I prossimi 31 maggio e 1 giugno si vota per le amministrative a Carini. Una tornata elettorale importante, dove il sindaco uscente Giuseppe Agrusa non si ricandida e dove si ripresentano ben 19 Consiglieri Comunali uscenti su 20. Ben 429 i candidati al Consiglio Comunale, su una popolazione di quasi 34.000 aventi diritto al voto.
Sei (6) i candidati a Sindaco (in ordine di sorteggio per la scheda elettorale): Ambrogio Conigliaro (MoVimento 5 Stelle); Giuseppe Monteleone (L’Altra Carini, Carini Si Sveglia, Identità e Futuro, Azione Popolare, PD, Scrusciu); Eusebio Dalì (Rete Civica Nazionale, Carini 2025, Dalì Sindaco); Giuseppe Mannino (Azzurri per Carini, NCD); Gianfranco Lo Piccolo (Carini Pulita, PDR) e Silvana Gambino (Italia dei Valori).
Variegati i programmi, come variegate sono le liste che appoggiano i candidati. I 19 uscenti si sono ben distribuiti su 6 liste, ma alcune delle altre hanno rimesso in gioco anche gli uscenti delle precedenti amministrazioni La Fata, 21 ex (tra questi 9 ex assessori) anche qui ben distribuiti su 7 liste. In pratica chi ha amministrato negli ultimi 15 anni è ben presente e rappresentato in molte delle liste, come se una regia occulta avesse organizzato il mantenimento dello status-quo prevedendo varie opzioni.
Allora fantastichiamo un pochino: “Cosa succederebbe se…”.
Pensiamo che nessuno abbia i 10.000 voti circa necessari per vincere a primo turno, considerato che in media alle comunali vota il 62-63% degli aventi diritto al voto e che a questa tornata sfiorano i 34.000 cittadini, quindi si andrà al ballottaggio tra i 2 primi classificati. Ricordiamo che la legge elettorale assegna al sindaco eletto al turno di ballottaggio il 60% dei Consiglieri (18 su 30) se nessuna coalizione supera il 50%+1 dei votanti (sempre i soliti 10.000 circa…). Alle opposizioni vanno 12 Consiglieri, da dividere in maniera proporzionale tra quelle liste che superano lo sbarramento del 5% (circa 1000 voti di lista in totale).
Caso 1: Vince al ballottaggio Giovì Monteleone
La coalizione otterrebbe 18 consiglieri. Delle 6 liste 2 sono abbastanza ben messe (Azione Popolare e PD), 2 hanno una potenzialità media, 1 potrebbe riuscire a superare lo sbarramento ed 1 difficilmente riuscirà a raggiungere i quasi 1000 voti necessari. Nella ripartizione dei seggi per il Consiglio PD e Azione Popolare avrebbero 5 seggi ciascuno (1 delle due forse 6), Identità e Futuro e L’Altra Carini 3 ciascuno e Carini Si Sveglia tra 1 e 2. Alle opposizioni andrebbero gli altri 12 seggi, che stando ai numeri del passato ed alle statistiche degli ultimi eventi elettorali (Regionali, Nazionali ed Europee), potrebbero essere così ripartiti: Movimento 5 Stelle 3 seggi, Carini 2025 1 seggio, Dalì Sindaco 1 seggio, Azzurri per Carini 1 o 2 seggi, NCD 2 o 3 seggi, Carini Pulita 1 seggio, PDR 2 seggi. Gli altri nulla.
Considerato quanto accaduto nelle ultime 2-3 tornate elettorali per le comunali, e considerati i “cavalli di razza” schierati nelle liste, potrebbero essere riconfermati negli schieramenti tra i 7 e gli 8 consiglieri uscenti di Centro Destra ai quali sommare almeno altri 4 o 5 delle precedenti giunte La Fata ed altri nuovi entrati. A conti fatti il Centro Destra, che ha amministrato negli ultimi 15 anni Carini, potrebbe vantare tra i 12 ed i 15 Consiglieri, ai quali sommare gli outsider eletti nelle liste di Davì di area Micciché. In pratica la maggioranza in Consiglio.
Caso 2: Vince al ballottaggio Gianfranco Lo Piccolo
Le 2 liste otterrebbero i 18 consiglieri e quella del PDR farebbe la parte del leone con almeno 10 eletti. In questo caso già 8 Consiglieri proverrebbero dalla giunta Agrusa, ai quali sommare almeno altri 2 eletti tra NCD, Azzurri per Carini e almeno altri 2 o 3 provenienti dalle precedenti esperienze La Fata (ripescati nelle liste della coalizione che appoggia Monteleone) oltre ai soliti outsider di Dalì. Anche in questo caso maggioranza.
Caso 3: Vince al ballottaggio Giuseppe Mannino
Sempre 2 le liste della coalizione che avrebbero 18 consiglieri, ed anche in questo caso gli ex della giunta Agrusa sarebbero almeno in 7, ai quali sommare almeno 2 provenienti da Carini Pulita e PDR, i soliti 2 o 3 dalla coalizione Monteleone di provenienza precedenti La Fata. In questo caso la maggioranza di centro destra sarebbe bulgara, sommando gli outsider Dalì.
Caso 4: Vince al ballottaggio Eusebio Dalì
La coalizione avrebbe 18 consiglieri, probabilmente da dividere tra 2 delle 3 liste. Tutti nuovi, nessun ex di nessuna giunta precedente degli ultimi 20 anni. Una maggioranza di centro destra ispirata a Giancarlo Miccichè a cui potrebbero associarsi altri consiglieri di altre liste, tutti provenienti dal centro destra che ha governato gli ultimi 15 anni. Pensiamo ai 2 della coalizione Lo Piccolo, ai 2 della coalizione Mannino, ai 2 o 3 della coalizione Monteleone. Anche in questo caso una maggioranza bulgara di centro destra.
Caso 5: Vince al ballottaggio Ambrogio Conigliaro ed il MoVimento 5 Stelle.
Una sola lista che porta in Consiglio una maggioranza omogenea da non dividere con nessuno.
Senza nessun ex. Senza nessun colore politico di riferimento.
Una maggioranza fatta di cittadini comuni. 18 consiglieri di maggioranza e 12 di opposizione di centro-destra-sinistra. La rivoluzione. In un solo colpo spazzata tutta la classe politica che ha governato Carini da sempre.
Caso 6: Vince al ballottaggio Silvana Gambino.
La consideriamo eccessivamente outsider per arrivare al ballottaggio, così come la sua unica lista in appoggio per superare il quorum del 5% per entrare in Consiglio Comunale…
