Carini è morta! Viva Carini!!!

Da buon paese medievale che si rispetti, il motto monarchico: “E’ morto il Re, viva il Re”, nel senso che morto il re era subito pronto il suo successore ed in tal modo il re c’era sempre, vale anche per Carini, città sempre più abbandonata al suo destino ma, nonostante tutto ancora viva e presente.

Ormai da oltre un cinquantennio non è più la “Terra graziosa e bella” raccontata da Idrisi, vantata dal Mongitore o decantata dal Meli nelle sue poesie. Da quando agli inizi degli anni ’60 del 1900 si decise di distruggere tutto, regalando al cemento ed agli speculatori edilizi la ricchissima piana di Carini, propaggine occidentale della fertile Conca d’Oro.

Oggi ci avviamo sempre più ad essere un quartiere dormitorio della vicina Palermo ed i tentativi amministrativi di trasformarla in una municipalità, perdendo per sempre la propria autonomia, avrebbero terreno fertile in una città i cui abitanti sono ormai del tutto apatici a quanto accade intorno a loro.

E dire che da Carini partirono tantissimi volontari per la rivoluzione dei Vespri Siciliani nel 1282, nel 1848 fu tra le prime cittadine siciliane a ribellarsi contro i Borbone e nel 1860 i carinesi si distinsero nei moti risorgimentali per l’unità d’Italia. Oggi tutto tace e tutto si sta perdendo, come se nulla fosse, nel pieno pensiero di Eraclito: “Panta rei” – Tutto scorre. Abbiamo perso l’ospedale dopo 500 anni, abbiamo perso la delegazione Enel, gli uffici dell’esattoria, il Tribunale… tra poco perderemo pure la cittadinanza, ma nessuno ci farà caso e nessuno dirà nulla, come se le colpe fossero di altri, di volontà soprannaturali che così hanno deciso.

Siamo sepolti dai rifiuti? Le colpe sono di altri… Non arriva acqua nelle case ed interi quartieri sono a secco? La colpa è di una entità superiore… Le strade sono ormai luoghi dove in confronto il Bronx di New York è un asilo nido? E noi che colpa ne abbiamo…

Intanto vengono nuovamente occupate le case popolari in costruzione, bloccando per l’ennesima volta il cantiere che subirà ulteriori rallentamenti. A differenza dei mesi scorsi, questa volta gli assegnatari definitivi ci sono e non sembrano tanto disposti a lasciarsi rubare la casa, anche perché sono 15 anni che aspettano e che pagano affitti, in attesa di avere un alloggio nel rispetto della legge. Ed essendoci gli assegnatari non è possibile occupare un alloggio e sperare nella solita sanatoria che legalizza un furto odioso come può essere quello della casa che tanto hai atteso e sognato.

Ma non finisce qui. Da anni si discute di una circonvallazione a valle del centro storico. Da anni, ormai quasi 20, si aspetta il nuovo Piano Regolatore per poter avviare le opere pubbliche necessarie allo sviluppo del territorio, PRG che le amministrazioni degli ultimi 13 anni non hanno di certo sollecitato, anzi. Ed in questi giorni, proprio in chiave fatalistica, viene autorizzata e quasi completata una piccola costruzione che vanificherà per sempre la realizzazione della circonvallazione a valle del centro storico; arteria che già solo per il primo tratto è costata centinaia di migliaia di euro di espropri. La via Caserta, quella che da l’accesso al Liceo Scientifico, rimarrà una strada chiusa, non riuscirà mai a raggiungere la via Morello e da lì la via Aldo Moro. Un altro caso del fato, di quelle entità soprannaturali che si accaniscono contro Carini.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito all’ennesima scena inverosimile. Il 29 ottobre il Tribunale di Palermo ha dichiarato fallita APS, la società che gestisce le reti idriche di 52 comuni dell’ATO Idrico Palermo, dando 3 mesi di tempo ai commissari per licenziare il personale, liquidare qualche debito delle centinaia di milioni di euro di debiti accumulati e chiudere la baracca. In conseguenza di ciò i 220 dipendenti di APS si sono messi in sciopero, causando disagi in molti dei comuni dove prestano servizio. Ovviamente Carini fa parte di questi. Al quarto giorno di mancanza di acqua, mentre i cittadini si lamentavano, ma non più di tanto (per quanto prima menzionato) attribuendo le colpe sa a quale divinità ostile e con la risposta “registrata” del sindaco, che lui non può farci nulla e che sta studiando la “pobblematica”, alla Zona PEEP si scatena la solita protesta selvaggia degli inquilini (ex occupanti abusivi, oggi sanati e quindi assegnatari) delle case popolari. Cassonetti in mezzo alla strada, disagi, difficoltà di uscita dal quartiere per gli oltre 1.000 utenti dell’istituto Laura Lanza.

La protesta sembrava rientrata, quando invece nel primo pomeriggio si riscatena l’inferno. Questa volta i tranquilli abitanti bloccano la via Don Sturzo, arteria trafficatissima. Il resto del paese assiste inerme, limitandosi a cambiare strada. I Carabinieri cercano di mediare ma senza successo. Dopo circa 1 ora si presentato gli operatori di APS, quelli che erano in sciopero da 1 settimana, per effettuare le manovre di apertura dell’acqua. Ovvi i festeggiamenti da parte dei “rivoltosi”, che ammettevano candidamente di non aver mai pagato l’acqua da quando hanno occupato le case, oltre 10 anni fa. Lo slogan più gettonato era questo: “quannu faciemu burdello nautri, vinciemu sempre” (per i toscani: quando protestiamo noi, vinciamo sempre). Davvero un bel messaggio di civiltà. Fatto sta che l’acqua arriva a tutti, perché gli operatori di APS effettuano le manovre in tutti gli snodi della rete idrica, ed a beneficiarne sono tutti i carinesi, compresi gli apatici-fatalisti.

Carini è morta. Viva Carini.

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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