Ogni anno, il terzo giovedì di Novembre, si celebra il “World Pancreatic Cancer Day” ovvero la Giornata Mondiale per la lotta contro il tumore al pancreas, che quest’anno cade il 17 Novembre.
E’ stata istituita, per la prima volta, nel 2014, dalla World Pancreatic Cancer Coalition (www.worldpancreaticcancercoalition.org), che coinvolge più di 99 organizzazioni, provenienti da oltre 40 Paesi.
In tutto il mondo, numerose sono le iniziative organizzate, al fine di incrementare la consapevolezza su questa neoplasia, che attualmente rappresenta la quarta causa di morte per cancro, dopo il carcinoma polmonare, quello mammario (nelle donne), quello della prostata (nell’uomo) e quello del colon-retto.
La sfida è quella di adoperarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore del pancreas, sui fattori di rischio e sui sintomi di questa malattia, ma anche sull’impellente necessità di una diagnosi precoce.
Il killer silenzioso…
Intercettare il tumore nel suo stadio iniziale è di vitale importanza, dal momento che i sintomi o non si manifestano o non sono facilmente riconducibili alla malattia. Per tale motivo, questo tumore è spesso definito come un “killer silenzioso”.
Nella maggior parte dei casi, quando viene effettuata la diagnosi, il quadro clinico è già irrimediabilmente compromesso e l’intervento chirurgico non è più un’opzione realizzabile, data la natura metastatica della malattia.
Infatti, il cancro pancreatico è uno dei tumori più aggressivi e letali al mondo, e la diagnosi tempestiva ed il supporto alla ricerca sono azioni fondamentali per poterlo affrontare e combattere.
La parola d’ordine di questa campagna internazionale è #ItsAboutTime (“E’ giunto il momento”), nel senso che non è più possibile rimandare, ma è arrivato davvero il momento di coinvolgere le istituzioni, per migliorare le condizioni dei pazienti. E’ giunta l’ora di chiedere ed ottenere più fondi per la ricerca scientifica.
Le iniziative dell’Associazione Nastro Viola
Anche quest’anno, l’Associazione Nastro Viola lancia la campagna di sensibilizzazione nazionale “Facciamo luce sul tumore al pancreas”, invitando ad illuminare, con il colore viola, edifici pubblici e privati, monumenti e case. Si tratta di un gesto simbolico, promosso dalla Coalizione Mondiale del Cancro Pancreatico, per incentivare la discussione ed “accendere i riflettori” su questa grave ed infausta malattia.
All’ISMETT di Palermo la prima Pancreatic Unit della Sicilia
E’ notizia dell’ultima ora che la UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) ed il centro d’eccellenza ISMETT di Palermo hanno costituito la prima Pancreatic Unit della Sicilia, un’unità di cura multidisciplinare per il tumore del pancreas orientata alla formazione ed alla ricerca.
Il team multidisciplinare, coordinato da Luca Barresi, primario e presidente regionale dell’Associazione Gastroenterologi Ospedalieri, sarà composto da pancreatologi, anestesisti, radiologi, genetisti, chirurghi ed infermieri.
In Italia, queste nuove unità erano state recentemente istituzionalizzate solo in Lombardia. «Aver dato vita alla prima Pancreatic Unit in Sicilia rappresenta un passo importante per tutta la rete scientifica del Mediterraneo – ha dichiarato Luca Barresi – Il nostro obiettivo è creare un team con competenze alte e trasversali, che sia in grado di spronare altre realtà del settore a impegnarsi nella ricerca in un ambito in cui c’è ancora molto da scoprire. Trovare le giuste terapie per il tumore al pancreas rappresenta una delle sfide più ardue della moderna oncologia. Tramite la nostra Unit, noi di Ismett, ribadiamo il nostro impegno e la nostra dedizione per fornire ai pazienti il migliore trattamento possibile».
Infine, Barresi conclude, puntualizzando che «non basta costituire una sola unità in Sicilia, ne servono tante organizzate in una rete di hub (centri di riferimento) e spoke (centri di secondo livello) che dialogano tra loro».
