Partinico. Il PDL abbandona il sindaco Lo Biundo

Il PDL abbandona di fatto la maggioranza con l’evidente intenzione di passare gli ultimi mesi della consiliatura tra i banchi dell’opposizione e di presentare un proprio candidato sindaco alternativo anche a Lo Biundo nella campagna elettorale che si aprirà presto in vista delle consultazioni della prossima primavera.

La scelta era nell’aria già da qualche tempo. Ma le modalità della rottura hanno reso un po’ più spettacolare il tutto. In consiglio comunale non sono mancate le urla e le offese, in un clima di nervosismo che ha reso rovente l’aula durante il durissimo discorso del capogruppo partinicese del partito di Berlusconi.

Una pioggia di critiche che sembra aver posto fine al sodalizio tra le due parti. Il sindaco Lo Biundo non avrebbe mantenuto nessuno degli impegni presi e scritti nel documento che aveva sancito l’ingresso in giunta del Popolo della Libertà. Soprattutto in tema di ATO rifiuti e Ato idrico. Ma anche nelle scelte urbanistiche, con un riferimento al Piano Regolatore Generale che attende ancora di essere revisionato.

Una provocazione arrivata nel bel mezzo della seduta consiliare dove si parlava di bilancio comunale e che ha colpito non solo il sindaco Lo Biundo, ma anche l’assessore al bilancio La Lamia. Quest’ultima ha replicato duramente al consigliere Rizzo Puleo, rinfacciandogli l’assoluta assenza e indifferenza nelle fasi elaborative dello strumento finanziario del Comune e additando l’ex alleato con epiteti non proprio garbati.

Il divorzio conclude in malo modo un matrimonio durato dunque poco più di un anno. Nell’ottobre del 2011 infatti il Pdl aveva deciso, non senza qualche malumore interno, di entrare a far parte della compagine amministrativa dopo aver costituito il gruppo più numeroso di opposizione alle prime due giunte Lo Biundo. I malumori dipendevano dal fatto che quella scelta sembrava comportare l’impossibilità di presentarsi in autonomia alle future elezioni. Ma oggi è arrivato il nuovo retromarcia senza troppe remore.

Una situazione però che rende evidente le difficoltà dell’amministrazione cittadina e anche il clima che si respira in città. Un clima certamente non troppo favorevole al sindaco Lo Biundo e, di conseguenza, ai suoi diretti alleati. Gli aumenti delle tasse e delle aliquote comunali, le ultime gaffe amministrative (dai riscaldamenti spenti in tre scuole della città alle luminarie festive e all’albero di natale che la Polizia ha fatto rimuovere in quanto tutto era sprovvisto della necessaria documentazione), la gravissima situazione economica in cui versano centinaia di famiglie e imprenditori locali hanno affossato il gradimento del primo cittadino.

Una condizione precaria subito avvertita dagli esponenti del PDL che provano quindi a salvarsi in calcio d’angolo.

Salvo Lo Biundo sembra rimanere comunque sempre più solo. Lo affiancano attualmente il pezzo cracoliciano del PD, gli ormai famosi “artigiani”, la Destra di Storace e pezzi del PID. Gruppi dai numeri elettorali poco consistenti rispetto ai quasi 9 mila voti che le liste civiche raccolsero a vantaggio di Lo Biundo nella tornata elettorale del 2008. E non si sa ancora come la compagine reagirà a questa nuova rottura.

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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