Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota pervenutaci dall’ex Sindaco di Carini dott. Gaetano La Fata, in merito ai recenti fatti di cronaca che hanno visto quale protagonista l’imprenditore carinese Giovanni Palazzolo.
Nell’ordinanza di custodia cautelare riferita all’inchiesta denominata “Nemesi”, viene citato più volte il predetto ex Sindaco di Carini, chiamato in causa dai pentiti Pulizzi e Pipitone. A tal fine il dott. La Fata, nella nota a sua firma di seguito, precisa la sua posizione in merito.
Ho appreso con grande stupore, dalla lettura di alcuni quotidiani locali, che – secondo delle supposte dichiarazioni rese da taluni collaboratori di giustizia – ci sarebbero stati dei contatti tra la mia amministrazione e dei presunti esponenti mafiosi locali, avvenuti per il tramite del sig. Giovanni Palazzolo.
Mi auguro vivamente che la magistratura possa fare chiarezza sul punto e mi dichiaro fin da adesso pienamente disponibile a collaborare con gli organi inquirenti al fine di sgomberare il campo da queste gravi e infondate notizie.
Ritengo opportuno, comunque, specificare alcuni fatti che recisamente smentiscono le gravi calunnie che mio malgrado sono state pubblicate, riservandomi la possibilità di farli valere nelle sedi giudiziarie.
Ho avuto modo di conoscere il sig. Giovanni Palazzolo durante la campagna elettorale del 2000, nella quale io concorrevo come primo cittadino, in quanto egli sosteneva il prof. Ciro Genova, uno delle decine di candidati, poi eletto in una delle tante liste collegate alla mia coalizione.
Fatta eccezione per questa parentesi elettorale, non ho mai avuto contatti occulti con l’imprenditore oggi indagato e non l’ho mai ricevuto nei miei uffici, né mi sono mai intrattenuto individualmente con lo stesso, salvo le normali occasioni pubbliche che caratterizzano la normale attività istituzionale di Sindaco.
Ci tengo a precisare, inoltre, che durante il periodo in cui ho avuto l’onore e l’onere di essere primo cittadino, ho fortemente contrastato il fenomeno mafioso con tutti gli strumenti di cui potevo, in funzione del mio ufficio, servirmi.
Da Sindaco, infatti, ho avviato nel Comune di Carini, per la prima volta, un Ufficio per l’acquisizione al patrimonio indisponibile del Comune dei beni confiscati alla mafia; proprio grazie al lavoro di questo ufficio e su mia personale iniziativa tra gli oltre 20 immobili acquisiti dal Comune tra il 2000 e il 2010, sono stati sottratti beni al sig. Vincenzo Pipitone (che a mente delle dichiarazioni pubblicate avrebbe intrattenuto relazioni con la mia amministrazione) e al sig. Angelo Antonino Pipitone (padre del collaboratore di giustizia che ha reso le dichiarazioni di recente pubblicate).
Proprio quest’ultimo bene, fu oggetto di un procedimento di sgombero da parte dei vigili urbani, perché appurammo, attraverso un opportuno sopralluogo a cui partecipai personalmente – insieme ai tecnici comunali – che esso, nonostante fosse già confiscato e gestito da un amministratore giudiziario, di fatto era ancora in mano al padre mafioso dell’odierno collaboratore di giustizia, perché occupato da una attività commerciale abusiva. Pertanto, informai tempestivamente il prefetto di Palermo di allora e ordinai lo sgombero immediato dei locali. Successivamente assegnammo il bene ad una associazione di volontariato locale che ne fece richiesta.
Nessuno di questi signori, di conseguenza, ha mai frequentato casa mia.
Riguardo alle gravissime dichiarazioni in ordine alla variazione della destinazione d’uso del terreno ove è sorto il centro commerciale “Poseidon”, mi corre l’obbligo di precisare che non ho mai ricevuto richieste o pressioni di alcun genere da parte di qualcuno, anche perché la complessa procedura, propedeutica all’ottenimento della variante urbanistica (indicata erroneamente come lottizzazione nelle dichiarazioni pubblicate), richiede l’intervento di enti sovracomunali (Provincia, Soprintendenza, Genio civile, Anas, tra quelli che mi ricordo); mentre per la variante urbanistica la competenza esclusiva è del Consiglio Comunale.
Pertanto, non avendo avuto alcun tipo di ruolo nella vicenda, non avrei avuto neppure titolo per prendere accordi.
Mi corre l’obbligo di precisare che la variante al piano regolatore che consentì poi la realizzazione del Centro commerciale è stata approvata nel giugno del 2006, con un’ampia maggioranza dei componenti del Consiglio comunale, ben più estesa della mia ‘parte politica’ (votarono a favore anche alcuni consiglieri di opposizione), mentre si registrarono soli due voti contrari e tre astenuti. Ci tengo a evidenziare, inoltre, che il “Poseidon” fu inaugurato dopo che avevo terminato il mio incarico di Sindaco.
Ciò precisato, nel ribadire con fermezza la mia totale estraneità alle insinuazioni riscontrate nelle parole dei dichiaranti riportate negli articoli letti, preciso di aver sempre amministrato la cosa pubblica per passione e in nome del bene comune e di aver provveduto al benessere della mia famiglia soltanto grazie alla mia professione di medico. Per le pesanti e infondate accuse, sto valutando insieme ai miei avvocati – Rocco Chinnici e Francesco Foraci – il ricorso alle competenti autorità.