Il Pancreas e le sue funzi0ni
Il pancreas è una ghiandola, di forma allungata, situata nell’addome, dietro lo stomaco e davanti alla colonna vertebrale, con due funzioni principali: la digestione e la regolazione degli zuccheri nel sangue. Esso è suddiviso in tre parti (testa, corpo e coda) e produce ormoni molto importanti, tra cui insulina e glucagone, che regolano i livelli di glicemia.
Oltre il 95% dei tumori pancreatici sono classificati come esocrini, poiché hanno inizio nelle cellule esocrine, le quali producono gli enzimi pancreatici (ad esempio, la tripsina) necessari per la digestione. Le cellule tumorali si diffondono, con grande facilità, ai linfonodi vicini e ad altri organi, quali fegato e polmoni, oppure possono propagarsi nell’addome, causando la cosiddetta carcinosi peritoneale.
Il cancro al pancreas è una neoplasia rara, ma difficile da trattare, con un tasso di sopravvivenza, a 5 anni, dell’11% per gli uomini e del 12% per le donne e con un tasso di ricaduta, a sei mesi dall’intervento, del 50% per i pazienti operati.
Inoltre, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevede che l’incidenza di questa patologia aumenterà notevolmente nei prossimi 40 anni.
Il tumore al Pancreas in Italia
Ogni anno, in Italia, oltre 13.000 persone vengono colpite dal tumore al pancreas. Le persone più a rischio sono quelle che si trovano nella fascia di età compresa tra i 50 e gli 80 anni, mentre è molto raro che questa malattia si sviluppi in coloro i quali hanno meno di 40 anni.
Il rischio di insorgenza è fortemente associato ai seguenti fattori: mutazioni ereditarie in specifici geni (BRCA1, BRCA2, PALB2, CDKN2A, ATM, STK11, ecc.), storia familiare di tumore al pancreas e/o altri tumori, diabete, obesità, pancreatite (cronica ed ereditaria), fumo, età avanzata, abuso di alcol e/o una dieta ricca di carni rosse.
Inoltre, l’esposizione professionale a sostanze chimiche cancerogene, quali, ad esempio, naftilammina, benzidina, DDT e pesticidi, può rappresentare un altro importante fattore di rischio.
I sintomi
Invece, tra i principali sintomi, che vengono spesso associati anche ad altre patologie, troviamo: dolore localizzato nella parte superiore dell’addome o nella schiena, repentino ed inspiegabile calo di peso, nausea persistente, vomito, perdita di appetito, difficoltà digestive, ittero (colorazione gialla degli occhi e della pelle), prurito, cambiamenti nel colore delle urine e delle feci, diabete di nuova insorgenza e/o alterazioni glicemiche.
La chemioterapia è, attualmente, insieme alla chirurgia ed alla radioterapia, la più importante arma a disposizione contro questo tipo di cancro. La scarsa efficacia delle terapie è principalmente dovuta al fatto che il tessuto tumorale pancreatico ha una particolare consistenza fibrosa, che gli conferisce la capacità di ostacolare la penetrazione dei farmaci chemioterapici.
Tuttavia, negli ultimi tempi, grazie all’avvento dell’oncologia di precisione, sono state sviluppate alcune terapie a bersaglio molecolare, che, seppur non completamente risolutive, hanno mostrato di allungare le aspettative di vita di diversi pazienti.
La prevenzione
Adottare una dieta ricca di frutta e verdura, fare attività fisica, limitare il consumo di alcolici e smettere di fumare rappresentano sicuramente le migliori strategie per la prevenzione del cancro al pancreas. Naturalmente, la sorveglianza, mediante controlli regolari (ad esempio, ecografia e risonanza magnetica), per quei soggetti considerati ad alto rischio, può fare la differenza.
Pertanto, dato che il concetto di tempo è fondamentale per la vita dei malati di tumore al pancreas, perché, spesso, è proprio questo che manca e che si rincorre, “è giunto il momento” di agire per favorire la conoscenza, supportare la ricerca e chiedere, a gran voce, l’istituzione di Pancreatic Unit, cioè centri specializzati che possano garantire la presenza di un team multidisciplinare adeguato e competente per la cura di questa neoplasia.
Daniele Fanale
