Sì, è proprio vero: le sagaci favole di Esopo e gli antichi proverbi non sbagliano mai! “Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba”. Un’espressione metaforica per definire simbolicamente chi, non essendo in grado di ottenere la cosa tanto desiderata, cerca di mascherare il suo “rosicamento”, criticandola, disprezzandola e provando a metterla in cattiva luce.

In questa storia reale (e non di fantasia) che sto per raccontarvi, i protagonisti sono il volpone, ovvero l’ex Sindaco di famiglia, e l’uva, ovvero il sottoscritto. A differenza di quanto accade solitamente nei titoli di coda di un film, cari lettori, vi avverto, sin da ora, che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è assolutamente veritiero e NON puramente casuale.

C’era una volta, in un tempo non troppo lontano, in un ridente paesino sul mare, un Sindaco volpone che, a distanza, ammirava e bramava la sua tanto agognata “preda”, credendo di poterla agevolmente irretire con facili promesse e lusinghe di ogni genere, in prossimità delle elezioni comunali del 2020.

I tentativi di ingannare la preda

Non avendo il coraggio di avvicinarsi, per paura che la sua furba ed indomabile “preda” fuggisse a gambe levate alla sola vista del “cacciatore”, allora decise di inviarle degli emissari, per attuare un piano strategico che potesse convincerla ad abbassare le difese e a candidarsi nella sua lista, in cambio di succulente prelibatezze.

Ma la “preda”, che non si sentiva tale, non era disposta a barattare la sua coerenza, i suoi principi ed i suoi valori, né per una facile vittoria né per nessun’altra allettante proposta.

E fu così che il serrato corteggiamento, verosimilmente commissionato dal Sindaco volpone, durò per mesi e mesi, ma senza risultati, perché la “preda” indomita, consapevole delle malevole intenzioni del predatore, non si fece né adulare né incantare dai messaggi lusinghieri da lui inviati per conto di terzi.

A quel punto, il volpone, non volendo arrendersi né accettare la sconfitta, decise di inviare alla “preda”, in qualità di intermediario, un componente della sua Giunta, che spesso riferiva alla “preda” di quanto il volpone si sentisse onorato dell’eventualità di averla nella sua compagine politica.

Tutte le volte, però, la “preda” rispondeva alla stessa maniera e cioè che da parte sua il sentimento non era minimamente corrisposto.

Un giorno di Luglio del 2020, l’intermediario riferisce alla “preda” che il volpone gli aveva raccontato di una richiesta di concessione edilizia appena presentata, raccomandandogli di far sapere alla “preda” che la candidatura poteva accelerare l’iter di approvazione.

E’ chiaro, caro lettore, che la “preda” non poteva realmente sapere con certezza se fosse stato davvero il volpone il promotore di quella proposta, ma questo è quello che di fatto le fu riferito.

La preda si trasforma in leone

Ed ecco che, a quel punto, senza nemmeno avere la certezza assoluta di sapere da chi realmente provenisse la proposta, la “preda” si trasforma in leone e comincia a ruggire, chiedendo all’intermediario di riferire al volpone, qualora fosse stato realmente lui a proferire quelle parole, che, se la concessione edilizia fosse stata rilasciata, ci sarebbe stata da parte sua una denuncia in Procura, in quanto non era eticamente corretto rilasciare atti di questo tipo 2 mesi prima delle elezioni.

Il “leone”, inoltre, precisò che la concessione edilizia gli spettava di diritto, che non gli importavano le tempistiche e che era disposto ad attendere il corso naturale degli eventi e anche di più, ma che non si sarebbe mai candidato col volpone.

Vista la reazione, l’intermediario rimane sbigottito e desiste. Il “leone”, dopo qualche settimana, infischiandosene di eventuali ritorsioni, pubblicamente decide di schierarsi politicamente contro il predatore.

