Terrasini e l’affare rifiuti una storia infinita

strada d'accesso Paterna Zucco
strada d’accesso Paterna Zucco

Terrasini, territorio ad alta valenza turistica, paesaggistica e ambientale, diventa di nuovo al centro dell’attenzione nel settore dei rifiuti. In principio fu la discarica di rifiuti soldi urbani anch’essa in contrada Paterna Zucco, poi la Terrasini servizi, la discarica di inerti alla Ramaria e la battaglia contro il sito di trasferenza in contrada Paterna e adesso un sito enorme di compostaggio che distruggerebbe un vastissimo suolo agricolo di pregio. Contrada Paterna, prende il nome dal Vallone naturale di scarico delle acque piovane e il feudo, coincidente in gran parte con lo Zucco, apparteneva fino ai primi anni dieci del secolo scorso al Comune di Carini. E’ ormai l’unico fondo agricolo della cittadina del Golfo, minacciato da lottizzazioni edilizie, da vari abusivismi e frammentazioni delle campagne. Abbandonate le colture agrumicole, specialmente limoni, nel corso degli anni è stato oggetto di colture biologiche di pregio, come l’orto di Nonno Nino, premiato recentemente come azienda d’eccellenza e vicinissima al mostro che si vorrebbe costruire. E’ un ambiente bellissimo, che ha ancora il fascino dell’antico agro terrasinese, sentori dell’antica tenuta dello Zucco del duca d’Aumale, di vecchie stazioni ferroviarie, di boschi che scendono dal vallone scosceso Paterna e del fiume Nocella. Qui pascolano in ambiente incontaminato bovini, tenere piante orticole piantate con sapienza millenaria e poi l’Orto di Nonno Nino con le sue colture biologiche e le meravigliose piantagioni di frutti esotici. Vicinissime anche residenze abitate tutto l’anno. I Comuni più evoluti hanno capito che il futuro economico è qui, con la redazione di strumenti urbanistici ad impatto zero, con zero consumo del suolo agricolo. I centri di compostaggio sono stati sempre avversati dalle popolazioni perché le tonnellate di immondizia maleodorante alla fine, nonostante le sbandierate modernità dei processi di produzione, emamano cattivo odore. Sul territorio si riverserebbero i camion di gran parte della Sicilia Occidentale, per un guadagno privato, legittimo ma a che prezzo per la collettività? Nel 2013, dopo una sollevazione popolare, il Comune di Terrasini bloccò la realizzazione del sito di trasferenza di rifiuti non pericolosi (la dizione apparentemente rassicurante si ripete) proprio in contrada Paterna. I consiglieri comunali di allora Fabio Viviano, Nunzio Maniaci, Virginia Ferrigno, Carlo Serio, Antonio Finazzo e Giuseppe Militello, firmarono ilcompostaggiopaterna2 documento assieme alle associazioni, al Movimento Cinque Stelle e al Partito Democratico, Giovani Democratici, Sinistra e Libertà e Associazione Peppino Impastato. Fu un momento di unità per difendere Terrasini. La domanda che si pone, che differenza c’è tra il sito di trasferenza dei Catanzaro e il centro di Compostaggio? Allora il Consiglio Comunale, riunito in sessione straordinaria il 9 luglio 2013,  votò contro ritenendo “Che la realizzazione del centro di trasferenza risulta incompatibile con la vocazione turistica del comune di Terrasini che con i villaggi turistici di Città del Mare e Perla del Golfo, con tutti i Bed & Breakfast ubicati nel centro urbano, con i bar e le attività di ristorazione, ha fatto una scelta irreversibile di sviluppo socio – economico, che verrebbe frustrato il lavoro fatto e limitate le proprie aspettative anche solo a causa della semplice assimilazione della propria immagine di impresa territoriale a quella di sito industriale rientrante nel circuito del trasferimento dei rifiuti e ritenendo infine che di avere espresso, interpretando le aspirazioni della collettività, direttive precise per il redigendo schema di massima del Piano regolatore generale in ordine alla tutela paesaggistica e ambientale del proprio territorio, alla valorizzazione dei beni monumentali, in tutto in prospettiva di uno sviluppo turistico, sentito come imprescindibile e irrinunciabile, anche per quelle aree agricole, vicine a quelle dove si vorrebbe l’ipotizzato centro di trasferenza, immaginate quali sedi di turismo agroalimentare e di colture biologiche“. Oggi non si è ancora riunito il consiglio comunale che deve fare parlare intanto i due Capo Area el Comune, Aldo Carano per la parte Urbanistica e Fabio Tuttolomondo per le Attività Produttive. L’incontro promosso dal Sindaco già da tempo ma rinviato per l’indisponibilità dei tecnici,  con i rappresentanti della CF Edilambiente e della ditta del Nord che vorrebbe costruire l’impianto, poteva essere utilissimo all’inizio per conoscere i dettagli, ma a due giorni dalla conferenza di servizi si spera non sia tardivo. Intanto già sono otto i consiglieri che hanno chiesto la convocazione straordinaria e urgente, Anche il consigliere Eva Deak ha infatti chiesto che sia il Consiglio a decidere. Speriamo che anche i

Discarica abbandonata rifiuti Paterna Zucco
Discarica abbandonata rifiuti Paterna Zucco

consiglieri Fabio Viviano, Nunzio Maniaci e Virginia Ferrigno, che allora scrissero una bella pagina per la comunità di Terrasini, aderiscano a questa richiesta urgente e che non si faccia un discorso di maggioranze e opposizioni ma un ragionamento comune per il futuro della comunità terrasinese, preoccupata per il nuovo interesse di soggetti privati sul territorio. Gli impianti di compostaggio sono utili per un ciclo virtuoso dei rifiuti, ma nelle zone industriali e dove non ci siano abitazioni o attività agricole. Tutti li considerano importanti ma nessuno li vuole, infatti sono soggetti a controllo delle emissioni odorigine. Un esempio eclatante l’anno scorso in Sicilia, dove gli abitanti di Joppolo Giancaxio erano ammorbati dalle emissioni che provenivano dal Centro di compostaggio, alcuni dovettero abbandonare financo le proprie abitazioni, che fu poi sequestrato anche per spargimento di ammendanti non conformi e fanghi. Siamo certi che il Sindaco e il Consiglio Comunale sapranno affrontare questo nuovo problema che interessa il territorio di Terrasini, procedendo poi finalmente ad un ordine del giorno per un Piano Regolatore a consumo zero del territorio. Intanto sembra che anche il Comune di Carini, confinante con la zona, voglia chiedere lumi sulla ipotetica nuova realizzazione di un centro rifiuti.

Antonio Catalfio