Comune di Isola delle Femmine: cronistoria di un disastro economico-finanziario

Finalmente ci siamo! E’ arrivato davvero il momento della “resa dei conti”! A breve, conosceremo le sorti del nostro Comune, sapremo cosa ha prodotto la cattiva gestione economico-finanziaria attuata dalla precedente Amministrazione Bologna durante gli anni 2014-2020, come dettagliatamente descritto nella delibera n.133/2021/PRSP del 03.11.2021 della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti (riportare link della delibera).

Le scelte dissennate e poco avvedute dei precedenti amministratori avranno davvero portato al collasso il sistema economico-finanziario del nostro Comune?

Siamo realmente arrivati al punto di non ritorno?

Alla vigilia di questa importante decisione, è bene fare un po’ di chiarezza e riassumere quelle che sono le tappe salienti di questa vicenda.

All’indomani dello scioglimento del Comune di Isola delle Femmine per infiltrazioni mafiose, i Commissari Prefettizi, insediatisi dal 2012 al 2014, riescono, mediante un’accorta gestione finanziaria, a ridurre, in modo rilevante, il debito pubblico di circa 1.000.000 euro. Alla fine del 2014 subentra l’Amministrazione Bologna.

Già nel 2015 la situazione economico-finanziaria dell’Ente è in forte crisi. Tuttavia, l’Amministrazione Bologna non segue il piano di risanamento finanziario e contestualmente le spese di gestione corrente aumentano.

La disponibilità di cassa è in affanno e si chiede l’anticipazione alla tesoreria, pagando ulteriori interessi.

Come anche evidenziato dai verbali redatti dal Collegio dei Revisori dei Conti, l’anticipazione di tesoreria non viene restituita entro l’anno, come previsto per legge, ed incrementano gli interessi passivi.

Nel frattempo, la spesa corrente continua ad aumentare, i debiti fuori bilancio incalzano e si moltiplicano, anche a causa di una sentenza della Corte di Cassazione (n. 8398/27.4.2016) che condannava il Comune al pagamento di un debito a favore dei Sigg. Lo Bianco/Lo Jacono ed altri. Ed è proprio in merito a questa vicenda che la Corte dei Conti sottolinea come «la scorretta trattazione del contenzioso Lo Bianco/Lo Iacono» sia «uno dei molteplici aspetti che rivelano una reiterata gestione contabile e finanziaria non conforme a legge».

Infatti, «durante l’attività istruttoria condotta sul rendiconto 2015», la Corte dei Conti «ha chiesto di conoscere l’importo stanziato ed impegnato nell’esercizio 2016 per il detto debito, apprendendo che l’ente non aveva previsto alcun stanziamento, ancorché il Revisore avesse paventato il rischio di dissesto, in caso di debito non sottoposto a transazione».

Transazione che, ad un certo punto, arriva, ma con modalità poco chiare, come evidenziato nella delibera n.133/2021/PRSP. Qualche anno dopo, sempre in merito a questo contenzioso, il Collegio dei Revisori solleva una critica sulla proposta di bilancio di previsione 2018/2020 ribadendo «l’invito ad attivare la procedura di dissesto “soprattutto se l’ente non potendo assolvere al pagamento lo continua a rinviare».

Tuttavia, il momento critico della vicenda si colloca nel mese di Dicembre 2016, quando, per la prima volta, si prospetta l’ipotesi di un dissesto finanziario, in seguito all’approvazione del “documento unico di programmazione e schema di bilancio di previsione triennale 2016-2018” da parte dell’ex Sindaco Bologna insieme alla sua Giunta comunale con delibera n.165 del 07.12.2016.

Ed è in tale circostanza che la Giunta Bologna dispone (punto 6 della suddetta delibera) di «dare atto che l’approvazione dello schema di bilancio 2016-2018 risulta unicamente funzionale rispetto all’esigenza di assicurare la formazione dello strumento di programmazione finanziaria, quale presupposto imprescindibile al fine di potere accedere alle “procedure di riequilibrio finanziario pluriennale” di cui all’art. 243-bis e seguenti del TUEL».

In pratica, la Giunta Bologna si arrende all’evidenza dei fatti e decide di attivare le procedure di predissesto, anche in virtù della relazione tecnica (Prot.16923) della Dott.ssa Deborah Puccio, responsabile del settore economico-finanziario, che evidenzia «una situazione di disavanzo strutturale per il superamento del quale non sono bastevoli le ordinarie misure volte alla ricostituzione degli equilibri di bilancio» dovuta in parte anche all’«insufficiente capacità di riscossione delle entrate comunali».

Lo schema di bilancio e la relazione tecnica, in seguito, vengono approvati dal Consiglio comunale, costituito da 10 consiglieri di maggioranza del gruppo Bologna e da 5 di minoranza guidati dall’allora consigliere Nevoloso, e contestualmente viene dato mandato al funzionario di redigere il prospetto di riequilibrio finanziario.

