono ad ognuno degli eventi previsti per i festeggiamenti della Santuzza.

E così stava accadendo questa sera, quando  un centinaio di fortunati – o forse sarebbe meglio dire privilegiati – spettatori tra i quali vi erano lo stesso sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore alla Cultura, Giampiero Cannella, avevano già preso comodamente posto in attesa del recital.

Mentre i cancelli esterni del Sagrato della Cattedrale venivano chiusi, impedendo di fatto l’accesso a diverse centinaia di palermitani e turisti, letteralmente sbattuti fuori dalla Cattedrale per un evento che nella tradizione dei festeggiamenti di Santa Rosalia, e nel messaggio di uguaglianza e pace che la stessa ha da sempre rappresentato per la città di Palermo, è sempre stato di libero accesso ai tantissimi palermitani che ogni anno lo hanno atteso e acclamato.

Questioni di sicurezza, sarebbe stata la motivazione dell’accesso interdetto a coloro che non erano tra i fortunati invitati all’evento, da parte di chi questa sera  era impegnato a sorvegliare gli accessi della Cattedrale.

Una scelta, o forse sarebbe meglio dire una gaffe, questa, che ha scatenato le proteste dei tanti palermitani rimasti fuori dalla Cattedrale e che hanno incominciato a fischiare e ad urlare parole come “vergogna, vergogna” all’indirizzo di quanti, tra organizzatori e cariche istituzionali, si trovavano nel frattempo comodato seduti all’interno del Sagrato.

I palermitani lasciati fuori dal Sagrato della Cattedrale in attesa di potere entrare.

Alla fine è prevalso il buon senso e l’ordine di fare entrare anche i palermitani meno fortunati è calato dall’alto, con i cancelli che si aprivano ai cittadini e turisti che entravano per accomodarsi all’interno della Cattedrale, in piedi in attesa dell’inizio dello spettacolo.

Un recital il cui messaggio, secondo quanto descritto sul sito del Comune di Palermo, è stato “dedicato a tutte le donne che lottano ancora oggi per affermare la loro dignità e la loro libertà”.

Protagonista del recital, naturalmente, è stata lei, la Santuzza tanto amata dai fedeli – non solo palermitani – e ormai conosciuta in tutto il mondo, al punto da fare recitare in lingua inglese appositamente un’attrice alcuni spezzoni dello spettacolo, mentre sul palco si esibivano ben 6 cantanti tra cui il noto artista Giò di Tonno, l’attrice Camilla Rinaldi nel ruolo di Rosalia e numerosi tra ballerini e figuranti il tutto per la regia del palermitano Ugo Bentivegna.

Non sono mancati gli applausi del pubblico che, tra una scena e l’altra, ha accompagnato attori e ballerini per tutta la durata dello spettacolo e che alla fine della rappresentazione ha tributato una lunga ovazione a tutto lo staff,  salito sul palco per raccogliere il giusto tributo ad un recital che non ha deluso chi ha – giustamente – insistito affinchè potesse partecipare alla visione.

Diverse, invece, le frasi di contestazione urlate dalle retrovie all’indirizzo del primo cittadino durante i ringraziamenti di rito, da parte di chi era rimasto in piedi e non aveva nel frattempo dimenticato i cancelli sbattuti in faccia appena un’ora prima.

Chissà se anche in questo caso non sarebbe servito un attore che, salito sul palco, avesse spiegato in inglese il perchè solo a Palermo si riesce puntualmente a complicare e a rendere ridicolo quanto di bello  tutto il mondo ci ammira e ci invidia ma forse, per dare una risposta a questa domanda, non basterebbero altri 401 anni di celebrazioni della nostra Santuzza.

Michelangelo Marino

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