Giornata Mondiale contro il Cancro: tutti meritano un equo accesso alle cure oncologiche.

Il 4 Febbraio di ogni anno si celebra il “World Cancer Day” ovvero la Giornata mondiale contro il cancro, un’iniziativa promossa dall’Unione per il Controllo Internazionale del Cancro (UICC) e supportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Tuttavia, non si tratta semplicemente di un giorno sul calendario. Questo evento di sensibilizzazione alla lotta contro il cancro, istituito per la prima volta nel 2000 (ben 22 anni fa) con l’intento di incrementare la conoscenza e generare un momento di riflessione a livello globale, è divenuto col tempo un vero e proprio movimento di sostegno e di solidarietà non solo verso chi sta lottando ogni giorno per cercare di sconfiggere la malattia, ma anche verso gli scienziati che si adoperano quotidianamente nella ricerca di terapie innovative.

Le novità di quest’anno

Quest’anno, inoltre, parte la campagna triennale 2022-2024, chiamata “Close the Care Gap” (lanciata dall’UICC), che ha come obiettivo quello di eliminare le disuguaglianze nelle cure oncologiche, dal momento che oggi non tutti hanno uguale accesso ai servizi sanitari ed alle terapie antitumorali.

C’è chi, al giorno d’oggi, non ha ancora la possibilità di permettersi di pagare le terapie, a causa dell’impatto che il cancro ha sull’economia familiare. Per colmare il divario assistenziale, quindi, occorre, attraverso il potere della conoscenza, identificare ed abbattere le barriere che precludono a molte persone nel mondo l’accesso alle cure di cui hanno bisogno, compromettendo drasticamente le loro probabilità di sopravvivenza.

Lo scopo di questa campagna è quello di accendere i riflettori sul divario esistente, in termini di cure, tra Paesi ad alto, medio e basso reddito, dovuto non solo a differenze sociali, economiche e culturali, ma anche a discriminazioni basate su età, genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, ecc.

Occorre anche “proteggere” alcune categorie di individui a rischio, perché esposti a pericoli ambientali, carenti condizioni igienico-sanitarie e malnutrizione.

I dati

Il cancro è la seconda causa di morte nel mondo. Si stima che entro il 2030 il 75% delle morti per cancro avverrà nei Paesi a basso reddito. Prevenzione, diagnosi precoce e cure tempestive possono essere determinanti per migliorare la prognosi di questa malattia, consentendo di salvare la vita di oltre 1/3 di pazienti nel mondo affetti da tumore (3,7 milioni di persone).

Secondo i dati riportati ne “I numeri del cancro in Italia 2020”, si stima che ogni anno, in Italia, ci siano ben 377.000 nuove diagnosi di tumore (195.000 negli uomini e 182.000 nelle donne).

Il tumore più frequente è il carcinoma mammario (54.976 casi, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi di tumore), seguito dai carcinomi del colon-retto, polmone, prostata e vescica.

Negli uomini il cancro più ricorrente è il carcinoma della prostata, che rappresenta il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati.

La situazione in Italia

Fortunatamente, in Italia, si registra una significativa riduzione della mortalità per cancro (-10% negli uomini e -8% nelle donne) accompagnata da alte percentuali di sopravvivenza a 5 anni dalla prima diagnosi (superiori a quelle del resto d’Europa): 65% nelle donne e 59% negli uomini.

Questi dati mettono in luce gli alti livelli di assistenza oncologica forniti nel nostro Paese, a differenza di quelli osservati in altri Paesi più poveri.

Per colmare le disuguaglianze e garantire l’equità delle cure, sono state promosse iniziative, come l’UICC Breast Cancer Programme, volto a migliorare la qualità della vita di donne con tumore al seno, soprattutto nei Paesi a basso/medio reddito, in cui le diagnosi sono spesso tardive e si assiste ad un continuo incremento del numero dei casi.

Invece, il Project ECHO è un programma web di tutoraggio che consente di condividere, a livello mondiale, le conoscenze in campo oncologico, promuovendo, in contesti con limitate risorse economiche, la realizzazione di percorsi di sorveglianza per il tumore al seno.

L’importanza della comunicazione

Insomma, grazie all’informazione ed alla comunicazione, ognuno di noi ha la capacità di fare la differenza, grande o piccola che sia. Ognuno può contribuire alla costruzione di un futuro migliore, in cui tutti possano avere un accesso più equo ai servizi sanitari, indipendentemente da dove nascono, crescono, lavorano o vivono.

Insieme possiamo fare progressi reali nella riduzione dell’impatto globale del cancro. “Il cancro è una parola, non una sentenza”.

Daniele Fanale