Roberto Tarallo, Vicesindaco e Assessore allo Sport del Comune di Capaci, ricostruisce ai microfoni del Vespro l’episodio che ha portato la FIGC a squalificarlo per nove gare effettive. “Una scaramuccia nella quale sono intervenuto per calmare gli animi, non ho nemmeno sfiorato l’arbitro”.
Il Vicesindaco è anche un calciatore della squadra cittadina, il “Capaci City”. Nella sua versione dei fatti ammette che quel giorno un altro giocatore del Capaci City ha usato la violenza contro l’arbitro. Un rigore al 94″ minuto in terza categoria diventa quindi motivo di rissa, fa esplodere la violenza e riempie di tensione una domenica di sport dilettantistico.
Roberto Tarallo annuncia il ricorso alla Federazione, contestando il provvedimento disciplinare di squalifica che lo ha coinvolto e che recita:
Il Sig. Tarallo Roberto, al termine della partita, raggiungeva l’arbitro mentre quest’ultimo stava guadagnando gli spogliatoi. Raggiungendolo, con fare minaccioso ed aggressivo, in particolare agitando le mani davanti al volto del direttore di gara, rivolgeva frasi offensive. Esibito il provvedimento disciplinare il Tarallo tentava di colpire il direttore di gara, attuando tale condotta violenta spintonando il proprio petto contro le spalle dell’arbitro, che veniva sospinto in avanti e avvertiva dolore.
Il gruppo di opposizione “La Prospettiva” ha, alla luce di questo provvedimento, hanno annunciato una mozione per chiedere al Sindaco di Capaci Sebastiano Napoli di ritirare anche temporaneamente la delega allo sport all’Assessore.
Secondo il Vicesindaco, questo episodio riguarda invece la sua sfera privata e non deve quindi essere utilizzato per attaccarlo politicamente. “Ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio, i consiglieri che mi attaccano si occupino dei problemi seri del paese”.
