Durante la seduta consiliare del 31 agosto scorso, riguardante l’approvazione del Piano Economico Finanziario (P.E.F.) del servizio di gestione dei rifiuti per gli anni 2021 e 2022-2025 nonché la determinazione delle tariffe TARI per l’anno 2022, è venuto fuori un incremento del costo del servizio, che ha prodotto un sovraccarico fiscale per i cittadini, imputabile alla precedente amministrazione Bologna, rea di avere approvato le stesse tariffe TARI negli anni precedenti, adottando una logica populistica, finalizzata, secondo quanto riportato in Consiglio, alla riconferma del mandato elettorale.

In pratica, oggi le tariffe TARI devono necessariamente avere un importo maggiorato, perché precedentemente non vi è stato l’aumento graduale richiesto dalle esigenze.

Come anche evidenziato dal Presidente Rappa, che ha invitato tutti i gruppi politici a ponderare bene la loro decisione, l’approvazione di un aumento delle tariffe TARI è un gesto di responsabilità, perché il contrario comporterebbe la genesi di un ulteriore squilibrio finanziario per l’Ente.

Come non detto!

Bologna ed i suoi “valvassini” Benedetto Nevoloso e Giovanna Billeci, infischiandosene altamente del bene comune, hanno optato nuovamente per una scelta populistica, all’insegna dello slogan pubblicitario “No all’aumento delle tasse per i cittadini”, nella speranza, forse, di recuperare la credibilità ormai perduta da tempo.

Pura e semplice mistificazione della realtà. L’unica arte di cui il consigliere Bologna è maestro. In ogni caso, il PEF 2022-2025 viene approvato con 5 voti favorevoli e 3 contrari.

Bocciata la differenziazione delle tariffe TARI

Bocciato, invece, per colpa di Bologna e dei suoi consiglieri, l’emendamento, proposto dal Sindaco e dal suo gruppo, relativo alla correzione della distribuzione percentuale delle tariffe TARI fra utenze domestiche e utenze non domestiche.

Ad oggi, il 73% del carico TARI grava sulle utenze domestiche (cittadini) e soltanto il 27% sulle utenze non domestiche (hotel, lidi, ristoranti, bar, ecc.). La proposta prevedeva, invece, di ripartire, in maniera più equa, il carico TARI: il 65% sui cittadini ed il 35% sulle utenze non domestiche. Emendamento bocciato, cittadino silurato!

Durante il consiglio comunale, abbiamo assistito ad un inedito e dirompente Giuseppe Rubino, per l’occasione, in veste di capogruppo di “CambiAmo Isola”.

Mediante un accorato ed incisivo discorso, il consigliere Rubino ha cercato di responsabilizzare tutti i consiglieri, soprattutto quelli alla prima esperienza, sul ruolo che ognuno di loro è tenuto ad espletare solo e soltanto per il bene del paese, invitandoli a superare le faziosità e le sterili prese di posizione, che finora hanno caratterizzato il consesso consiliare e, al contempo, esortandoli a pensare ognuno con la propria testa e la propria coscienza, senza necessariamente seguire, a tutti i costi, le vetuste logiche politiche del “gruppo” fine a se stesse.

Bravo consigliere Rubino!

Finalmente, una voce nuova, fuori dal coro, che parla “di pancia”, senza discorsi preconfezionati. La gente ha anche bisogno di questo, non solo di astrusi tecnicismi.

Delegare esclusivamente il proprio capogruppo a farsi unico portavoce delle proprie istanze, in virtù della partecipazione alle cosiddette riunioni di pre-consiglio – come affermato dal consigliere Maurilio Puccio – denota, a mio parere, un impoverimento delle idee ed un’omologazione del pensiero (personale e politico), finora emerso, guarda caso, proprio dai componenti del gruppo capeggiato da Stefano Bologna.

Interviene il Consigliere Puccio

Ci si aspettava da tempo un intervento di spessore in consiglio comunale da parte del consigliere Maurilio Puccio e, quando finalmente chiede la parola e siamo tutti lì, pronti, con le orecchie allungate e bene aperte, per ascoltare qualcosa di interessante e di culturalmente elevato, se ne esce così, con un discorso da poco, che inneggia alla globalizzazione ed all’univocità del pensiero politico e personale.

Peccato, consigliere, ha bruciato uno dei pochissimi interventi che ha avuto l’ardire di fare in ben due anni!

Colpa di quel “molesto” consigliere Rubino che, col suo energico ed appassionato discorso, lo ha risvegliato bruscamente dal suo lungo e dolcissimo letargo.

