Tumori ereditari della mammella e dell’ovaio: importanza del test genetico BRCA

Il 19 ottobre di ogni anno, su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si celebra in tutto il mondo la “Giornata internazionale per la lotta contro il tumore al seno”, istituita con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla malattia, promuovendo una cultura della prevenzione, mediante l’accesso a programmi di screening e di diagnosi precoce tempestivi ed efficaci.

Fattori di rischio

I fattori di rischio, in grado di incrementare la probabilità di insorgenza di un tumore al seno, possono essere suddivisi in modificabili, se sono frutto di comportamenti errati (sovrappeso ed obesità, sedentarietà, fumo di sigaretta, abuso di alcool, terapie ormonali, ecc.), e non modificabili (soggetti di sesso femminile, età avanzata, etnia, familiarità, ereditarietà, fattori ambientali, ecc.), se sono indipendenti dalla volontà dell’individuo.

Effetto “Jolie”

I fattori di rischio genetici sono quelli che, negli ultimi tempi, stanno destando parecchio interesse nella popolazione, grazie anche al caso della celebre attrice Angelina Jolie, che, nel 2013, dichiarò pubblicamente di essersi sottoposta ad una mastectomia bilaterale profilattica (asportazione chirurgica delle mammelle), in seguito alla scoperta di avere ereditato dalla famiglia una mutazione genetica che la predisponeva al carcinoma mammario ed ovarico.

L’“effetto Jolie” ebbe un notevole impatto mediatico (che tuttora permane), accendendo i riflettori su un argomento che finora era solo appannaggio dei professionisti del settore e, quindi, poco noto alla popolazione.

Tumori ereditari

Il rischio di sviluppare un carcinoma mammario aumenta nelle donne con una storia familiare positiva per tale neoplasia. Sebbene i tumori al seno, nella maggior parte dei casi (75-80%), siano rappresentati da forme sporadiche (causate da mutazioni genetiche insorte solo nelle cellule divenute tumorali), il 15-20% di essi è di tipo familiare (più tumori all’interno di una stessa famiglia, generati dalla combinazione tra fattori ambientali/comportamentali e modifiche in geni “a basso rischio”), mentre solo il 5-10% ha un’origine ereditaria (tumori causati da mutazioni ereditate in specifici geni di suscettibilità o di predisposizione “ad alto rischio”). Nei tumori ereditari, ogni singola cellula dell’organismo presenta la stessa mutazione genetica ereditata.

Le mutazioni

Mutazioni BRCA1/2 e rischio di tumori

Circa il 30-40% di tumori ereditari della mammella è causato da alterazioni genetiche a carico dei due più importanti geni di suscettibilità ad alto rischio, chiamati BRCA1 e BRCA2 (BReast CAncer 1 and 2).

La presenza della mutazione non significa certezza assoluta di malattia, ma indica un incrementato rischio di manifestarla rispetto alla popolazione generale. Le donne portatrici di mutazione in uno di questi due geni sono predisposte geneticamente a sviluppare, nell’arco della vita, non solo tumori al seno, ma anche tumori dell’ovaio, delle tube di Falloppio e del peritoneo, mentre gli uomini, seppur con rischi notevolmente ridotti, possono sviluppare tumori al seno ed alla prostata.

Inoltre, per entrambi i sessi, oltre ad un incrementato rischio di melanoma e tumori del colon, vi è anche la possibilità di sviluppare un tumore pancreatico, con una probabilità del 3%, se la mutazione interessa il gene BRCA1, e del 5-10%, se la mutazione coinvolge il gene BRCA2. Mutazioni ereditate nel gene BRCA1 conferiscono alle donne portatrici un rischio compreso tra il 50% ed il 72% di sviluppare, nell’arco della loro vita, un tumore al seno, ma anche un rischio fino al 44% di tumore ovarico.

Mutazioni nel gene BRCA2, invece, predispongono ad un rischio del 69% e 17% di ammalarsi, rispettivamente, di carcinoma mammario ed ovarico. Negli uomini, il rischio di tumore al seno è pari all’1%, per mutazioni in BRCA1, ed al 5-10% per alterazioni in BRCA2.

