Era il 6 novembre 2012 quando il Sindaco di Carini, Giuseppe Agrusa, a seguito di segnalazione da parte di Acque Potabili Siciliane (più da parte di centinaia di cittadini indignati diremmo noi, che hanno diffuso subito la notizia tramite Facebook) emanava un'ordinanza che vietava il consumo umano (per bere e cucinare) di acqua potabile in tutto il quartiere di Agliastrelli.
L'acqua presentava evidenti tracce di idrocarburi, in particolare gasolio, che fuoriusciva dai rubinetti delle case in un'area compresa dalla via Piemonte a scendere lungo il Corso Italia fino alla via Leopardi, comprendendo anche le aree di Piazza Sant'Anna (ad ovest del Corso Italia) e la Zona PEEP (ad est). Un'area con oltre 3.000 residenti e 3 istituti scolastici (Liceo Mursia, Scuola Media Calderone e Istituto Comprensivo Laura Lanza).
Ben 79 giorni prima di attestare ufficialmente che l'acqua era tornata potabile (scarica l'ordinanza), dopo che migliaia di metri cubi di acqua sono andati dispersi perché inquinati e non sappiamo quanta di questa acqua inquinata sia andata a finire nei processi produttivi alimentari, considerate le numerose attività artigianali che insistono nell'area e che hanno saputo della non potabilità dell'acqua solo qualche giorno dopo il fatto.
Nessuno ha però scoperto da dove provenisse la fonte inquinante, ne tantomeno quale delle condutture d'acqua che attraversano il Corso Italia fosse interessata dal gasolio (visto che ce ne sono diverse, di varie tipologie e diversi anni di collocazione). APS si è limitata ad apportare alcune modifiche alla rete idrica a valle, potenziando la conduttura che si approvvigiona dalla rete dell'AMAP (diga Iato), ma nessun saggio o indagine è stata effettuata per verificare la provenienza dell'inquinante.
Altresì pare che nessun cittadino, o amministratore, abbia allertato le forze dell'ordine ad indagare sul fenomeno, nonostante si trattasse di danno alla salute pubblica, o a titolo di risarcimento danni (acqua buttata nelle fogne, bonifica delle cisterne e serbatoi, danni alle produzioni alimentari, ecc…).
C'è da dire PANTA REI – tutto scorre!