Già, in passato, il volpone aveva tentato invano di insidiare la sua “preda” senza alcun risultato, come quando, nel 2014, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, le inviò l’infida Lady Volpe per proporre alla “preda” di tradire il gruppo politico a cui apparteneva, per candidarsi con lui, in nome di una vittoria sicura.

Anche all’epoca, la “preda” rifiutò l’offerta con grande fierezza, rimandandola al mittente. Insomma, in tutti questi anni, il “NO” reiterato alla candidatura col volpone è sempre stata una costante, che probabilmente ha inferto un duro colpo all’ego smisurato e all’orgoglio dell’ex Sindaco, scatenando la sua ira funesta nei confronti della sua “preda” mancata.

Morale: pur non essendo acerba, il volpone non sarà mai in grado di raggiungere l’uva, perché non ha le capacità di saltare tanto in alto da poterla afferrare. Ed è allora che il volpone ciarlatano, per stizza, emette il suo disperato e ingannevole “guaito” social.

Le carte “parlano”

Concessione edilizia

Ma sapete in che data il sottoscritto ha richiesto al Comune di Isola delle Femmine il rilascio della concessione edilizia, con direzione lavori a cura del tecnico progettista Ingegnere Jaforte?

Il 21 Luglio 2020.

E sapete chi era Sindaco all’epoca?

Toh… proprio Stefano Bologna!

E sapete di chi è la firma apposta nel rilascio della concessione edilizia?

Data della Concessione Edilizia

Quella dell’Architetto Mallia, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale (U.T.C.)

Ma sbaglio o voci di popolo dicevano che, in passato, il funzionario era di famiglia per l’ex Sindaco?

Come mai, adesso, per l’ex Sindaco, non è più attendibile?

E sapete per quanti giorni la richiesta è rimasta “posteggiata”, senza alcuna risposta, sotto l’Amministrazione dell’ex Sindaco?

Dal 21 Luglio al 5 Ottobre 2020. Ben 77 giorni!

Se ci fossero state delle irregolarità, l’U.T.C., nel periodo dell’Amministrazione dell’ex Sindaco, avrebbe potuto adottare un provvedimento di diniego oppure avrebbe potuto richiedere ulteriori integrazioni, revisioni o correzioni. Invece no! Nonostante i pareri favorevoli della Soprintendenza per i Beni Culturali

Pareri alla richiesta di Concessione Edilizia

e Ambientali e del Genio Civile (Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità – Dipartimento Regionale Tecnico) di Palermo, occorre aspettare altri 52 giorni (in totale 129 giorni!), fino al 26 Novembre 2020, per ottenere l’autorizzazione definitiva da parte del Comune di Isola delle Femmine!

Vi pare, forse, un provvedimento “a carattere familiare”?

Dove sta il favoritismo?

Qualora ci fosse stato realmente, pensate che l’ex Sindaco di famiglia non ne avrebbe approfittato, vendicandosi e usando le sue solite armi, per infliggere un duro colpo all’attuale Amministrazione ed al sottoscritto?

Perché mai 2 organi superiori della Regione Siciliana, preposti al controllo, al monitoraggio e alla sovrintendenza di lavori di edilizia privata, avrebbero dovuto rilasciare parere favorevole, ancor prima del Comune, se ci fossero state delle irregolarità?

Ma, soprattutto, bisognerebbe chiedersi come mai, dopo ben 77 giorni e 2 autorizzazioni da parte di 2 differenti organi della Regione Siciliana, non si sia avuta alcuna risposta da parte del Comune di Isola delle Femmine.

Ingerenze?

Che ci sia stata un’ingerenza da parte di qualcuno, a causa del mio rifiuto alla candidatura e del mio pubblico schieramento politico contro la precedente Amministrazione?

Non ci voglio credere. Voglio, invece, credere nell’integrità dei funzionari dell’U.T.C. Che qualcuno abbia avuto paura della mia minaccia di denunciarli in Procura, qualora mi avessero rilasciato la concessione edilizia in prossimità delle elezioni amministrative? Potrebbe essere, ma, ancora una volta, non voglio crederci.

