
Quando ci rechiamo nei locali della scuola “Capitano Polizzi”, la dirigente scolastica Laura Giammona è a colloquio con l’Ass. alla Pubblica Istruzione Sergio Bonnì. La situazione non è stata ancora risolta del tutto e il clima non è dei migliori. Anzi, la dirigente è proprio furibonda. Non solo perché i suoi bambini e il personale sono costretti a rimanere con giacche e giubbotti dentro la struttura, ma anche perché da questa mattina genitori, personale ATA e infine noi de “Il Vespro” portano alla sua attenzione le pesanti dichiarazioni fatte ieri ai microfoni di Telejato dall’Assessore alle Manutenzioni, Giovanni Pantaleo.
In pratica, il Comune di Partinico promuove dei lavori per la conversione delle centrali termiche da gasolio a gas metano, ma dimentica incredibilmente di stipulare i contratti di fornitura con l’Enel Energia per mettere in funzione le nuove caldaie. Quando ci si accorge della negligenza è oramai pieno inverno. Dunque, soltanto, qualche giorno fa si attiva una pomposa macchina operativa che prova a mettere una pezza sull’incredibile falla amministrativa. Si inoltra finalmente la richiesta di allaccio e, nell’attesa, si coinvolge la Protezione Civile che mette eccezionalmente a disposizione una quarantina di stufe da tenda utilizzate solitamente nei casi di calamità.
Ma l’ass. Pantaleo, con evidente nervosismo, si lancia in una strigliata delle scuole partinicesi perché non si addebitino sempre al Comune di Partinico le “disfunzioni che possono accadere”, attacca i bidelli che, a suo dire, potrebbero porre autonomamente rimedio a tante situazioni senza aspettare l’ufficio Manutenzione o il Comune. L’assessore chiede inoltre a chi dirige le scuole di assumersi le proprie responsabilità e di evitare di trasferire le proprie colpe sugli altri. E poi, la stoccata finale con la palese volontà di porre dei dubbi sulla gestione di alcuni fondi, su cui finora “hanno taciuto” (citazione testuale), che sono destinati alle manutenzioni all’interno di alcuni progetti PON.
Preside Giammona. Non avevate capito che il problema dei riscaldamenti era imminente?
Noi non l’avevamo capito e le spiego il perché. Lo scorso anno il sindaco ci ha informato dei lavori che sarebbero avvenuti per l’installazione di nuove caldaie a gas metano che sostituivano le vecchie a gasolio. Un progetto finanziato peraltro con parecchi soldi.
90000 euro circa.
Sì. Noi non potevamo non essere contenti del fatto che non avremmo dovuto avere più problemi. E invece… Non so chi aveva il compito di stipulare questo contratto. Io ritengo che nel momento in cui vengono montate delle caldaie, queste vanno anche collaudate. E l’allaccio è inevitabilmente propedeutico al collaudo.
I lavori avrebbero dovuto terminare a luglio, no?
Sì, sono finiti anche prima di luglio. A fine giugno era stato quasi tutto completato.
E in questi cinque mesi?
Assoluto silenzio. Si aspettavano che l’inverno li avrebbe avvisati 15 giorni prima di arrivare?
Poi?
Quando è cominciato il freddo, abbiamo capito che i riscaldamenti non potevano essere utilizzati. E nella stessa situazione sono anche le scuole Privitera e La Fata.
E il Comune?
Ha risposto che non era stato fatto il contratto. E hanno pensato, finalmente, di provvedere.
Quali sono i tempi previsti?
Sostengono che dopo le vacanze avremo il gas, ma io a questo punto non ci credo. Peraltro io su queste caldaie non ho ancora nessun tipo di documentazione. E prima che siano accese, il comune deve fornirmi tutta la documentazione che certifichi il rispetto delle normative vigenti. Perché altrimenti sarò io a rinviare l’accensione. Ufficialmente a me non è stato comunicato nulla. Non so neppure dove siano state installate.
La situazione si sblocca quando lei denuncia la vicenda alla stampa.
In questa scuola è stato un gruppo di genitori ad attivarsi per manifestare questo disagio. Questo dinamismo mi causa addirittura l’accusa di essere un’estremista. Qui non si è disponibili a subire. La verità è che se nelle cose non si insiste o non si fanno per amicizia, nulla si ottiene.
Le dichiarazioni dell’ass. Pantaleo sono molto gravi. Come risponde?
Innanzitutto i fondi che arrivano dalla Comunità Europea, tramite il Ministero, vengono controllati al centesimo. Noi abbiamo ispezioni di primo e secondo livello. Nei progetti sono previste piccole somme per la manutenzione e l’adeguamento dei locali dove si svolgeranno i laboratori. Ma addirittura questi fondi sono insufficienti e noi siamo costretti a provvedere di tasca nostra o attraverso il lavoro del nostro personale. Ad esempio il laboratorio musicale si è potuto realizzare grazie al contributo delle famiglie e di tutte le persone che a quel progetto erano interessate. Il parquet è stato regalato dalla famiglia di Fifo Costanzo, cui l’aula è stata intestata. [Suona il cellulare] Gianlivio (Provenzano, assessore del Comune di Partinico, ndr) dimmi. Mi devi spiegare perché qui le stufe ancora non sono neppure arrivate. Non sono io che drammatizzo (si riferisce forse alle dichiarazioni dell’ass. Pantaleo, ndr). Qua siamo. Fatemelo sapere perché io dovrò aprire la scuola, in quanto domani siamo chiusi. Va bene, ciao. [La dirigente è costretta a spegnere il cellulare perché continua a squillare]
Stava parlando del parquet donato.
