Sono trascorsi 5 mesi da quando sono state chiuse le attività commerciali che insistevano nei locali della cosiddetta “Rotonda” di Carini, dove si trovava il più famoso bar “Johnnie Walker”. 9 attività commerciali chiuse, oltre 50 lavoratori licenziati, 50 famiglie sul lastrico.
Ne abbiamo scritto lo scorso luglio, a seguito dell’inchiesta della magistratura che, con soli 30 anni di ritardo, aveva accertato che gli immobili della “Rotonda” scaricavano a mare senza alcuna depurazione, usufruendo, sempre da 30 anni, di un condotto per lo scarico dell’ANAS per le acque piovane dello svincolo autostradale, scarico che era stato completamente rifatto in occasione dei lavori per il nuovo svincolo dovuti alla costruzione del centro commerciale Poseidon. Evidentemente anche in quella occasione era sembrato tutto normale.
Poi, improvvisamente, i primi giorni di giugno, si scopre che le attività commerciali insistenti alla Rotonda non avevano gli scarichi in regola: un bar, una macelleria, un minimarket, un ristorante, una trattoria, un panificio, ed altre attività, non avevano alcun allaccio fognario ma scaricavano direttamente a mare. Certo è curioso che di attività produttive ci si accorga non essere in regola con gli scarichi fognari dopo 17 anni dal rilascio della licenza, in un luogo dove non esiste la rete fognaria e quindi soggetto alla presenza quantomeno di fosse Imhoff per gli scarichi e che mai nessuno in questi anni si sia mai preso l’onere di verificare dove fossero le fosse e se effettivamente i reflui venissero smaltiti regolarmente.
Nell’ordinanza di chiusura del panificio si arriva addirittura ad attestare palesemente il falso: “… accertato che al sig. La Piana Salvatore, sopra indicato, non risultano essere state rilasciate dal Comune di Carini autorizzazioni per l’esercizio dell’attività in questione…”, quando l’autorizzazione comunale esiste (vedi foto) da anni.
Sempre per il panificio, che si trova in un locale differente rispetto al resto delle attività commerciali della Rotonda e per il quale non è stata accertata la violazione dell’allaccio abusivo alla condotta che scaricava direttamente a mare, siamo in presenza di una vicenda ancora più strana.
Lo scorso anno, nel numero di luglio, scrivevamo di una strana sentenza di un giudice del Tribunale di Palermo che condannava il proprietario di un terreno limitrofo al panificio, a consentire il passaggio di un collegamento fognario dei vicini per allacciarsi alla rete fognaria insistente nella via Magellano (la via che incrocia la via Ciachea proprio in prossimità del panificio) che però per il Comune di Carini non era utilizzabile in quanto non collaudata e non ancora allacciata al depuratore consortile. Scrivevamo allora nel titolo dell’articolo: “Condannato ad inquinare”. Oggi abbiamo invece lavoratori condannati a non lavorare e, a distanza di 5 mesi, non si capisce cosa stia accadendo, perché non si sblocchi la situazione e si consenta alle attività commerciali di mettersi in regola, con un continuo rimpallo di competenze…
Sembra che tutti siano impazziti, solo che a pagarne le spese sono solo incolpevoli lavoratori, al centro di una lotta tra parti dello stato, che come sempre si concluderà senza colpevoli ma solo con vittime.