D’altronde, l’U.T.C. è un organo comunale, la cui attività si esplica indipendentemente dalla politica, dal Sindaco e dagli amministratori di turno. Forse, semplicemente, c’era altro da fare e da sistemare.

In ogni caso, vige pur sempre il procedimento amministrativo del silenzio-assenso in accordo alla Legge n.241/1990, che consente al cittadino di tutelare i propri diritti ed ovviare i ritardi o le inadempienze della Pubblica Amministrazione, mediante l’adozione implicita dell’istanza, in caso di mancata risposta entro i termini prestabiliti.

Dopo ben 109 giorni senza alcuna risposta da parte del Comune di Isola delle Femmine, è palese a chiunque che fossero già maturati anche i tempi tecnici per il silenzio-assenso.

Purtroppo, le concessioni edilizie, finora, da parte di qualcuno, sono state usate come “moneta di scambio”, a servizio di una politica clientelare, che fa credere ai cittadini che il rilascio di questi atti amministrativi sia una sorta di favore da barattare con i voti. Non è così, cari cittadini.

Le concessioni edilizie sono dei permessi necessari ad autorizzare l’avvio di lavori di costruzione che, nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti, spettano di diritto, salvo il riconoscimento di irregolarità da parte degli organi preposti. Pertanto, se rilasciate in maniera regolare, non sono favoritismi.

Inoltre, non sono né il Sindaco né gli amministratori a rilasciare le concessioni edilizie, bensì l’U.T.C. Ma l’ex Sindaco, dopo tanti anni di carriera politica, questo dovrebbe saperlo, giusto?

E nemmeno voglio credere che possa esistere un Sindaco capace di interferire con le decisioni dell’U.T.C., agevolando il rilascio di concessioni edilizie, con tempistiche differenti, a seconda di simpatie ed antipatie personali. Se ciò fosse vero, sarebbe veramente inammissibile.

Ci sono provvedimenti “familiari”?

Ma volete sapere, invece, quali sono alcuni provvedimenti “a carattere familiare”, prodotti, in 6 anni, dalla precedente Amministrazione Bologna? Eccoli:

1) Nel 2015, concessione edilizia n. 5 del 4 Giugno 2015, rilasciata in favore del cognato dell’allora Sindaco (marito della sorella) e in favore della sorella del cognato.

2) Nel 2017, provvedimento in sanatoria n.19/2017 (Prot. 17407 del 05/12/2017), a beneficio dell’altro cognato di famiglia, marito dell’altra sorella, nonché cognato dell’ex Comandante di famiglia, ex Vice Segretario Comunale di famiglia ed ex Responsabile di famiglia del Settore Economico-Finanziario. Ah, dimenticavo: la perizia giurata è firmata dall’Ingegnere compare di famiglia dell’allora Sindaco.

3) Nel 2017, concessione edilizia n.05 del 10/02/2017, rilasciata in favore dell’amica del bar di famiglia.

Che dire?! Un bel quadretto di famiglia!

Se ragionassimo tutti con la stessa testa e le stesse logiche dell’ex Sindaco di famiglia (sia mai, per carità!), diremmo che “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”.

Tuttavia, per fortuna, non siamo ciarlatani, quindi riteniamo che ognuno abbia il diritto di presentare, in maniera regolare, le proprie istanze al Comune ed ottenere ciò che gli spetta, anche quando ad amministrare ci siano parenti o amici.

Ma, poi, verrebbe da dire: “Senti chi parla!”

Parla proprio lui che, a causa di fatti inerenti la situazione contabile del Comune, è stato recentemente oggetto di una richiesta di rinvio a giudizio insieme al suo amico di famiglia, cognato di suo cognato, ex Comandante di famiglia, ex Vice Segretario Comunale di famiglia ed ex Responsabile di famiglia del Settore Economico-Finanziario, che, nel corso della passata legislatura, a occhio e croce, è stato insignito proprio dall’ex Sindaco di famiglia di numerosi incarichi ben retribuiti.