Test genetico BRCA

L’evidenza di una trasmissione ereditaria è rappresentata dalla comparsa di tumori in generazioni multiple (significativa storia familiare di cancro), dalla precocità di insorgenza (giovane età alla diagnosi), dallo sviluppo di tumori multipli nello stesso soggetto (carcinoma mammario ed ovarico, tumore al seno bilaterale, ecc.), dalla presenza in famiglia di tumori al seno maschili.

Se uno dei genitori presenta una mutazione in uno dei geni BRCA, ciascun figlio possiede il 50% di probabilità di ereditare quella stessa identica alterazione.

Pertanto, conoscere lo stato mutazionale di questi due geni, attraverso un test genetico specifico, chiamato test BRCA, è fondamentale per avviare in tempo percorsi di sorveglianza intensiva (controlli periodici) ed attuare eventuali strategie preventive di riduzione del rischio (chirurgia profilattica) negli individui ad alto rischio (pazienti oncologici e familiari sani).

Fattori di rischio

Specifici criteri, stabiliti dalle linee guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nonché da uno specifico PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) regionale, determinano quali individui possiedono i requisiti per poter effettuare il test genetico BRCA. Durante la consulenza oncogenetica, il genetista valuta la storia personale e familiare di cancro per capire chi può accedere al test genetico.

Per effettuare l’analisi mutazionale è sufficiente un prelievo di sangue.

Per le pazienti con carcinoma ovarico, il test ha anche un valore predittivo (può predire la risposta ad una specifica terapia biologica), pertanto, può essere eseguito, in prima battuta, sul campione di tessuto tumorale e, qualora venisse identificata una mutazione, questa può essere verificata su sangue, per stabilire se il tumore è ereditario.

Una volta identificata una mutazione BRCA in una famiglia, il test può essere esteso gratuitamente ai familiari sani maggiorenni.

Strategie di prevenzione

Numerosi studi hanno dimostrato che, in donne portatrici di mutazione BRCA, la mastectomia bilaterale profilattica può abbattere del 90-95% il rischio di sviluppare un tumore al seno, mentre la salpingo-ovariectomia (rimozione chirurgica di tube ed ovaie) può ridurre del 96% il rischio di tumore ovarico e, contemporaneamente, dimezzare quello di carcinoma mammario.

Ovviamente, è opportuno rivolgersi a centri specializzati per la gestione dei soggetti con tumori eredo-familiari. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare gli opuscoli, dedicati ai cittadini ed ai pazienti, relativi al test BRCA ed alla prevenzione del carcinoma mammario ed ovarico:

https://www.fondazioneaiom.it/wp-content/uploads/2019/10/2019_BRCA_CaMammario_QuadernoFondazioneAIOM.pdf

https://www.fondazioneaiom.it/wp-content/uploads/2019/03/2019_BRCApazienti.pdf

In Sicilia, a tutti i soggetti portatori di alterazione BRCA1/2 (sia sani che affetti da tumore) viene assegnato un codice di esenzione specifico (D99) per sindrome ereditaria, mediante il quale è possibile effettuare gratuitamente tutti i controlli previsti dal piano di sorveglianza.

Dove effettuare il test BRCA

La Regione Sicilia ha individuato, a livello regionale, i 4 centri (2 a Palermo e 2 a Catania) presso i quali è possibile effettuare il test genetico BRCA. Presso il reparto di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo è possibile trovare l’unico Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori rari ed eredo-familiari dell’adulto, diretto dal Prof. Antonio Russo.

Per ulteriori informazioni, in merito alla consulenza oncogenetica ed all’esecuzione del test BRCA, è possibile contattare l’ambulatorio di “Neoplasie eredo-familiari e counselling oncogenetico” del Policlinico di Palermo al numero di telefono 091-6554459, tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle ore 14.30 alle ore 15.30.

Daniele Fanale

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