Giornata Mondiale della Salute Mentale: il benessere psichico è una priorità globale

«La salute mentale si produce soltanto quando tutte le istanze nella nostra psiche, le pulsioni, l’lo razionale e gli ideali coincidono sensibilmente e adattandosi al mondo esterno risolvono i conflitti inerenti alla situazione totale» (Anna Freud).

Il 10 ottobre 1992 Richard Hunter, vice segretario della Federazione mondiale per la salute mentale (WFMH – dall’inglese World Federation for Mental Health), istituì la “Giornata Mondiale della Salute Mentale”.

Da allora, ogni anno, durante questa giornata, si punta a portare a termine tre obiettivi fondamentali: sensibilizzare, combattere i pregiudizi e le discriminazioni, creare un clima di confronto e di scambio. La salute mentale, infatti, rappresenta un problema sempre più frequente e sempre meno discusso, a causa della cattiva informazione e di pregiudizi radicati nel tempo.

Il pregiudizio riguarda sia chi vive sulla propria pelle questi disturbi, colpevolizzandosi, sia chi li osserva dall’esterno, reputandoli solo malattie immaginarie. La fatica a considerarle patologie reali nasce dal fatto che, a differenza di altre malattie, in questo caso, non c’è un esame, un valore o un marcatore biologico in grado di diagnosticarle. Ancora oggi, si assiste ad una disparità di qualità nell’assistenza e nel trattamento tra chi soffre di patologie mentali e chi di altre malattie.

Definizione di “disturbo mentale”

Si definisce disturbo mentale la vera e propria sindrome dei “cattivi pensieri”, l’incapacità di saper controllare le emozioni o gestire il proprio comportamento rispetto alle situazioni proprie della vita quotidiana.

Si tratta di un’importante disfunzione dei processi psicologici e biologici tipici del normale funzionamento mentale, che arrecano al soggetto grande sofferenza o difficoltà nello svolgimento delle attività sociali ed occupazionali.

Pensieri ed emozioni negativi, comportamenti ingiustificati che si possono racchiudere, dal punto di vista clinico, in 3 grandi gruppi: disturbi psicotici (schizofrenia, disturbi deliranti, ecc.); disturbi dell’umore (bipolarismo e depressione); disturbi dell’ansia, anoressia, bulimia nervosa, ecc.

Tali patologie, spesso, sono causate da tutto ciò che ruota intorno alla persona che ne soffre: contesto sociale in cui vive, rapporti con i familiari, situazione economica, bagaglio culturale e tutto ciò che concerne il vissuto. Ma non solo. Risultano fondamentali, in alcuni casi, anche i fattori genetici.

«Le patologie mentali sono multifattoriali: un incrocio tra fattori biologici, genetici, ambientali. Educazione, temperamento ed esperienze giocano un ruolo, ma non sono le uniche determinanti», asserisce Stefano Vicari, Professore Ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma.

Chi soffre di questi disturbi è privato di quel benessere e di quello stato psicologico che normalmente ci permettono di stare bene con noi stessi e con gli altri, vivendo la nostra esistenza con consapevolezza, senza pensieri negativi, stress, pressioni o ansie ossessive. In situazioni più estreme, il disagio può sfociare nell’autolesionismo e nel suicidio.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), a tal proposito, ha dichiarato: «La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità».

In Italia, circa tre milioni e mezzo di persone soffrono di depressione, facendo ricorso a farmaci antidepressivi, ma, secondo l’Istat, meno della metà riceve una diagnosi e solo 1 paziente su 3 ottiene le cure adeguate.

Gli effetti del Covid-19

La pandemia da Covid-19, in questi anni, ha ulteriormente incrementato del 25% i disturbi depressivi e dello spettro ansioso, facendo emergere le fragilità, le paure, le insicurezze, la rabbia di chi viveva già un malessere o un disagio interiore. Tuttavia, la fragilità è parte dell’essere umano ed è difficile mantenere sempre lo stesso identico equilibrio, nel corso di una vita che muta continuamente ed è influenzata da eventi non controllabili da noi.

E’ per questo che la salute mentale ed il benessere devono rappresentare una priorità per tutti gli essere umani.

Le iniziative dell’ASP Palermo

Per l’occasione, l’ASP di Palermo, nella giornata di lunedì 10 Ottobre, ha organizzato una serie di iniziative, utili a favorire interventi e spazi di confronto aperti, accompagnati da sessioni parallele di laboratori creativi di fotografia partecipativa e scrittura creativa.

Si comincia a partire dalle ore 9, presso la sala Vignicella del presidio Pisani di via La Loggia n.5, per proseguire, poi, con i laboratori dalle 14.30 alle 18.30. Tutte le attività saranno gestite e curate dal Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria infantile di Palermo.

Insomma, una giornata simbolica per combattere lo stigma sociale e le discriminazioni subite da chi soffre di disturbi mentali.

«Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita» (Alda Merini).

Daniele Fanale

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