Palermo, lunedì 14 aprile 2025
Ci sono voluti due anni di attesa per vedere finalmente riaperto il Parco Piersanti Mattarella, lo storico Giardino all’Inglese di Palermo progettato nel 1851 dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile e luogo di riferimento, negli anni, per le passeggiate domenicali di tanti palermitani.
Due anni di autentica passione che hanno visto il Giardino Inglese protagonista di un interminabile lavoro di restyling costato oltre due milioni di euro, dei quali un milione e 255 mila euro provenienti dai finanziamenti del Pnrr e dell’Unione Europea –NextGenerationEU.
Una lunga attesa
Una lunga attesa che questa mattina, finalmente, sembrerebbe essere terminata con l’inaugurazione del nuovo Parco “Piersanti Mattarella” alla presenza del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dell’assessore all’Ambiente Pietro Alongi e di diversi esponenti della giunta e del consiglio comunale e che si é conclusa – almeno nelle intenzioni – con la consegna alla comunità palermitana dei lavori previsti dal progetto di restauro e riqualificazione voluto dal Comune di Palermo e che nello specifico prevedevano il rifacimento dei viali e del relativo manto di copertura, l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione, la manutenzione e dei pini e dei ficus presenti all’interno dei giardini, la pulizia delle vasche, il restauro della bellissima serra botanica in stile Liberty, il restauro delle statue e la piantumazione di piante e prati all’inglese.
Lavori, quelli previsti, che attendono in gran parte di essere ancora ultimati, come vi proponiamo nelle immagini che seguono e che mostrano diverse aree del parco non ancora ultimate con l’assenza dei prati, la mancanza dei cestini per i rifiuti, le fontanelle non funzionanti e le statue vandalizzate da graffiti anche espliciti.
Quanto tempo ancora?
Secondo il Comune, il termine di consegna dei lavori è quello del prossimo 30 aprile ma a giudicare dal numero di aree ancora da completare e dalle festività pasquali in arrivo, la data di ultimazione potrebbe slittare ancora di parecchie settimane.
Ci si domanda allora perché inaugurare un parco non ancora ultimato e quindi non pronto per accogliere le esigenze e le necessità dei cittadini che nelle prossime settimane si troveranno davanti ad aree interdette per via delle numerose lavorazioni in fase di realizzazione.
In fondo, aspettare qualche settimana in più rispetto ai due anni di ritardo accumulati, non avrebbe fatto molta differenza in una città dove sembra che si dia sempre più spesso importanza all’ apparenza delle cose piuttosto che alla loro reale essenza.
Michelangelo Marino









