L’effetto Zalone: tra leggerezza e polemica

Non è la prima volta che l’Italia si spacca in due. Succede spesso, soprattutto quando si parla di cinema: da una parte chi esalta il successo, dall’altra chi grida alla vergogna; chi sostiene che la leggerezza sia necessaria e chi, invece, è convinto che certe “commediole” rovinino il cinema italiano.

Checco Zalone

Con il suo nuovo film Buen Camino, Checco Zalone è riuscito ancora una volta a dominare il botteghino. Un successo che fa discutere anche per una sua dichiarazione piuttosto esplicita: il film è stato fatto anche per soldi, non per inseguire solo la qualità artistica. Una frase che, inevitabilmente, ha alimentato ulteriori polemiche.
Ammetto di non aver ancora visto il film e, sinceramente, non so nemmeno se lo vedrò: il tempo è quello che è. Tuttavia, non vivendo fuori dal mondo, mi rendo perfettamente conto di ciò che sta accadendo, soprattutto in questi ultimi giorni.
A mio parere, però, serve sia l’una che l’altra cosa: un po’ di leggerezza e un po’ di serietà.

Buen Camino va preso per quello che è: un film semplice, come tanti altri, che utilizza la comicità — spesso anche scomoda — per mettere in contrasto ciò che siamo o fingiamo di essere nella nostra vita quotidiana.

Ne ho sentite davvero di tutti i colori: c’è chi si è indignato per battute che richiamano Schindler’s List, chi per riferimenti a temi attuali e drammatici come Gaza. Argomenti seri, senza dubbio.
Ma sappiamo bene chi è Checco Zalone e quale sia il suo stile. Forse la verità è che non tutti riescono a capirlo. E lo dico da non fan, è giusto precisarlo.

Una scena del film “Buen Camino”

L’italiano, però, resta sempre lo stesso: ama creare fazioni. Con l’avvento dei social, ormai presenti nelle nostre vite da anni, si passa dall’essere esperti di politologia a critici cinematografici nel giro di pochi minuti. Tutti hanno un’opinione, spesso urlata, raramente ragionata.
Per come la vedo io, Buen Camino è solo un film normale. Ma, come spesso accade, l’italiano “casca sull’asino” e non riesce ad apprezzare i lati positivi di questo successo: la semplicità, l’assenza di qualsiasi pretesa di capolavoro, il semplice desiderio di offrire un po’ di compagnia durante le feste.
Ed è proprio questa semplicità che sembra mancare oggi. Perché dobbiamo rendere tutto così pesante, anche quando non ce n’è davvero bisogno?
Una domanda da un milione di euro.

By Cristian Miranda

Poco più che ventenne, faccio l'addetto stampa presso una società sportiva e mi occupo anche di scrivere sul calcio, che considero una delle mie passioni oltre la lettura. Quotidianamente scrivo per esprimere le mie opinioni e mi informo sempre su ciò che succede nel mondo per rimanere aggiornato, ho molta curiosità e cerco di sfruttarla al massimo, ogni tanto mi occupo anche di fare qualche attività nel sociale, per aiutare il prossimo.

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