Chiuse le attività commerciali della “Rotonda” di Carini.

E’ stato come scoprire l’acqua calda, con l’aggiunta delle solite notizie in salsa carinese, ovvero gonfiate a dismisura tra un passaparola e l’altro, e che tengono banco da alcuni giorni in paese, sui socialnetwork e sulla stampa.

Johnny Walker CariniNel corso di alcuni controlli, che in verità vanno avanti da diversi mesi sulle condotte di scarico della Zona Industriale di Carini (rete fognaria e scarico delle acque bianche per la pulizia dei piazzali) in seguito all'inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura di Palermo dopo un esposto, sono stati scoperti decine di allacci abusivi alle due reti di scarico, ma quelli che hanno destato particolare scalpore, a scoppio ritardato, sono stati quelli relativi al complesso del “Johnnie Walker”, che si è scoperto scaricava abusivamente a mare!!!

A scoppio ritardato, visto che l’avvio del procedimento amministrativo è dello scorso 20 giugno, perché la notizia che ha destato scalpore è stata quella del rinvenimento di una stanza “segreta”, subito ribattezzata “bunker segreto della mafia”, al di sotto di una delle attività commerciali del complesso edilizio. Più che di bunker si trattava di un locale cantinato abusivo, utilizzato come ufficio, all’interno del quale si accedeva da una porta interna seminascosta, arredato con scrivania e computer, dove qualcuno ha supposto si possano essere tenute delle riunioni al riparto da occhi ed orecchie indiscreti, ma messo subito a disposizione degli inquirenti da parte dei proprietari, anche in assenza di uno specifico mandato di perquisizione.

Ad essere revocate sono state diverse autorizzazioni comunali, la più vecchia delle quali è addirittura del 1995, ma ce ne è anche una “provvisoria” del 1998, senza che mai nessuno si fosse preoccupato di verificare dove potessero scaricare i propri reflui tutte queste attività commerciali, visto che lì, alla “Rotonda”, la rete fognaria non esiste.

Ciachea 2012Per scoprire dove andassero a finire gli scarichi, sono stati effettuati diversi saggi d’avanti alle attività commerciali, che già da alcuni giorni sono chiuse proprio in virtù delle revoche delle autorizzazioni comunali avviate a fine giugno. Tutti gli scarichi convogliavano poi in 2 tubi in polietilene (nuovi nuovi) che, comodamente, percorrevano internamente una conduttura per le acque piovane dell’ANAS. In corrispondenza di un raccordo della rete in polietilene è stato immesso un tracciante colorato che, vedi la grande scoperta, arrivava fino al mare in prossimità del fortino militare della seconda guerra mondiale in corrispondenza dello svincolo autostradale di Carini. Di certo non scaricavano nel Torrente Ciachea, come riportato dalla stampa.

Certo è curioso che il luogo sia lo stesso che Legambiente denuncia pubblicamente da oltre 20 anni, con tanto di foto e prelievi fatti negli anni da Goletta Verde, ma per il quale nessuno mai, almeno fino a pochi giorni fa, aveva mai rivolto l’attenzione. È lo stesso luogo dove almeno un decennio fa arrivavano al mare scarichi oliosi di colore blu, non certo imputabili al bar o alla carnezzeria chiusi in questi giorni.

Ciachea 2013Altra curiosità, che ci è venuta in mente nell’immediato, è come mai, durante i lavori per la costruzione della grande rotatoria realizzata in concomitanza del centro commerciale, nessuno mai abbia trovato questi tubi in polietilene che tranquillamente percorrevano i canali di scolo dell’ANAS e si sia chiesto cosa fossero, anche perché per intercettarli è bastato aprire un tombino…

Saranno, come sempre, a pagare il conto gli esercenti affittuari delle attività commerciali chiuse? Oppure questa volta si arriverà anche a chi in tutti questi anni ha fatto finta di non vedere? E poi, perché ci sono scarichi abusivi di Serie A e scarichi abusivi di Serie B, visto che nessuno fa nulla per lo scarico abusivo del Lido Azzurro?

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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