Anche il collegio dei revisori dà parere favorevole allo schema di bilancio, ma a condizione che successivamente venga approvata la procedura di predissesto. Il gruppo di minoranza esprime voto contrario, non perché non riconosce la grave situazione contabile in cui versa l’Ente, ma poiché crede che sussistano le condizioni per attivare direttamente il dissesto, ritenendo che non basti un “palliativo” ma che piuttosto serva una “medicina” più efficace per risanare le finanze.

Pertanto, proprio il consigliere Bologna, ovvero colui che oggi non perde occasione per puntare il dito contro il Sindaco Nevoloso, accusandolo di essere un accanito promotore del dissesto dell’Ente, già nel 2016, insieme alla sua Giunta ed alla sua maggioranza consiliare, aveva favorevolmente votato per l’approvazione del predissesto.

Ma ecco che all’improvviso arriva le coup de théâtre (“il colpo di scena”)!

Quando ormai sembrava avere accettato la sconfitta, con un colpo di coda da scorpione, Bologna cambia le carte in tavola! E non solo…cambia pure inaspettatamente il responsabile del settore economico-finanziario, la dott.ssa Puccio, sostituendola prontamente con il dott. Antonino Croce!

Largo al factotum”, cantava Figaro ne “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini!

Sì, perché il dott. Croce è il tuttofare dell’Amministrazione Bologna: Responsabile della Polizia Municipale, vicesegretario comunale e Responsabile del Settore economico-finanziario.

Il “Figaro” Croce, dall’alto della sua esperienza, riesce pure a cambiare le sorti finanziarie dell’Ente, che, da povero la sera prima, si risveglia ricco la mattina seguente.

E come per magia, voilà…cambiano i valori di Bilancio sia in entrata che in uscita! «Gli importi delle previsioni di entrata dei titoli 1, 2, 3 e 4 risultano di entità superiore rispetto al 2017 in assenza di un minimo di percorso motivazionale a supporto, inoltre le previsioni, nella considerazione dell’approvazione dell’atto a esercizio pressoché concluso, non appaiono attendibili con riferimento agli importi degli accertamenti e delle riscossioni rilevate…», scrive la Corte dei Conti.

A Novembre 2018, vengono addirittura riaperti, revisionati e riapprovati bilanci consuntivi (anni 2014, 2015, 2016) e di previsione (anni 2015, 2016/2018 e 2017/2019) consolidati negli anni precedenti, «… ponendo in essere una sovrapposizione ed una sostituzione degli atti contabili -già ufficialmente approvati- con nuovi documenti contabili tutti approvati giusto atto deliberativo di Consiglio comunale n. 37/ 26.11.2018».

I valori inseriti nei vari passaggi di approvazione dei bilanci sono fluttuanti, cambiano a seconda delle esigenze.

I Revisori contabili, eletti da Bologna e dalla sua maggioranza, esprimono parere negativo agli schemi di bilancio di previsione e consuntivo proposti dal dott. Croce.

Nonostante ciò, i consiglieri comunali di maggioranza di “Un’altra Isola…sì” approvano ugualmente, assumendosi la responsabilità della veridicità contabile dell’Ente.

In pratica, la contabilità dell’Ente è passata, nel giro di una lancetta d’orologio, da un imminente dissesto finanziario ad un saldo finale pari a “zero”!

E tutto questo grazie alle iniziative dell’allora Sindaco Bologna coadiuvato dal fido delfino Caltanissetta, poi arenatosi in lidi più sicuri, lontano dal mare in tempesta.

La Corte dei Conti scrive: «Ovviamente, non è questa la sede per stimare se dall’adozione dell’atto consiliare n. 37/26.11.2018 derivino forme di responsabilità oggetto di cognizione del giudice della responsabilità erariale oppure del giudice che valuta l’illecito penale». Tuttavia, pare che siano in corso indagini da più fronti per far luce su questa spinosa vicenda che coinvolge tutta la precedente amministrazione Bologna.

Ma le contraddizioni non finiscono qua. Nel 2019, con diverse note, l’allora Sindaco Bologna, il Responsabile del Settore finanziario (dott. Croce) ed il Segretario generale sottoscrivono un atto «attestante l’assenza di condizioni conducenti alla dichiarazione di dissesto del Comune, nei termini richiesti dalla pronuncia n.40/2019», la cui attestazione viene, però, successivamente smentita dalla Corte dei Conti mediante la pronuncia 107/2019, che evidenzia «le difformità del modus operandi dell’ente» e la non attuazione delle «dovute misure correttive».

Ad una seconda richiesta di attestazione di mancanza delle condizioni per la dichiarazione di dissesto, la Corte dei Conti rileva che «i soggetti invitati si sono astenuti dal sottoscrivere».

Pertanto, prima Bologna & company dichiarano l’assenza di condizioni per il dissesto e, poi, fanno marcia indietro, astenendosi.

E chi sarebbe, poi, Dottor Jekyll e Mister Hyde?!

Daniele Fanale