Giornata Mondiale del Diabete: educare per proteggere il domani

Il 14 novembre di ogni anno si celebra, in tutto il mondo, la Giornata Mondiale del diabete, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (www.idf.org) e dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica su questa sindrome metabolica, sulle sue strategie di prevenzione e sulle modalità di gestione dei pazienti affetti.

La campagna di sensibilizzazione

La data corrisponde a quella di nascita del Professor Frederick Banting, che insieme al suo allievo Charles Best, isolò l’insulina nel 1921, cambiando significativamente la storia dei malati di diabete mellito, permettendo la loro sopravvivenza. “L’educazione per proteggere il domani” è il tema del secondo anno della campagna della Giornata Mondiale del Diabete 2021-2023.

L’obiettivo principale è incrementare e migliorare l’accesso ad un’istruzione di qualità ed alle cure sul diabete, per migliorare la vita di oltre mezzo miliardo di persone, che, in tutto il mondo, convivono con questa patologia.

La campagna è rappresentata da un logo con un cerchio blu, adottato a partire dal 2007 e divenuto il simbolo globale per la consapevolezza sul diabete. Esso indica, infatti, l’unità della comunità globale in risposta a questo problema sanitario particolarmente critico.

Dal momento che questa sindrome attualmente colpisce una persona su dieci in tutto il mondo, gli operatori sanitari devono essere adeguatamente “educati” su come rilevare e diagnosticare precocemente il diabete, sfruttando al massimo il tempo limitato a loro disposizione, per fornire la migliore consulenza ed assistenza possibile alle persone affette.

A Palermo la prima fiera della tecnologia applicata al Diabete

Nei giorni scorsi, a Palermo, presso Palazzo Comitini, si è tenuta la prima “Fiera della Tecnologia Applicata alla cura del Diabete”, organizzata dalla SIMDO (Società Italiana Metabolismo, Diabete e Obesità).

Durante questo evento, sono stati eseguiti screening gratuiti per adulti e bambini e, inoltre, a 100 volontari è stato installato un holter per il monitoraggio continuo della glicemia. L’holter glicemico rappresenta una moderna ed innovativa tecnologia, utile nella gestione della patologia, che è possibile applicare anche alle donne incinte.

Inoltre, tra le migliori apparecchiature all’avanguardia, che permettono di migliorare la qualità di vita del paziente, troviamo il microinfusore “MiniMed 780g” della Medtronic, uno strumento che utilizza un sistema di infusione insulinica basale autonoma, e “GlucoMen Day pump” di Menarini, un microinfusore connesso direttamente al braccio, senza l’ausilio di cateteri, impostato e controllato tramite un app presente nello smartphone.

Fattori di rischio

Le statistiche in Italia

Secondo i dati ISTAT 2020, in Italia, si stima una prevalenza del diabete pari a circa il 6% della popolazione, che corrisponde ad oltre 3 milioni e mezzo di persone. La pandemia da covid-19 ha sicuramente contribuito, in questi ultimi anni, ad aumentare la diffusione della malattia, a causa delle restrizioni, che hanno costretto la popolazione a rimanere a casa, limitando l’attività fisica e favorendo l’assunzione di cibi zuccherati.

L’insulina è un ormone proteico, prodotto dalle cellule beta del pancreas, e ha funzione ipoglicemizzante, cioè è capace di abbassare i livelli di glucosio presenti nel sangue (glicemia), favorendo l’assorbimento dello zucchero da parte dei tessuti e riequilibrando il carico glicemico derivante dai pasti.

La produzione, da parte dell’organismo, di anticorpi (autoanticorpi), in grado di attaccare e distruggere specificamente le cellule beta pancreatiche, riduce, fino ad annullare, il rilascio di insulina, che, di conseguenza, non può più regolare l’assunzione di glucosio da parte delle cellule, determinando un eccesso di questo zucchero nel sangue (iperglicemia), che viene eliminato con le urine.

La storia del Diabete

Proprio a causa di ciò, il medico greco Areteo di Cappadocia fu il primo a definire il diabete con l’appellativo di “mellito” (parola di origine greca che significa “dolce”), in quanto l’urina dei pazienti affetti risultava di sapore dolciastro all’assaggio da parte dei medici, che, all’epoca, non avevano altro modo, se non questo, per diagnosticare la malattia.

Il Diabete Mellito di tipo 1

Questa specifica condizione autoimmunitaria causa il cosiddetto diabete mellito di tipo 1, che rappresenta il 3-5% dei casi e, in genere, si manifesta in età giovanile (infanzia ed adolescenza), sebbene alcuni casi possano essere riscontrati anche negli adulti.

Fattori ereditari, immunitari o ambientali possono essere responsabili della sua insorgenza.

I principali sintomi clinici associati a questa forma di diabete sono: senso di sete eccessivo (polidipsia), incremento del volume urinario (poliuria) con conseguente minzione più frequente, ed aumento dell’appetito associato a perdita di peso inspiegabile (polifagia paradossa).

Il Diabete Mellito di tipo 2

Invece, il diabete mellito di tipo 2, che rappresenta il 90% dei casi e si manifesta in età adulta (dopo i 40 anni), è una forma differente, caratterizzata da insulino-resistenza, ovvero da insensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina, che può determinare la progressiva incapacità da parte delle cellule beta pancreatiche di produrre questo ormone.

La sua sintomatologia clinica è pressoché identica a quella del diabete di tipo 1. Ereditarietà, sovrappeso, obesità, vita sedentaria ed assenza di attività fisica, stress, età avanzata ed alcune malattie sono i fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo di questa sindrome metabolica.

Complicanze da diabete

Cosa comporta il Diabete

Il diabete, se non adeguatamente trattato, può portare a diverse complicanze, anche gravi, quali: ispessimento e perdita di elasticità della parete delle arterie (aterosclerosi) con conseguente incrementato rischio di patologie cardio-cerebrovascolari (infarto, ictus, insufficienza arteriosa, ecc.); occlusione dei vasi sanguigni della retina dell’occhio (retinopatia diabetica), che può portare a cecità; compromissione della funzionalità renale (nefropatia diabetica); alterazioni del sistema nervoso periferico (neuropatia diabetica), che può comportare disturbi della sensibilità (incapacità di percepire sensazioni di dolore, caldo, freddo, ecc.), crampi e disfunzioni sessuali; ulcere a carico degli arti inferiori; aumento delle infezioni (cistiti, vaginiti, ecc.); piede diabetico, derivante da cattiva circolazione sanguigna (arteriopatia) e neuropatia.

Se per il diabete di tipo 1 non è possibile parlare di prevenzione, invece, lo si può fare per il diabete di tipo 2.

Come prevenire

Può essere utile seguire uno stile di vita sano, svolgendo regolare attività fisica (30-60 minuti almeno 3-4 volte alla settimana), mantenendo il peso forma, riducendo lo stress, limitando l’uso di alcolici, non fumando, adottando una dieta bilanciata, ricca di antiossidanti (frutta e verdura freschi, legumi, cereali integrali, noci), vitamine, sali minerali e fibre, con una predilezione per uova, pesce e carni magre piuttosto che alimenti ricchi di grassi animali, quali burro, formaggi ed insaccati.

Bisogna, naturalmente, limitare l’uso di cibi contenenti zuccheri semplici (dolci, gelati, miele, succhi di frutta e bibite zuccherate).

Daniele Fanale

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