Ne saranno contenti i suoi elettori, che ancora aspettano da Lei quell’impegno e quella differenza tanto millantati durante la sua campagna elettorale. La prossima volta, forse, sarebbe meglio continuare a poltrire in religioso silenzio, aspettando il momento della fatidica alzata di mano a comando. Tanto, ci pensa il consigliere Bologna a blaterare ed offendere pure per conto suo.

Sì, perché, col suo intervento, ci ha fatto ben comprendere che lei sposa, in tutto e per tutto, l’operato del suo capogruppo, durante le sedute consiliari, anche le offese ed i toni aggressivi.

Forse pianificate pure questo a tavolino durante le vostre riunioni di pre-consiglio?

E’ per tale motivo che non assistiamo mai ad alcuna rimostranza ed indignazione da parte sua di fronte ai continui eccessi d’ira del suo dispotico capogruppo?

Infatti, immediatamente dopo, interviene l’esagitato burattinaio Bologna, impaurito probabilmente dal discorso fin troppo liberale e democratico di Rubino, a rimarcare che «qui non siamo in sacrestia, non siamo un’associazione religiosa», ma che in politica non esiste il valore del singolo.

In poche parole, per Bologna, è come dire che, in politica, esiste solo il valore del “gregge” e soltanto lui deve esserne necessariamente il pastore. Prova ne è che chi non la pensa come lui finisce al “macello”.

Gli odiatori seriali…

Sì, perché il consigliere Bologna ha un modo un po’ strano di ragionare: chi esprime un’opinione differente dalla sua è un suo nemico, un «odiatore seriale», uno che lo vuole «eliminare politicamente e fisicamente». Nella sua contorta logica megalomane, solo chi si prostra al suo volere può essere considerato un suo degno “suddito”. Solo chi diventa una marionetta nelle sue abili mani da Mangiafuoco può godere del suo rispetto.

Solo chi annulla la sua personalità, sottostando alla sua volontà, può ritenersi infinitamente degno della sua benevola approvazione. Tutti gli altri che la pensano diversamente da lui sono «odiatori seriali». Poi, però, capita pure che, per grazia ricevuta, qualche «odiatore seriale» venga perdonato ed ammesso al suo banchetto.

Anni a cavalcare l’onda del vittimismo, fingendo falsa autocommiserazione, a parlare di «odiatori seriali» e complotti alle sue spalle, a cercare nemici immaginari, a lottare contro fantasmi inesistenti, senza mai rendersi conto realmente che i nemici ce li aveva già “dentro casa”.

Senza mai rendersi conto che è sempre stato lui, e soltanto lui, il nemico di se stesso. Eppure, da uno come il consigliere Bologna, con la sua esperienza politica ed il suo fiuto felino, ci si aspettava maggiore sagacia. Tuttavia, la paura di sentirsi già sul viale del tramonto (politico) gli ha giocato proprio un brutto scherzo.

Il timore, all’indomani delle elezioni del 2020 (e forse anche prima), di aver perso la leadership all’interno del suo stesso gruppo lo ha talmente destabilizzato da annebbiargli la mente.

Mister “Fascia Tricolore”

La preoccupazione di non poter concorrere nuovamente al titolo di Mister “Fascia tricolore” lo ha letteralmente tramortito. Adesso, alla luce degli ultimi avvenimenti, il consigliere Bologna comprenderà che è arrivato davvero il momento di appendere al chiodo qualunque velleità di fascia?

La congiura di Catilina

Ma, soprattutto, i suoi pochi seguaci rimasti capiranno realmente che “il Re è nudo” e che si trovano sull’orlo del baratro? Ormai la Congiura di Catilina è in atto. Chi sarà il prossimo Bruto a sferrare l’ennesima pugnalata al nostro Giulio Cesare dei poveri? Si accettano scommesse.

D’altronde, l’unico giullare, l’unico cantastorie, l’unico saltimbanco, l’unico grillo parlante, l’unico sputafuoco, l’unico cabarettista, l’unico Bombolo che tutti i cittadini conoscono e che sono puntualmente abituati, con grande ilarità, a vedere dimenarsi ed esibirsi nell’arte della recitazione, del ballo acrobatico, del canto stridulo e gracchiante, del contorsionismo, dell’illusionismo, della giocoleria e dell’equilibrismo, ma soprattutto della comicità becera, è solo UNO!

Grazie per le grasse risate che ci regali ogni volta.

L’unica Corte, di cui tutti i cittadini sono a conoscenza, è quella dei Conti, a cui il consigliere Bologna dovrà rispondere, se non vuole di tasca propria pagarne il conto insieme ai suoi ex assessori e consiglieri.

«Venghino, signori, venghino» al prossimo sensazionale ed entusiasmante spettacolo di cabaret che il circense Bologna ci presenterà in occasione del prossimo elettrizzante consiglio comunale.

Daniele Fanale

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