Isola, 40 anni fa veniva ucciso il Brigadiere Monteleone

Ricorre oggi il quarantesimo anniversario della morte del Brigadiere dei Carabinieri Antonio Enrico Monteleone, ucciso per mano di alcuni rapinatori, ad Isola delle Femmine, il 28 novembre 1985, nei pressi dell’Ufficio postale.

In una fredda mattina di fine novembre, Monteleone aveva accompagnato le figlie a scuola e si era recato presso la locale Stazione dei Carabinieri, nella quale prestava servizio da circa un anno e mezzo.

Pochi minuti dopo, lo squillo dell’allarme collegato all’Ufficio postale indusse il brigadiere a precipitarsi, senza esitazione, insieme al collega Appuntato Vito Stefanini, presso il luogo della rapina, poco distante dalla caserma.

Una volta giunti all’Ufficio postale, un drammatico scenario si presentò alla vista dei due carabinieri: tre malviventi, a volto scoperto ed armati di pistola, stavano tentando la fuga, usando come scudo alcuni clienti presi in ostaggio.

In quel momento cruciale, nonostante le minacce, Monteleone si rifiutò di consegnare la sua arma d’ordinanza e affrontò due rapinatori con intrepido coraggio, mentre, in quegli stessi istanti, un altro malfattore apriva il fuoco contro l’Appuntato Stefanini, costringendolo a consegnare l’arma d’ordinanza.

Ne nacque una colluttazione violenta, durante la quale Monteleone fu colpito al torace da un proiettile esploso dalla pistola di uno dei rapinatori, che si diedero alla fuga, a bordo di una Fiat Uno, con un bottino in contanti di circa sette milioni di vecchie lire.

Nel frattempo, sopraggiunto sul luogo Gennaro Buonincontro, anch’egli in servizio presso la Stazione locale, il carabiniere apriva il fuoco con la sua pistola mitragliatrice PM12, esplodendo una raffica di quindici colpi che riuscirono a colpire e ferire uno dei fuggitivi.

Grazie a questo intervento, fu possibile, in seguito, identificare ed arrestare tutti e quattro i rapinatori, incluso l’autore materiale dell’omicidio.

Infatti, il ricovero in un altro ospedale di un minorenne, che aveva riportato al fianco sinistro una ferita da arma da fuoco, permise di accertare la partecipazione dello stesso alla rapina, consentendo di identificare anche gli altri tre complici implicati nella tragica vicenda.

Antonio Monteleone, trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, si arrese alla morte dopo ore di agonia. Preferì affrontare, impavido, la morte piuttosto che arrendersi ai malviventi e venir meno alla suo dovere di servitore dello Stato.

Il Brigadiere Antonino Enrico Monteleone

Il brigadiere Monteleone non va ricordato soltanto come una vittima della criminalità, ma come simbolo di dedizione e coraggio. La sua scelta di opporsi ai rapinatori, pur consapevole del rischio, rappresenta l’essenza del servizio reso allo Stato: proteggere i cittadini anche a costo della vita. E, per questo, fu insignito della Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria.

La comunità di Isola delle Femmine e l’Arma dei Carabinieri lo ricordano come un uomo giusto, un padre amorevole e un servitore dello Stato, un carabiniere che non ha esitato a mettere la propria vita davanti al dovere.

Aveva scelto la divisa a soli 20 anni. Dopo anni di servizio, a 34 anni, fu trasferito ad Isola delle Femmine. Un trasferimento che segnò il capitolo finale della sua vita, ma anche l’inizio di una gloriosa memoria che, ancora oggi, resta viva.

La storia di Antonio Enrico Monteleone è un monito ed un esempio per le nuove generazioni di carabinieri e per tutti i cittadini. Onorare la sua memoria significa non dimenticare il prezzo pagato da chi ha difeso la legalità, soprattutto in anni difficili per la Sicilia e per l’Italia.

Daniele Fanale

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