Un successo inaspettato pure per il suo, o i suoi, ideatore-i, che ha portato il neonato gruppo a oltre 3.000 iscritti in 2 giorni e ad oltre 5.000 in una settimana. Carinesi da tutto il mondo che confluiscono nella piazza virtuale di Facebook condividendo pensieri, foto, video e quant'altro è possibile mettere a disposizione di tutti, nel mondo virtuale dei social-network.
Una unione tra carinesi che magari non si sono mai visti di presenza tra loro, non solo tra quelli emigrati ormai da anni o figli di emigrati che mai sono tornati nel proprio paese di origine, ma anche tra carinesi che incontrandosi ogni giorno per strada non si sono mai salutati ed invece grazie a Facebook si sono ritrovati con tanti punti in comune o magari parenti.
Come quando due carinesi si incontrano all'estero e, come per magia, si riconoscono e cominciano a parlare tra loro come se fossero amici intimi, mentre incontrandosi a Carini non si erano mai salutati. Miracoli delle moderne piazze virtuali, che poi si riflettono nella vita quotidiana.
Dopo i primi 2-3 giorni il gruppo è diventato virale, se poi hai la tua foto nel profilo Facebook e partecipi al gruppo attivamente, commentando o postando qualcosa, diventi una piccola star locale, con tutti che ti salutano, ti fermano per commentare o rilanciare su quanto scritto nella piazza virtuale. Nei negozi, nei pranzi domenicali in famiglia, incontrando amici per strada, non si parla d'altro. Ecco che il virtuale diventa reale! La rete virtuale riesce la, dove non c'è più la socialità di un tempo, di quando Carini era un piccolo paese dove ci si conosceva tutti, dove quando non si conosceva qualcuno la prima domanda d’obbligo era “ma tu a cu appartieni?” e da li, se l'interlocutore era qualche anziano, partiva un albero genealogico dove alla fine scoprivi che eravate addirittura parenti.
E' curioso che debbano essere le nuove tecnologie a farci riscoprire la nostra appartenenza, dopo anni di “incittadinamento” (scusate il neologismo), che ci hanno fatto perdere la conoscenza di noi stessi, trasformati ormai in abitanti di condomini dove non ci si conosce nemmeno tra gli stessi abitanti del pianerottolo, mentre prima ci si conosceva tra tutti gli abitanti del quartiere.
Ecco allora spuntare ricordi lontani: personaggi di Carini che molti non hanno mai conosciuto; le foto della Carini di un tempo, ma anche tante foto di momenti in famiglia; i soprannomi delle famiglie ('nciurie o 'ngiurie) con tanto di spiegazione (almeno qualcuno ci prova…), le foto di scuola, il ricordo di amici scomparsi.
Una gran bella occasione di riappropriazione della propria identità in versione 2.0
