La chiusura totale al traffico, di Piazza Duomo, è un problema. Almeno così è stata percepita questa decisione dell’attuale amministrazione comunale. Si è parlato fino a pochi mesi fa, quelli della campagna elettorale, di valorizzare la piazza principale, quella più bella, quella della fontana. Normalmente sarebbe un mercato di uomini a cielo aperto o almeno così è stato fino alla scorsa Estate. Poi la chiusura che si sperava fosse il primo passo verso la valorizzazione di questo luogo, caro a tutti. A chi ancora si ostina a viverci nei dintorni, a chi è scappato in periferia ormai da tempo o chi se ne ritiene parte senza averne capito nulla, verrebbe da chiedere perché sia giusto che la piazza venga invasa, non solo dalle automobili ma da qualsiasi cosa ne possa danneggiare l’integrità? Si possono leggere o sentire tante lamentele sull’argomento. Di sicuro c’è che ogni angolo di Carini, durante il giorno diventa un parcheggio a cielo aperto, senza rispetto per chi dovrebbe anche viverci, salvo dimostrare la qualifica di paese dormitorio appena trascorso l’ultimo orario di lavoro. Nessuno ha finora provato a lavorare sulla mobilità alternativa, sui mezzi pubblici ad ogni costo, sulle sanzioni per infrazioni che non siano solamente la sosta prolungata sulle strisce blu; semplicemente si è lasciato fare ad un modello di commercio non più sostenibile ( un’automobile corrisponde ad un cliente ) che oggi mostra di essere arrivato al capolinea, almeno a queste condizioni. La coperta è sicuramente troppo corta. I vari divieti di sosta che nel corso degli anni sono stati installati non hanno sortito alcuna conseguenza. Se le infrazioni non vengono commesse nel salotto, vengono commesse girato l’angolo. E’ giusto far conto di clienti che non rispettano il codice della strada nemmeno quando vengono invitati dagli operatori del traffico a spostarsi? Probabilmente la crisi economica di alcune zone del paese è stata ulteriormente falsata dalla permissività mantenuta nei confronti degli automobilisti. Allo stesso tempo lo svuotamento di un qualsiasi centro storico comporta spesso la chiusura di alcune tipologie di esercizi commerciali, che non possono più competere con la grande distribuzione, non solamente per il vantaggioso costo unitario di un singolo prodotto ma per la disponibilità di un parcheggio. Anche qui tante sono ancora oggi le lamentele ma non esiste una soluzione valida per tutti. Purtroppo bisognava lamentarsi per tempo o ragionare poco di più sulle conseguenze per l’economia locale data dalla presenza di un luogo impersonale dedicato al solo commercio. Persino la diminuzione dei residenti nella zona vecchia potrebbe mettere in crisi il commercio al dettaglio ( perso l’artigianato e non pervenute le attività culturali ). Gli esempi di comuni che hanno valorizzato il centro storico facendone una piccola industria sono tanti, per fortuna. Non sono stati necessari nemmeno i parcheggi. E’ servita, quella sì, una evoluzione culturale che parte dal rispetto dei luoghi in cui si vive e una gestione del trasporto privato che ha privilegiato la condivisione. E’ servita la politica attiva. Ad oggi è stata riaperta una porzione della stessa piazza, rimettendo in gioco l’invivibilità che ha fatto scappare i carinesi nelle campagne e i turisti a dimenticare di ritornare.

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