Palermo, lunedì 22 aprile 2024
È tantissima la commozione che in queste ore, sotto forma di ricordi e attestati di stima, circola sui social alla notizia della morte di Vincenzo Agostino, simbolo della lotta alla mafia e della perseveranza di un uomo, un padre, che non ha mai smesso di cercare la verità sul barbaro assassino del figlio Nino Agostino, agente di polizia ucciso dalla mafia assieme alla moglie incinta Ida Castelluccio, il 5 agosto del 1989.
Era diventato un simbolo della lotta alla mafia, Vincenzo Agostino, anche per via di quella enorme barba bianca e dei capelli che Agostino teneva lunghi proprio per quella voglia di verità e quella determinazione nell’ottenere prima o dopo giustizia che solo l’amore – e il dolore – di un padre possono alimentare con tanta forza e tenacia.
Ma Vincenzo Agostino non era soltanto l’uomo dalla lunga barba bianca che spesso era possibile riconoscere in mezzo alla folla durante le commemorazioni per le Vittime di mafia: Vincenzo Agostino era anche un uomo molto sensibile alla salvaguardia del nostro territorio e al dialogo con i giovani, gli stessi che lo circondano sorridenti nelle fotografie che qui di seguito pubblichiamo e che lo vedono ritratto durante una giornata passata a ripulire un tratto del lungomare di Villagrazia di Carini, così come viene ricordato in questa testimonianza dal nostro direttore Ambrogio Conigliaro:
“Vincenzo Agostino era diventato ormai uno di famiglia, uno “zio”come lo definivo io. Ogni anno organizzavamo come Legambiente e Riserva Grotta di Carburangeli la pulizia del tratto di spiaggia dove si trova la stele dedicata a Nino ed Ida. Ogni volta il compianto amico e prof. Raffaele Turtula, oltre a coinvolgere le sue classi dell’Istituto “Guttuso” di Carini avvisava Vincenzo che non si presentava mai a mani vuote: a volte arrivava con cartoni di rosticceria mignon per la merenda dei ragazzi, a volte con decine di bottiglie di bibite fresche…
Erano momenti di crescita collettiva, di informazione e formazione, momenti di gioia nonostante tutto e le foto raccontano di quella volta nel 2014.”
“Nel 2015 – continua Conigliaro– non appena eletto Consigliere Comunale, proposi al Comune di trasformare quel piccolo tratto di costa in un “Giardino della Memoria“, dedicato a Nino, Ida ed al piccolo che lei portava in grembo. Un “Giardino” che ricordasse anche le altre vittime della mafia del Lungomare Cristoforo Colombo: Carmelo Iannì (ucciso qualche centinaio di metri più lontano all’interno del suo albergo Riva Smeralda) e Paolo Borsellino (che villeggiava in estate a 500 metri di distanza). La proposta venne approvata all’unanimità ma a distanza di 9 anni nulla è stato fatto dall’Amministrazione Comunale.

Ci rimangono i ricordi delle belle mattinate passate insieme. Fai buon viaggio “zio Vincenzo”, la tua carissima moglie ti aspettava insieme a Nino e Ida e tu ti sei preso il tempo quantomeno per vedere alcuni degli assassini di tuo figlio condannati. Sarà nostro compito continuare a raccontare la Vostra storia e completare la ricerca dei colpevoli ancora mancanti”.
Le esequie di Vincenzo Agostino saranno celebrate martedì 23 aprile 2024, alle ore 11.00 nella Cattedrale di Palermo.
Il rito sarà presieduto dall’Arcivescovo di Palermo, Monsignor Corrado Lorefice.
Michelangelo Marino

