La medicina di genere: la Sicilia in prima linea per l’attuazione

L’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, Servizio 5 “Promozione della Salute e Comunicazione”, ha recepito nel 2020 la legge nazionale n. 3 dell’ 11 gennaio 2018 istituendo con provvedimento dell’Assessore alla Salute, Ruggero Razza, il Tavolo Tecnico Regionale di Coordinamento  per la Medicina di Genere. Con la redazione del Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, in via di ultimazione, si entra nella fase operativa dell’importante nuovo approccio scientifico verso il paziente.

Daniela Segreto

Il concetto di Medicina di Genere nasce inizialmente dall’idea che le differenze tra uomini e donne in termini di salute siano legate non solo alla loro caratterizzazione biologica e alla funzione riproduttiva, ma anche a fattori ambientali, sociali, culturali e relazionali definiti dal termine “genere”, “Ma non è – dichiara la dr.ssa Daniela Segreto  Dirigente dell’Ufficio Speciale della Comunicazione per la Salute –  una semplice differenza dell’approccio medico nella cura dell’uomo e della donna ma è una medicina di precisione che serva a contrastare ogni forma di diseguaglianza: socio- economica, nell’approccio clinico-diagnostico su etnie o religioni diverse. Appropriatezza quindi delle cure, di una diagnosi, di un percorso clinico. La redazione del piano regionale per l’attuazione della medicina di genere è in via di conclusione, e sarà emanato con Decreto Assessoriale nei prossimi giorni, focalizzando sull’analisi di contesto come  i generi siano attenzionati in maniera diversa, da un punto di vista farmacologico, della ricerca, diagnostico, concentrandosi su quattro aree tematiche: Ricerca, Percorsi Clinici, Comunicazione e Formazione”. “La medicina di genere – aggiunge il prof. Piernicola Garofalo, endocrinologo –  è

Piernicola Garofalo

l’attenzione da avere singolarmente al paziente: ogni paziente ha una storia personale diversa, una familiarità diversa, una condizione sociale ed  economica diversa, un vissuto quotidiano diverso, è un riappropriarsi di un rapporto individuale col paziente. Si tratta di riappropriarsi di principi deontologici e di valori etici, primo fra tutti l’equità, il dare a ciascuno ciò di cui ha singolarmente bisogno, sia in termini di approccio terapeutico, diagnostico, riabilitativo, medicina del lavoro, supporto psico-sociale. Abbiamo analizzato per bene il Piano Sanitario Nazionale  L’elaborato della Regione Sicilia è un elaborato del tutto originale che va oltre il mandato originario del Piano Sanitario Nazionale arricchendolo di sfumature, sensibilità e contributi”.
Antonio Catalfio

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