23 Maggio 2024
Primo piano

Giornata Mondiale senza Tabacco: rispetta te stesso e l’ambiente!

Campagna AIRC contro il fumo

«Per amor tuo, Tabacco, sono pronto a fare qualsiasi cosa, fuorché morire!», scriveva Charles Lamb nel suo componimento “Addio al Tabacco”.

Il 31 maggio 1988 è stata istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la Giornata Mondiale senza Tabacco (World No Tabacco Day), una ricorrenza davvero fondamentale per accendere i riflettori sull’importanza di smettere di fumare.

Se lo slogan lanciato dall’OMS nel 2021 era “Impegnati a smettere”, il 2022 punta l’attenzione sulla questione ambientale ed il relativo rapporto con l’uomo con uno slogan chiaro e diretto: “Il Tabacco: una minaccia per il nostro ambiente”.

La campagna in questione mira a sensibilizzare i fumatori, non solo sulla salvaguardia della propria salute, ma anche su quella dell’ambiente in cui vivono, attraverso interventi mirati sulle industrie produttrici, al fine di renderle sempre più ecosostenibili.

Molti non sanno, infatti, che l’industria produttrice di tabacco ogni anno emette grandissime quantità di anidride carbonica, che contribuiscono al continuo cambiamento climatico, danneggiando gli ecosistemi. Inoltre, la coltivazione del tabacco richiede l’uso di circa 3,5 milioni di ettari di terreno, causando la deforestazione, soprattutto in quei paesi che sono ancora in via di sviluppo.

Foreste intere vengono abbattute per coltivare il tabacco, a discapito del suolo che si ritrova ad essere impoverito ed incapace di essere usato per qualsiasi altra coltura.

«Per ogni sigaretta che fumi stai letteralmente bruciando risorse da cui dipende la nostra stessa esistenza», afferma il dottor Ruediger Krech, Direttore del Dipartimento per la Promozione della Salute dell’OMS. Proprio così: ogni ‘tiro’, ogni sigaretta, ogni mozzicone non sono altro che elementi che, nel corso del tempo, contribuiranno a peggiorare la qualità della nostra vita e quella di chi ci sta accanto.

Recenti studi hanno dimostrato che il fumo, ogni anno, causa quasi 7 milioni di morti nel mondo, di cui oltre 600.000 sono non fumatori, ma respiratori passivi di sostanze dannose che non hanno volontariamente scelto di respirare.

La percentuale di bambini morti per fumo passivo nel 2014, invece, è stata pari al 31%. In Italia, si stima che oltre 93.000 morti l’anno sono causati dall’uso della sigaretta. Questi dati confermano che il tabacco rappresenta la seconda causa di morte a livello globale, dal momento che il suo consumo è tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di patologie respiratorie, cardiovascolari e tumorali.

Circa 4000 sostanze sono contenute nel fumo di tabacco, 250 delle quali risultano essere nocive per la salute. Tra le neoplasie più diffuse tra i fumatori, troviamo il tumore del polmone, del cavo orale e della gola, del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell’esofago, del seno ed alcune leucemie.

Secondo la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, nel nostro Paese il cancro al polmone è la prima causa di morte per tumore, con 34.000 decessi stimati solo per il 2021. Inoltre, recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che i fumatori hanno maggiori probabilità di sviluppare una forma più grave di COVID-19 rispetto ai non fumatori, manifestando sintomi peggiori.

Nonostante le recenti strategie di marketing finalizzate a creare falsi miti per rendere affascinante e attrattivo l’uso del tabacco, anche gli altri prodotti di nuova generazione a base di nicotina, come la sigaretta elettronica e gli Iqos (dispositivi in cui il tabacco non viene bruciato, ma solo riscaldato) non sono esenti dal procurare danni fisici e psicologici in chi ne fa uso, determinando potenziali effetti sulla salute correlati all’eventuale presenza di sostanze pericolose nei liquidi di ricarica o nelle emissioni.

Ad oggi, non esiste nessuna evidenza scientifica in grado di dimostrare che questi nuovi dispositivi comportino un’effettiva riduzione del rischio.

Per ridurre il consumo di tabacco e dei suoi prodotti e per contrastare la dipendenza dalla nicotina, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha attivato dal 2016 un Telefono Verde contro il Fumo (800554088) e, più recentemente, la piattaforma web “smettodifumare”, al fine di aiutare coloro i quali hanno deciso di dire addio alle sigarette.

La LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), invece, ha messo a disposizione il numero SOS LILT 800998877, che, in forma anonima e gratuita, guida e supporta chiunque voglia intraprendere un percorso di disassuefazione da fumo o ricevere utili consigli per migliorare il proprio stile di vita.

In occasione di questa Giornata, è nata, inoltre, una rete nazionale, che coinvolge 11 Atenei “Smoke-Free”, di cui fa parte anche l’Università di Palermo, per contrastare il tabagismo e l’abitudine al fumo nelle università, per informare gli studenti ed aiutarli a smettere di fumare.

Il vademecum del Ministero della Sanità con i 10 consigli per smettere di fumare asserisce che:

1) Smettere di fumare è possibile;

2) Il desiderio impellente della sigaretta dura solo pochi minuti;

3) I sintomi dell’astinenza si attenuano dopo sette giorni;

4) Già dopo 20 minuti dalla cessazione del fumo ci sono effetti benefici;

5) Smettere di fumare non significa ingrassare;

6) Quando si smette di fumare, è meglio bere molto, ridurre il consumo di zuccheri e grassi, aumentare il consumo di frutta e verdura, e fare lunghe passeggiate;

7) Se non si riesce a smettere di fumare, è meglio parlarne col medico di famiglia;

8) Il medico di famiglia può indirizzare anche al più vicino Centro Anti-Tabacco;

9) Le ricadute non devono scoraggiare;

10) Non fumare non arricchisce solo in salute, ma anche economicamente.

Quello che sembra essere un semplice ed abitudinario gesto per i fumatori, ovvero l’accensione di una sigaretta, spesso è la causa di mali irreparabili. La dipendenza dal fumo spesso si traduce in una “malattia della volontà”, cioè nell’incapacità di perseguire con perseveranza un obiettivo che ha delle notevoli ricadute sulla salute.

Pertanto, riprendendo un vecchio slogan: “Spegni la sigaretta e accendi la vita”!

«Adesso che son qui, ad analizzarmi, sono colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente» (Italo Svevo – “La coscienza di Zeno”).

Daniele Fanale

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