APS pronta a restituire le reti idriche e fognarie entro 5 giorni

E’ arrivata venerdì mattina in tutti i comuni aderenti all’ATO Idrico Palermo. Una PEC (Posta Elettronica Certificata), nella quale APS (Acque Potabili Siciliane) da disponibilità ai sindaci dei comuni della Provincia di Palermo che hanno ceduto a suo tempo le reti (52 su 82) di rientrare in possesso della gestione delle stesse se rispondono positivamente entro 5 giorni.

Una specie di favola a lieto fine per tutti quei sindaci che in questi mesi, meglio ancora da quando un referendum ha sancito che l’acqua deve rimanere pubblica cancellando una legge ambigua che la equiparava ad un bene commerciale, avevano predicato ed annunciato di voler tornare in possesso della gestione delle reti dei propri comuni.

Ma lo sappiamo bene che tra il dire ed il fare…

Intanto di certo c’è che APS è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Palermo lo scorso 29 ottobre ed i commissari nominati dallo stesso Tribunale devono chiudere, e licenziare il personale, entro 90 giorni. C’è il rischio concreto che in buona parte dei 52 comuni dove il servizio di acqua e fogne è garantito da APS si rimanga a secco giusto per Natale. I Commissari stanno cercando di recuperare più crediti possibili e, probabilmente, in questa procedura rientra l’offerta di restituzione delle reti ai comuni.

Come possono i sindaci rispondere entro 5 giorni, assumendosi una enorme responsabilità, per un servizio che è stato ceduto a suo tempo dai Consigli Comunali? E’ una procedura legittima? Chi rimborserà APS dei lavori fatti in questi anni in molti comuni? C'è il rischio che il comune di accetta si veda presentare il conto? E come faranno i comuni, che ormai da 5-6 anni hanno ceduto tutto ad APS, a effettuare le manutenzioni o i miglioramenti alle proprie reti se quasi tutti sono al collasso finanziario e non è più possibile accedere a fondi pubblici, se non in compartecipazione, per i necessari appalti? Per non parlare poi della progettazione ex novo di tutto…

Per meglio chiarire cosa sta accadendo, aggiungiamo di seguito una nota dell’associazione Liberacqua, da anni in prima fila nelle battaglie sull’acqua, e 2 video (Convegno Liberacqua 1Convegno Liberacqua 2) di un recente convegno sul problema “acqua pubblica quale futuro” organizzato dalla stessa associazione, con le dichiarazioni dei responsabili di APS e Siciliacque SpA.

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA LIBERACQUA

Fallimento APS SPA: un tracollo voluto dalla politica siciliana
Il fallimento di APS SPA era nell’aria da mesi. Come comitato civico ci siamo confrontati anche duramente con APS SPA, oggi non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ai Lavoratori di APS per la situazione di disaggio occupazionale che stanno vivendo.
Il fallimento di APS SpA è il tragico epilogo di un irragionevole governo del processo del riordino del SERVIZIO IDRICO INTEGRATO della provincia di Palermo; le responsabilità sono da ricercare nella gestione “politica” del
problema.
Sono passati mesi senza alcuna intenzione reale di voler trovare una soluzione nella scelta di un nuovo gestore per il SERVIZIO IDRICO INTEGRATO di Palermo. Abbiamo assistito a un gioco delle parti in cui gli attori sono presto individuati: Il Sindaco di Palermo, il Presidente della Provincia di Palermo e i Sindaci dei Comuni della Provincia di Palermo.
Un gioco che porterà buona parte dei 52 Comuni – con buona probabilità – ad avere serie difficoltà nel garantire ai propri cittadini il servizio.
L’unica soluzione che la POLITICA deve dare è la “società di scopo” suggerita dal Governo Crocetta (era più opportuno prevedere un ente di diritto pubblico e non una società nel transitorio cosi come indicato dalla volontà popolare maggioritaria in Italia tramite i referendum) che deve gestire TUTTO il SERVIZIO IDRICO INTEGRATO della provincia di Palermo per mantenere efficacia, efficienza ed equilibrio economico ma anche i livelli occupazionali.
Ma il “gioco delle parti” realizzato dal Sindaco di Palermo, dal Presidente della Provincia di Palermo e dai Sindaci dei Comuni della Provincia di Palermo hanno prodotto un duplice risultato:
· la perdita del posto di lavoro per oltre 200 dipendenti di APS SPA a seguito del fallimento di APS SpA;
· il pericolo della mancata garanzia della prosecuzione del servizio idrico in moltissimi Comuni della provincia di Palermo;
La responsabilità politica maggiore è dei Sindaci (Sindaco di Palermo Orlando in testa) che hanno reti idriche efficienti e la risorsa acqua e – di fatto – hanno scelto di non raggiungere alcuna nuova soluzione transitoria se non la gestione comunale rinviando ogni decisione in merito. Non tengono conto delle necessità generali e di solidarietà tra Cittadini dell’intera provincia di Palermo disapprovando le scelte di coloro che non vogliono “garantirli” in quanto non condividono una visione “comunale” della gestione. Una gestione comunale che per tante realtà territoriali non sarebbe realizzabile sia per i vincoli di bilancio sia per gli alti costi di gestione del ciclo integrale dalla captazione e distribuzione alla depurazione dell’acqua. La soluzione della gestione comunale non garantirebbe – in ogni caso – i necessari investimenti per non incorrere nelle sanzioni dalla Comunità Europea per il mancato rispetto delle direttive sulla depurazione e sulla qualità delle acque.
IL COMITATO CIVICO LIBERACQUA DA SEMPRE IMPEGNATO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE
CHIEDE
· LA COSTITUZIONE IN TEMPI BREVI DI UN ENTE DI DIRITTO PUBBLICO CHE GARANTISCA A TUTTI L’ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE, SOSTENENDO CHE IN UN PAESE CIVILE NON CI POSSANO ESSERE COMUNI NEI QUALI AL CITTADINO L’ACQUA COSTA POCHISSIMO E ALTRI IN CUI LA BOLLETTA DELL’ACQUA RAPPRESENTA UN VERO E PROPRIO SALASSO;
· IN SUBORDINE, SE NEL BREVE NON E’ POSSIBILE CREARE IL NUOVO SOGGETTO GESTORE TRANSITORIO, CHE LA PROVINCIA DI PALERMO ASSUMA LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO IN ATTESA DELLA COSTITUZIONE DEL NUOVO SOGGETTO GESTORE;
· UN SERIO CONFRONTO TRA TUTTI I SOGGETTI ISTITUZIONALI PER INDIVIDUARE IL PERCORSO CHE IN TEMPI BREVI DEVE PORTARE AL NUOVO SOGGETTO CHE DEVE GESTIRE IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO DI PALERMO PER IL PERIODO TRANSITORIO;
· LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE PER GLI OLTRE 200 DIPENDENTI DI APS SPA;
· LA PROCEDURA D’URGENZA ALL’ASSEMBLEA DELLA REGIONE SICILIA PER L’APPROVAZIONE DELLA NUOVA LEGGE DI RIORDINO DEL SETTORE IDRICO IN TUTTA LA REGIONE.
 
Oggi le responsabilità sono evidenti. Si apre una nuova fase politica.
 
 

 

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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