Da circa 1 anno gli uffici comunali che si occupano di edilizia nel Comune di Carini hanno cominciato ad applicare le norme sull'edilizia abusiva, le stesse norme in vigore da 70 anni (con i dovuti aggiornamenti…) ma che negli anni sono sempre state disattese, rinviate: “ma chi vai pinsannu… intanto costruisci, poi viriemu”.
Questo sistema ha portato Carini ad essere uno dei comuni con il maggior numero di casi di abusivismo edilizio in Italia. Nell’ultimo rapporto stilato dal Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, Carini è al secondo posto per numero di abusi nella Provincia di Palermo, con 76 casi contro gli 80 di Bagheria, ma con una piccola differenza: gli abusi di Bagheria sommano a 9.831 mc (circa 3.000 metriquadri di edificato), mentre Carini, con soli 4 casi in meno, arriva a 20.651 mc (circa 7.000 metriquadri), quasi 100 mq ad abuso, l’equivamente di 2 volte Piazza Duomo e tutto il Corso Umberto, praticamente un quartiere.
Il lassismo delle istituzioni politiche, che negli anni hanno consentito lo scempio del territorio, la mortificazione di chi ha rispettato le regole a discapito di diversi furbi che hanno speculato sulle esigenze e sui bisogni della gente. Si è tenuto per decenni un paese senza Piano Regolatore, che non solo detta le regole, ma da la possibilità di dare servizi ai cittadini, un atto criminale senza pari, distruggendo il futuro di una intera comunità.
Così come negli anni '60 pochi speculatori si arricchirono con il sacco della fascia costiera, sottratta per pochi spiccioli a centinaia di contadini “tagliati” dall'autostrada voluta a mare per salvare i limoneti dei “possidenti”, e svenduta con un'edilizia che definire selvaggia è un complimento. Case fatte sull'acqua, senza criteri, senza senso; violando decine di leggi ma con la rassicurazione che tanto non sarebbe mai successo nulla. Poi, un giorno, qualcuno decise che era arrivato il momento di far rispettare le regole, il buon senso. Sono passati 20 anni, centinaia di case sono state abbattute, il lavoro ancora non è terminato, ma si comincia a vedere il mare. Tanto c'è ancora da fare, tanti hanno provato a rallentare l'effetto domino avviato, ma è un effetto irreversibile: una volta avviato non si ferma più.
Oggi l'effetto si sta avviando anche nel resto del territorio, martoriato e violentato in questo caso da migliaia di costruzioni abusive, tollerate nel corso dei almeno 4 decenni, cresciute qua e la con la compiacenza di molti, ma che nei fatti hanno bloccato ogni qualsiasi sviluppo del territorio, impedendo la programmazione essenziale di servizi quali strade, scuole, spazi pubblici, un nuovo cimitero, strutture sportive degne di questo nome.
Come scritto all'inizio, da circa 1 anno, su continua sollecitazione della Procura della Repubblica di Palermo, l'ufficio tecnico comunale ha cominciato a fare quello che doveva fare da sempre, ovvero dare seguito alle denunce sugli immobili costruiti abusivamente nel corso degli anni ed insanabili. Si è cominciato così ad evadere una enorme mole di lavoro accumulata negli anni, che la politica ha contribuito, e possiamo affermare a prova di smentita contribuisce ancora oggi, ad accumulare. Migliaia di pratiche riguardanti immobili insanabili che, ai sensi delle leggi vigenti, sono di fatto proprietà comunale.
Mi spiego meglio. Le norme edilizie, al plurale visto che sono tante, prevedono che gli immobili costruiti abusivamente, se non rientrano nei parametri edilizi, devono essere demoliti a cura di chi ha realizzato l'abuso. Dal momento della notifica dell'ordinanza di demolizione, il titolare dell'abuso ha 90 giorni di tempo per demolire, trascorsi i quali, se non ha ottenuto una sospensiva dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) o non ha demolito a sue spese l'immobile realizzato, perde automaticamente il diritto di proprietà dell'immobile realizzato abusivamente e fino a 10 volte l'area di sedime (ovvero se ha costruito un immobile di 100 mq viene privato della proprietà fino a 10 volte, 1.000 mq). Ciò significa che a partire dal 91° giorno, se non ha ottemperato alla demolizione non è più proprietario ed al suo posto subentra, automaticamente, il comune.
Direte voi: fesserie!!! Invece no. Perché ad oggi gli immobili in queste condizioni a Carini variano tra le circa 2.300 unità certe (ed in fase di acquisizione) e le circa 3.500 potenziali. Ovvero il Comune di Carini è nei fatti uno dei comuni più ricchi d'Italia.
Uno potrebbe pensare: è storia vecchia, non faranno mai nulla. Non è così, perché solo in questo ultimo anno circa 40 immobili sono in fase di trascrizione tra le proprietà comunali, tra queste anche ville holliwoodiane e di personaggi considerati intoccabili.
Proprio nelle scorse settimane il Consiglio Comunale, su sollecito della Procura della Repubblica come ha avuto modo di ricordare in aula un Consigliere Comunale, ha deciso per la demolizione di una villetta abusiva di 180 mq più le pertinenze in via Aldo Moro su un'area già acquisita dal Comune di circa 1.000 mq. (Delibera del Consiglio Comunale n° 88 del 10/05/2013).
Ma in queste condizioni ci sono ville bifamiliari, ville con piscina, palazzine…
Nei prossimi numeri vi daremo contezza dei luoghi e degli immobili, cosa per altro riscontrabile direttamente all'albo pretorio del Comune, dove vengono pubblicate le ordinanze di acquisizione.
Cosa accadrà ora?
Di chi la responsabilità delle decine e decine di milioni di euro di proprietà privata passate in automatico al Comune?
Non certo dei tecnici comunali o della Polizia Municipale, che svolgono il proprio lavoro nonostante tutti gli impedimenti messi in atto in questi anni, ma di chi nel tempo ha fatto finta di niente, anzi rassicurando chi realizzava immobili abusivi, che nulla sarebbe mai accaduto. E ora?

