Il comprensorio tra l’estremità orientale del carinese e quella del partinicese è sede, oggi inconsapevole, del meccanismo antico delle torri costiere. Le costruzioni risalenti all’incirca al XVI secolo erano le protagoniste del sistema difensivo della costa durante le scorribande piratesche in un’epoca difficile per tutti gli insediamenti in prossimità del mare. Quelle torri, un tempo fondamentali per la sicurezza degli autoctoni sono oggi promotrici d’indifferenza per la popolazione che non ne usufruisce. O meglio non può usufruirne come si converrebbe di fronte a un pezzo fondamentale della storia locale. La torre Pozzillo, protagonista della rappresentazione organizzata da artisti, liberi cittadini e attivisti del Movimento 5 stelle, “Pozzillo… la torre”, è una di quelle torri oggi lontane dall’essere meta anche solo di turismo periodico.
L’attività della giornata dedicata è stata suddivisa in due parti, presso la torre stessa, ove sono state effettuate visite alla struttura e coinvolti i bambini presenti, e presso l’atrio di Palazzo dei benedettini, ove si è tenuta una presa di coscienza da parte degli attivisti (presenti il deputato alla Camera Claudia Mannino e il consigliere comunale di Carini, Ambrogio Conigliaro, il signor Salvatore Vitale, che ha raccontato la storia del meccanismo delle torri) su come la torre Pozzillo potesse essere messa in risalto, se gli enti locali si rendessero promotori della gestione di questo bene che ha attende lì sul mare un atto di benevolenza.
Ad oggi al di fuori del circuito turistico. La torre Pozzillo è anche un simbolo. Tale è stata resa dalla storia, intitolata “Eterno canto”, narrata in bel dialetto da Fabio Lo Meo e Antonella Sampino (provenienti dal teatro di Franco Scaldati), che hanno ideato il testo mentre Giuseppe Andolina la musica. Con la scenografia di Loredana Pennino e Filippo Palazzolo e la fotografia, la produzione audiovisiva di Salvo Cataldo. L’atto di memoria della torre Pozzillo sarà in scena nuovamente Domenica 23 ore 21:00 al castello di Carini, con il suo messaggio di tutela della memoria collettiva.
