Carini: Polizia Municipale sequestra discarica abusiva di rifiuti speciali

Gli agenti del settore polizia giudiziaria e tutela ambientale della Polizia Municipale di Carini hanno proceduto al sequestro preventivo d’iniziativa, ai sensi dell’art. 321 c.p.p di un’area di circa 150 mq di rifiuti speciali in Contrada Saraceno sulla via provinciale che porta a Montelepre, all’interno di una cava abbandonata.

L’area in questione è all’interno del SIC (Sito di Interesse Comunitario) e della ZPS (Zona a Protezione Speciale) della Comunità Europea per l’alta valenza ambientale, dove vive la rarissima aquila del Bonelli e crescono oltre 40 specie di Orchidee selvatiche e tra queste la rara Ophrys mirabilis.

Ferro, plastica, residui di gomme triturate che fanno pensare a resti interni di autovetture  oltre a numerose ossa di animali, portati sul posto con scientifica determinazione e nascosti. “Siamo in presenza non di un abbandono casuale fatto da cittadini incivili” – osserva Venuti – “ma da veri e propri eco criminali che, certamente nell’ambito dell’esercizio di un’attività imprenditoriale, vengono in queste zone a scaricare incuranti e sprezzanti dei gravi danni all’ambiente che si ripercuoteranno anche sulle future generazioni”. La vicenda è aggravata dal fatto che la discarica si trova a poche decine di metri dai Pozzi Saraceno che riforniscono l’acquedotto comunale, oggetto nelle scorse settimane di un furto di cavi elettrici che ne hanno bloccato il funzionamento per alcuni giorni.

“Pur in presenza di una gravissima carenza organica, dice Venuti, non possiamo assistere inerti allo scempio del territorio ed intendiamo affiancare gli sforzi dell’amministrazione. Chiediamo ai cittadini di collaborare non solo nel non gettare rifiuti nei luoghi e nelle ore vietate ma di segnalare alle forze dell’ordine eventuali fatti sospetti”.

“L’azione di controllo proseguirà incessantemente come disposto dal Sindaco – dice Venuti – cambieremo sempre giorni ed orari delle operazioni per non dare punti di riferimento a questi veri e propri eco criminali”.

Ora sono in corso indagini per risalire ai responsabili del reato previsto dal testo unico sull’ambiente 152/06 che prevede sanzioni che possono arrivare anche all’arresto da sei mesi a due anni e all’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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