Scacco Matto al Re. L’alba di un nuovo giorno Isolano.

Esattamente un anno fa, la mattina del 5 ottobre 2020, benché fosse già autunno da qualche giorno e l’afa mattutina dell’estate avesse lasciato il posto al caldo tepore di un sole ormai stanco, Isola delle Femmine si svegliava, apprestandosi inconsapevolmente a vivere l’alba di una nuova Primavera politica.

In quel dì memorabile, Isola si preparava ad assistere ad un momento storico più unico che raro. Il popolo Isolano, dopo anni di placido ed accidioso torpore, aveva decretato, a maggioranza, la fine di un’era politica, dando un taglio netto al passato e salutando prontamente la “vecchia guardia”.

La lotta politica

Dopo una breve ma intensa lotta ad armi impari, un giovane dalle belle speranze di appena 40 anni, Orazio Nevoloso, sostenuto dalla sua squadra di giovani promesse, spodestava per una sola manciata di voti (25 per l’esattezza) il veterano e navigato Stefano Bologna, già Sindaco di Isola per tantissimi (forse troppi) lunghi anni sin dal 1993.

La competizione elettorale dagli esiti insperati (almeno sulla carta ed a detta della compagine politica facente capo a Stefano Bologna), si concludeva con 2.061 voti per il Sindaco uscente a fronte dei 2.086 voti ottenuti dal neo-eletto Sindaco Orazio Nevoloso. Oltre il danno, la beffa!

Tra colui che…“il sindaco lo sapeva fare” e colui che…“il sindaco non lo aveva mai fatto” il popolo Isolano aveva democraticamente scelto colui che potenzialmente poteva farlo meglio, nonostante l’inesperienza.

Davide batte Golia

Il giuramento del Sindaco Orazio Nevoloso

Il più debole (sulla carta) aveva vinto sul più forte. Davide aveva battuto Golia. Ulisse aveva astutamente sconfitto il ciclope Polifemo. Teseo aveva battuto il Minotauro. L’ultimo baluardo rimasto dell’ormai logoro e vetusto potere politico era caduto, come leggiadre foglie d’autunno, sotto i colpi delle ardite speranze e dei sogni di libertà e democrazia di un giovane Isolano armato di coraggio, di rigore morale e di sani valori e principi. Ebbene sì, per una sola manciata di voti, il Re aveva perso lo scettro… e pure la fascia.

A nulla erano serviti gli innumerevoli voti procacciati, durante vere e proprie “battute di caccia”, dai candidati di punta della lista “Un’altra Isola…Sì”! A nulla era servita la “guerra fratricida” – in alcuni casi, al limite del rispetto delle più elementari norme etiche, morali e deontologiche – combattuta durante la campagna elettorale tra i più agguerriti e spregiudicati candidati della lista Bologna, per spartirsi le cariche più ambite, più remunerate e di maggior prestigio!

Per una manciata di voti

Tutta colpa di quella maledetta manciata di voti! Tutta colpa di quel giovane erudito dalla raffinata dialettica capace di incantare anche i serpenti! O forse… tutta colpa dell’ormai usurato e riciclato uomo politico della “vecchia guardia” incapace di riconquistare la credibilità perduta nel tempo?

Per il responso, di certo, non occorre scomodare l’Oracolo di Apollo. Di chi sia o non sia la paternità di questa esecrabile manciata di voti, resta il fatto che per colpa di essa sono saltate cariche e poltrone già da tempo pregustate nell’immaginario di alcuni “pretendenti al trono”, i quali da aspiranti assessori e vice sindaci si sono, invece, ritrovati, ahimè, ad occupare un’umile sedia da consiglieri “senza portafoglio”.

Considerando l’esperienza dell’ex Sindaco Bologna, la detenzione di un potere politico trentennale, la rete di innumerevoli contatti costruita nel corso dei suoi mandati, i 6 precedenti anni di amministrazione nonché la presenza dei cosiddetti “cavalli di razza” nel suo schieramento, la vittoria sembrava scontata e ci si aspettava una carneficina. Ma qualcosa, purtroppo per l’ex amministratore, è andato storto nelle previsioni.

Isola delle Femmine decide di cambiare

Facendo un’analisi più approfondita, quella manciata di voti tanto recriminata acquistava una connotazione che andava al di là del mero valore numerico, diventando simbolo ed espressione di un popolo che, forse per la prima volta nella storia del paese, manifestava una voglia di riscatto, una travolgente bramosia di sovvertire le vetuste logiche politiche, un’irrefrenabile desiderio di essere, al contempo, artefice e protagonista di un cambiamento dal cui vento voleva farsi accarezzare e travolgere.

Ad un anno esatto di distanza, in occasione del primo compleanno dell’Amministrazione, ci auguriamo che questa fresca ventata di legalità, trasparenza ed onestà, di cui Orazio Nevoloso, nella sua persona, si è sempre fatto garante, possa continuare a soffiare forte ed imperiosa sopra il nostro paese, spazzando via le nubi minacciose del malaffare e dell’ingiustizia.

Post nubila, Phoebus, ovvero dopo la pioggia arriva sempre un raggio di sole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *