Partinico: Presentato il libro di Nino Cinquemani “Un laboratorio di fermento culturale, sociale e politico dal 1970 al 2000”

E’ stato presentato all’istituto Comprensivo “Cassarà – Guida” il libro di Nino Cinquemani “Un laboratorio di fermento culturale, sociale, politico a Partinico dal 1970 al 2000.Un pezzo di memoria storica a rischio oblio”. La città di Partinico fu dagli anni ’60 un fenomeno di aggregazione culturale, sociale e politica avanzatissima grazie alla presenza di Danilo Dolci certo, ma anche ad una robusta tradizione progressista che dal movimento dei Fasci Siciliani in poi germinava nelle classi sociali subalterne pronta a venir fuori con energia inaspettata. Su questo humus attecchì l’opera dolciana prima e il Centro UNLA (Unione Nazionale per la Lotta all’Analfabetismo) poi, di cui il maestro Nino Cinquemani fu ispiratore e per un trentennio instancabile trascinatore. Il rischio che questo immenso patrimonio documentale cadesse nell’oblio e soprattutto che le nuove generazioni, assuefatte a standard comunicativi che livellano verso il basso l’asticella della conoscenza, ha spinto Cinquemani a scrivere questo bel volume ricco di testimonianze che ci restituisce uno spaccato di Partinico città guida di buone pratiche educative e sociali. Il libro è stato presentato oggi pomeriggio alla presenza dell’autore, del dirigente dell’istituto Cassarà Guida Vincenzo Salvia, di Gerhard Keller, Provveditore agli studi Emerito del Cantone di Zurigo, che ha riportato alla memoria quegli anni incredibili, e moderato da Mauro Nicolosi, rientrato dalla Spagna proprio per non mancare all’importante evento. “la ragion d’essere di questo libro – documento -dice Nino Cinquemani– è far conoscere a tantissimi giovani di Partinico e Comuni del comprensorio, fatti, eventi, modalità organizzative, contrasti, proteste, iniziative, attività che hanno caratterizzato la vita democratica di un periodo storico di trenta anni, dal 1970 al 2000 circa; una rassegna voluta, programmata e realizzata da giovani che con il loro entusiasmo e impegno di lavoro volontario hanno dato una loro interpretazione di vita democratica che non è stata assuefazione al quieto vivere o appiattimento al costume dei più e nemmeno rassegnazione, ma partecipazione attiva, creativa, dove ciascuno ha dato il suo contributo a costruire una comunità vivace, dinamica, reattiva”. Nel dicembre del 1969, nel corso dei Mille, 253, negli storici locali di proprietà Bonura, si inaugurava la prima sede di Partinico. Centro laico ed apartitico, operava mediante volontari con il fine primario di combattere l’analfabetismo strumentale e culturale e realizzare attività precipue dell’Educazione Permanente. Arredi e contributi per la sede furono  concessi dalla sede di Roma, mentre per le attività il centro si resse con contributi volontari e talvolta da enti pubblici. Tutte le sere dei giorni feriali e a volte anche la domenica, il centro si animava con svariate attività, ricalcando il metodo dolciano: lavoro socio culturale e pedagogico nella comunità e con la comunità stessa in un progetto di sviluppo e crescita comune. Tantissimi giovani studenti aderirono, lavoratori delle scuole, professionisti. I collaboratori storici furono Toti Costanzo, Masetto Aiello, Rosario Amato, Tuccio Amato, Giulio Bosco, Franco Imperiale, Anna Modica, Vincenzo Fuoco, Tuccio Lo Biundo, Franco Palazzolo, Pino Cipolla, Pino Lo Medico, Vincenzo Di Paola, Piero Cartosio, Paolo Amorello, Rita Vita Marceca, Filippo Grillo, Ciccio Lo Chirco, Nino Savarino, Franco Romano, Gino Armi, Matteo Guttadauro, Ninni Romano, Sandro Aiello, Antonio Ferro , Nino Cinquemani, nella qualità di dirigente e tantissimi altri. Fu pubblicata la rivista mensile “Impegno” ed istituiti i corsi serali, primaria e scuola media inferiore, per adulti. Il Centro propugnò anche una fervida collaborazione tra le scuole pubbliche e le Amministrazioni Comunali: nascono i doposcuola di quartiere, le attività di ricerca sulla dispersione scolastica, sull’edilizia scolastica, sugli alunni in difficoltà. Si organizzano concerti di canti popolari nelle scuole, con Rosa Balistreri, Giorgio Pazzini, Miguel Quenon, Marilù Terrasi, Tanino Gaglio, Bruno Bonadonna, Fifo Costanzo, Enzo Barbaro, Gaspare Toia. Le attività si allargano e spaziano nelle più diverse direzioni: il Centro mette financo a disposizione tre aule per la scuola pubblica in difficoltà, vengono istituiti corsi per la preparazione al concorso magistrale, aggiornamenti sull’integrazione di alunni con disabilità, sulla metodologia dell’insegnamento delle lingue straniere.

Si rimane davvero incantati nello scoprire quante attività vennero propagate sul territorio da questo insigne Centro, dalla distribuzione nelle scuole della Costituzione e di libri di interesse socio pedagogico, ai viaggi di studi con scambi culturali in Italia e all’estero, dal progetto decennale di “pedagogia vissuta” con l’Università di Zurigo e il progetto quinquennale con le scuole professionali del Cantone di Zurigo. Il centro fornì anche aiuti e servizi al Movimento studentesco negli anni settanta, organizzò cineforum, dibattiti sulle tematiche più scottanti di quegli anni caldi, servizio di biblioteca, corsi di fotografia, sviluppo e stampa, curati da Masetto Aiello, cicli di corsi di educazione sessuale, collaborazione con il Gruppo Teatro 5 di Miguel Quenon e Marilù Terrasi, coinvolgendo i ragazzi delle scuole medie ed elementari. Mostre fotografiche su aspetti della vita quotidiana  e di denuncia, concerti di musica sacra in vari paesi del comprensorio. Per iniziativa del Centro UNLA nasce a Partinico nel 1978 la Cooperativa turistica Vacanze Alternative, che fu pioniera di quello che oggi diremmo albergo diffuso; le famiglie dei soci infatti mettevano a disposizione le loro abitazioni, inserendo Partinico e il territorio nel circuito turistico siciliano, anche con l’ospitalità in famiglia.

Dovremmo dire grazie al maestro Nino Cinquemani e tutti i volontari che in quegli anni si prodigarono per una Partinico diversa. Una città che, con gli occhi di oggi, sembra che si stagli in un microcosmo senza identità. Ma il seme sparso in quegli anni non è andato perduto e sporadicamente affiora in iniziative che riportano alla memoria quegli incredibili anni, di povertà forse, ma di ricchezza culturale enorme. Un volume che per modernità degli eventi potrebbe essere preso in prestito per chi volesse iniziare una azione virtuosa e meritoria verso il proprio territorio.

Antonio Catalfio

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