Ad ognuno la sua “croce”

Croce e delizia dell’ex Sindaco e della passata Amministrazione di famiglia. E niente…Ad ognuno la sua croce.

Ma i provvedimenti “a carattere familiare”, elargiti dall’Amministrazione Bologna, non finiscono qui.

Sì, è proprio il caso di dire: “Senti chi parla!”

Parla proprio lui, l’ex Sindaco di famiglia, che, secondo quanto riportato nella seduta consiliare dell’11 Febbraio 2022 (vedi nostro articolo), disattendendo la sentenza n.233/2013 del 18.01.2013 del Tribunale di Palermo (Sezione Distaccata di Carini – Dott.ssa Valeria Scozzarella), in cui veniva rigettata la richiesta di rimborso delle spese legali, avanzata dall’allora suo Consigliere di famiglia nei confronti del Comune di Isola delle Femmine, decideva insieme alla sua Giunta di famiglia di infischiarsene altamente e “donare”, con Delibera n.197 del 30.12.2019, 15.000 € del Comune (e quindi dei cittadini) al suo fido Consigliere di famiglia, amico di famiglia, compagno politico di famiglia di lunga data, nonché padre di famiglia di una delle attuali consigliere di “Un’altra Isola…Sì”.

L’allora Consigliere di famiglia percepì la liquidazione di 15.000 €, guarda caso, 3 mesi prima delle elezioni amministrative del 2020: Determinazione n.492 del 22.06.2020.

E sapete chi era, all’epoca, il Responsabile del Settore Economico-Finanziario che attestò la regolarità contabile, in un periodo davvero complicato per le casse comunali?

Il cognato del cognato…

Il cognato del cognato dell’ex Sindaco, Comandante di famiglia, che, oggi, è oghetto di una richiesta di rinvio a giudizio proprio insieme all’ex Sindaco di famiglia.

Pertanto, dopo i pesanti e continui “rimproveri” da parte della Corte dei Conti, attraverso le numerose pronunce di accertamento rimarcanti le gravi criticità contabili del Comune di Isola delle Femmine, la Premiata Ditta di famiglia elargiva 15.000 € (che nemmeno c’erano nelle casse comunali) al proprio Consigliere di famiglia. Interessanti questioni di famiglia!

Ma l’autoreferenziale ed egoriferito ex Sindaco di famiglia ha avuto persino l’ardire di usare le casse comunali, nel 2018, quando era Sindaco, per farsi “prestare” 11.617,60 € dal Comune di Isola delle Femmine, con Determina n. 554 del 06.08.2018, al fine di pagare una sua sanzione amministrativa.

E sapete chi era, anche all’epoca, il Responsabile del Settore Economico-Finanziario che attestò la regolarità contabile e la copertura finanziaria?

Il cognato di suo cognato nonché amico di famiglia, oggi anche lui con una richiesta di rinvio a giudizio insieme a lui.

Secondo quanto riportato nella seduta consiliare dell’11 Febbraio 2022 vedi nostro articolo, la somma è stata restituita al Comune il 2 Ottobre 2020, dopo più di 2 anni e proprio 2 giorni prima delle ultime elezioni amministrative, avvenute il 4 e 5 ottobre 2020, in barba a tutte le pronunce di accertamento che arrivavano in quegli anni da parte della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.

Ah, ecco cosa vuol dire anteporre il Bene comune all’individualismo!

No, questo non è un provvedimento “a carattere familiare”, bensì un vero e proprio provvedimento ad (suam) personam. E parla pure!

Per la legge dello specchio, caro ex Sindaco di famiglia, ciò che di brutto vedi negli altri è solo il tuo riflesso.

Daniele Fanale

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