Terrasini: legalità e sicurezza

Terrasini è sempre stata un oasi di tranquillità apparente, cittadina così amena e adesso "costa del sorriso" da essere addirittura scelta dal boss Salvatore Lo Piccolo e figlio come rifugio estivo, nella villetta sulla strada statale 113. E' un paese dalle dinamiche economiche in movimento: vocazione turistica, splendida costa, presenza di strutture portuali e aeroportuali, numerose attività commerciali. Il saldo attivo di queste variegate attività è senza dubbio in diminuzione, chiusura di attività commerciali e di partite iva, di strutture ricettive e di servizi legati al turismo, lasciano presupporre che, a parte la congiuntura economica negativa, che Terrasini abbia vissuto di rendita e, orgogliosamente pensando di essere unica, non abbia avuto la capacità di reinventarsi e studiare soluzioni tali da reinserirla nel circuito che le appartiene.

L'Amministrazione comunale ha cercato di porre un freno alla decadenza e alla rarefazione dei visitatori con soluzioni a volte criticabili, ma in assenza di adeguate somme in bilancio, favorendo le attività di ristorazione e somministrazione di bevande presenti nel centro storico. Anche l'apertura di un ristorante lounge bar sulla costa di Cala Rossa, è stata, in quest'ottica, favorita e propagandata come necessaria allo sviluppo economico del territorio.

In pratica, l'amministrazione ha cercato di promuovere ed aiutare chi, in questo momento di crisi, investe a Terrasini, scelta comprensibilissima ma che ha portato alla mutazione del target dei turisti e visitatori.

Nulla contro gli apericena e la movida, ma si ha troppo spesso una sensazione di anarchia e di mancanza di controllo sul territorio. Suolo pubblico concesso a dismisura, e a fisarmonica, musica ad alto volume anche oltre gli orari, spettacoli dal vivo in contemporanea, insomma una vera e propria babele acustica che ha allontanato i visitatori e i villeggianti di fascia d'età più adulta ed attirato giovanissimi dai 13 anni in su.

Essere punto di ritrovo e l'alto consumo di alcolici da sempre attira anche attività criminali, primo tra tutti lo spaccio di droghe leggere e pesanti.

Non è una responsabilità certamente delle scelte politiche o delle meritorie attività commerciali che in tempo di crisi investono per proporre eventi moderni ma, accanto alla legittima aspirazione dei più giovani di divertirsi in un bel contesto, si è notato un movimento di persone meno propense al divertimento. Accoltellamenti, risse, episodi isolati, ma che devono suscitare una riflessione. E qui si innesta il problema sicurezza, che deve coniugare il diritto dei residenti a vivere serenamente e dei visitatori e dei ragazzi a divertirsi in tranquillità.

 

Terrasini e il comprensorio sono poco vigilati, il taglio di organico di Carabinieri e Polizia, l'abolizione del Comando della Guardia di Finanza, dopo un secolo di presenza, passata sotto silenzio, e l'organico ormai ridottissimo del locale Corpo di Polizia Municipale, ha dato la sensazione di potersi muovere nell'anarchia più totale. Ed è la stessa sensazione che deve aver provato l'incendiario degli ultimi mesi.

Dopo gli ultimi accadimenti, il sindaco ha cercato responsabilmente di porre un freno e far sentire la presenza nel territorio, la scelta delle ronde di amministratori e protezione civile è stata criticata, forse è stata la scelta del termine ronda che non doveva essere usata, ma è stata un'azione dimostrativa, un modo di fare sentire la presenza degli amministratori, di essere vicini alla popolazione allarmata dai tanti accadimenti.

Desta però pesanti interrogativi la totale assenza della Polizia Municipale, mai citata nei dibattiti in consiglio comunale, non presente nelle ronde e assente anche nell'ultimo consiglio comunale sulla sicurezza.

Le funzioni della polizia locale quale polizia di prossimità, di vigilanza di quartiere, sono ben note, sarebbe interessante conoscere i numeri dell'attività della polizia municipale di Terrasini nel 2014 per vedere le dinamiche delle violazioni accertate nel territorio.

Organico ridotto, ormai sono forse cinque i poliziotti locali di ruolo, più un maggior numero di contratti a tempo determinato, alcuni a 35 ore altri a 24.

Una risposta dell'amministrazione comunale potrebbe essere la riproposizione di una pattuglia serale il venerdì o il sabato e il taglio dei servizi in alcuni giorni della settimana in orario mattutino.

Implementare i fondi per lo straordinario serale e notturno ed utilizzare per tutto l'anno personale esterno all'organico del Corpo nei servizi serali e notturni e di polizia urbana, per contrastare ancor più l'abusivismo commerciale e il mantenimento delle regole sugli spettacoli e la musica all'aperto e soprattutto la proposizione di servizi congiunti con i Carabinieri e la Polizia di Stato.

Terrasini non è terra di nessuno ma è necessario, adesso, porre un freno ad una situazione che potrebbe nel tempo degenerare.

La scuola, le associazioni, devono partecipare a questo processo, ma è un tema più complesso che necessita di ben altre riflessioni.

Terrasini non è il paese dell'illegalità è il paese di quei ragazzi che allertando le forse di polizia presenti nel territorio hanno permesso, così come sottolineato dal sindaco Cucinella, la cattura del soggetto che stava seminando il panico nella popolazione. Un terrasinese che, accertate le responsabilità, deve avere la giusta pena, ma che non è da criminalizzare e mettere alla gogna ma aiutato dalla popolazione stessa e dalle strutture a reinserirsi nel tessuto sociale.

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