Terrasini: eliminare i due parcheggi dai rifiuti.

 

I mondiali di Italia 90 furono un’occasione ben sfruttata dal Comune di Terrasini che ottenne nel 1988, sindaco Claudio Catalfio, che la cittadina del Golfo fosse inserita come sede di allenamento di una nazionale del girone di Palermo. Il riconoscimento portò i suoi frutti: il totale rifacimento dello stadio comunale, con realizzazione del manto erboso, la progettazione e realizzazione di quattro parcheggi di prossimità e la segnaletica bilingue.

I parcheggi furono progettati con oculatezza, muretti in pietra, cancellata di ferro e alberature con pini marittimi e oleandri. A distanza di 24 anni, oggi quei parcheggi sono diventati, prima sito per i cassonetti comunali, via via eliminati dalle strade, e veri e propri siti di trasferenza al limite dell’illegalità, dove spesso campeggiano scarrabili di deposito temporaneo dei rifiuti.

Il parcheggio sul lungomare è una vera e propria vergogna, adiacente ad un ristorante storico di Terrasini, La Ruota da Gaspare, e alla costa di Cala Rossa, nonostante le siepi di oleandri coprano parzialmente la vergogna, il fetore e i rifiuti, sospinti dal vento, si ammassano sul lungomare, sul costone roccioso e finiscono in mare stesso. E’ un panorama fatto di cartacce, bottiglie di plastica, si conferisce di tutto.

L’abbandono del sito ha anche consentito che questo sito diventasse luogo di incontro per attività probabilmente illegali. Stessa nota per via Cala Rossa, strada residenziale tra le più belle di Terrasini, dove le immagini hanno documentato nel tempo anche scarti di macellazione illegale e sulla statale 113, di fronte ad una sala trattenimenti, a supermercati, dove incredibilmente, tra rifiuti d’ogni tipo, staziona un venditore di stigghiole, interiora di vitello arrostite, senza che alcuno inorridisca.

Il percolato di queste vere e proprie discariche nel tempo si sarà depositato e assorbito dall’asfalto, mentre mai si è vista una totale sanificazione dei siti. Solo periodici incendi hanno perfino distrutto molti alberi.

Il contratto di servizio con l’Ato Palermo 1 prevede un certo numero di cassonetti e la periodica pulizia con lavaggio e sanificazione, perché sono stati eliminati dal territorio con un porta a porta che senza differenziata crea volumi di rifiuti lungo tutte le strade del paese?

Il fallimento dell’Ato senza il fallimento di chi ha gestito in questi anni il ciclo dei rifiuti nella provincia di Palermo, e l’eterna attesa della costituzione dell’Aro con Cinisi e Borgetto, può giustificare la mancanza di soluzioni? Iniziamo con l’eliminazione della discarica del Lungomare che è un biglietto da visita, una cartolina illustrata di Terrasini.

 

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