Sì, quel parquet è stato poi montato da volontari. Altro che soldi di manutenzione quindi…
L’ass. Pantaleo si dovrebbe ricordare che questa è la peggiore scuola di Partinico dal punto di vista strutturale. Se ne sono sempre fregati. Mentre c’è chi ha addirittura i saloni per le macchinette del caffè, noi abbiamo classi di pochissimi metri quadrati dove stanno 25 alunni. Loro lo sanno che questa non è una scuola, ma una trappola per bambini. L’unica scuola in cui ad esempio mancano le scale di sicurezza è la Capitano Polizzi. Nelle prove di evacuazione, noi impieghiamo un tempo minimo di almeno 4 minuti. Ciò significa che in caso di terremoto, il pericolo che corriamo è altissimo. Il Comune non ha neanche tolto l’eternit sul tetto che da anni è ormai sfibrato e che è pericoloso per il territorio. Le grondaie sarebbero tutte da cambiare e causano in continuazione infiltrazioni dentro le classi.
Si permettono quindi di dire che la colpa è della scuola che strumentalizza i problemi? Noi, al contrario, abbiamo sempre cercato di venire incontro al Comune in caso di necessità. Quando, ad esempio, il gasolio veniva esaurito nella casa di riposo, l’unica scuola che era disposta a cedere una parte del proprio era proprio la Capitano Polizzi. E questo è accaduto più di una volta. Quindi noi finora non abbiamo creato problemi, anzi li abbiamo coperti. Da oggi la storia cambierà.
In che senso?
Innanzitutto ho intenzione di tutelare la mia immagine e quella della scuola tutta. Il sig. Pantaleo non si può permettere di offendere la serietà, la professionalità, l’impegno profuso in questi cinque anni.
E rivendicheremo con forza tutti gli interventi di cui necessitiamo. Chiediamo da anni che venga riparata una finestra, ma è ancora nelle medesime condizioni. Nelle sezioni materne di questa scuola, il tempo pieno non si potrebbe effettuare perché non abbiamo locali adeguati per la mensa. La scuola materna di fronte la piazzetta IPSIA non è a norma perché l’altezza dei tetti non rispetta la normativa e ciò causa continui problemi di muffa e umidità. Se dovessimo cominciare a scrivere un elenco di tutte le cose che mancano in questa scuola, ci sarebbe il rischio di farla rimanere chiusa.
L’ass. Pantaleo che si occupa di manutenzioni conosce benissimo queste situazioni. Qui, lo ripeto ancora una volta, non abbiamo locali adeguati. E intanto gli iscritti aumentano. Non abbiamo più spazio. Perfino i camerini abbiamo dovuto occupare. Non abbiamo potuto addirittura trovare una sistemazione per gli scatoloni che contenevano le stufe che dovranno essere utilizzati quando saranno portate via.
Tra le righe, nelle parole di Pantaleo, si è percepito anche un attacco al personale ATA di questa scuola. Ci sono dei malumori dopo queste dichiarazioni?
Certo. Perché i bidelli di questa scuola, lo dico a voce alta, sono eccezionali. Fanno il loro lavoro e anche quello che a loro non compete. Ad esempio puliscono la piazzetta davanti l’edificio tutti i giorni perché il Comune non pulisce più il paese, perché il Comune ritira la spazzatura ogni tanto. I nostri bidelli si prestano a lavori di piccola manutenzione, perché per mia fortuna ho del personale che sa fare anche altre cose oltre a pulire. Io diffido l’assessore Pantaleo a dire cose che non sono vere nei confronti del mio personale.
A parte questo episodio, come sono i rapporti con l’amministrazione comunale che è l’ente proprietario delle scuole?
I problemi li conoscono benissimo, quindi non c’è bisogno che io solleciti ogni 15 giorni la loro risoluzione. Anzi, da quando c’è l’ass. Bonnì (alla pubblica istruzione, ndr), le aule di un’ala della scuola sono state ritinteggiate. Un provvedimento nato da una constatazione personale, perché l’ass. Bonnì è entrato nelle classi e si è vergognato delle condizioni in cui le ha trovate. Le altre pareti non vengono toccate da almeno 10 anni.
Per quanto riguarda le stufe, qual è la situazione nella Capitano Polizzi?
Finora ne sono state portate 7, ne devono arrivare delle altre. In funzione sono soltanto 3 nei corridoi (con le porte delle classi aperte, ndr) visto che le aule sono così piccole che è impossibile posizionarvi le stufe. L’ass. Provenzano mi ha promesso che entro oggi o domani dovrebbe essere completata l’installazione. Un altro caso in cui i bidelli dovranno aprire la scuola nei giorni (sabato, ndr) in cui non è prevista attività. Dovrei dire ai bidelli di rimanere a casa domani, visto come vengono ringraziati.
I contatori reggeranno?
Con 3 hanno retto. Vedremo.
