Palermo, sabato 12 luglio 2025
Torna a zampillare la Fontana Pretoria di Palermo, una delle attrazioni turistiche più conosciute e importanti di Palermo, oggetto da anni di lavori di manutenzione dell’impianto idrico.
Realizzata tra il 1554 e il 1555 dallo scultore e architetto fiorentino Francesco Camilliani, padre di un altro importante architetto, il Camillo Camilliani che studiò e perfezionò il sistema difensivo siciliano delle torri costiere di avvistamento, la fontana venne commissionata inizialmente per la Villa di Don Pedro di Toledo, viceré di Napoli e successivamente acquistata dal Senato palermitano, nel 1573 per l’allora esorbitante cifra di trentamila scudi.
Il complesso scultoreo, considerato un capolavoro dell’arte rinascimentale, rappresenta per Palermo e per il suo centro storico un trionfo dell’acqua e della bellezza.
La “Fontana della Vergogna”
Le statue, scolpite con maestria, esaltano la nudità delle figure, un dettaglio che ha contribuito a rendere la fontana oggetto di critiche e maldicenze nel corso dei secoli e che avrebbe contribuito alla nascita del soprannome “Fontana della Vergogna” proprio a causa della nudità delle statue che la adornano.
All’epoca, l’esposizione di figure umane completamente nude in un contesto pubblico, e per di più nel centro di una città profondamente religiosa come Palermo, destò scalpore.
Il popolo palermitano iniziò a chiamarla così poiché considerava indecente la presenza di queste statue così esplicite in una piazza pubblica, accanto a edifici religiosi come la Chiesa di Santa Caterina.
1 anno di lavori per il restauro
Oggi, la Fontana Pretoria è una delle attrazioni più importanti e visitate di Palermo e del suo centro storico, tappa obbligata per le migliaia di turisti che ogni giorno giungono da tutte le parti del mondo per l’immancabile fotografia ma che negli ultimi anni sono rimasti delusi dall’assenza dell’acqua proiettata dalle statue all’interno delle vasche: una mancanza dovuta agli estenuanti lavori di manutenzione che negli anni hanno interessato la fontana e la sua rete idrica e che hanno trasformato Piazza Pretoria in un cantiere a cielo aperto.
Da alcuni giorni, tuttavia, l’acqua è tornata a zampillare nelle vasche della fontana, per la gioia dei turisti e l’incredulità dei residenti, abituati ormai a vedere il bellissimo complesso scultoreo occultato da reti e transenne e senza una goccia d’acqua all’interno delle sue vasche.
Miracolo del Festino?

Non è dato sapere se il ritorno dell’acqua sarà un evento temporaneo concesso in vista dei festeggiamenti del Festino di Santa Rosalia o se i lavori sono stati effettivamente ultimati: la data di consegna dei lavori di manutenzione, – gli ennesimi da quando la fontana è stata “spenta” – erano iniziati il 14 marzo del 2024, e la consegna era prevista per il 14 marzo di quest’anno, così come riportato sul cartello affisso sulla cancellata della fontana.
Da allora non se n’è saputo più nulla fino alla riattivazione dell’acqua nei giorni scorsi.
I Quattro Canti di… siccità
Differente sorte, invece, sembrano avere avuto le quattro fontane di Piazza Vigliena ai Quattro Canti: non funzionanti da diversi anni, riattivate e poi rimaste nuovamente a secco, le quattro fontane sono diventate negli anni ricettacolo di spazzatura per turisti e venditori ambulanti che le usano come comodi contenitori dei rifiuti.
Chissà che anche per queste importanti testimonianze architettoniche non si debba aspettare che Santa Rosalia faccia l’ennesima grazia illuminando i nostri amministratori locali affinché si decidano a riportare lustro e prestigio a una delle piazze più belle e visitate del mondo.
Michelangelo Marino
