Medicina di Genere, Casa di Cura Igea di Partinico per una concreta applicazione

Nel marzo del 2020 l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, tramite l’Ufficio Speciale per la Comunicazione diretto dalla d.ssa Daniela Segreto, inizia una campagna di coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie dell’isola per diffondere per poi applicare la Medicina di Genere (MdG) o genere-specifica. La Medicina di Genere è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Anche la Casa di Cura Igea è in prima linea per l’attuazione di questo approccio scientifico che partendo dalla specificità del genere, tende a raggiungere la medicina di precisione, cioè la cura il più possibile individuale della persona. Secondo le

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Front Office Casa di Cura Igea

direttive dell’Assessorato Regionale della Salute, la CdC Igea ha costituito il gruppo di lavoro MdG coordinato dalla referente dr.ssa Pepa Patti e del quale fanno parte l’assistente sociale dr.ssa Maria Concetta Papa, la psicologa – psicoterapeuta dr.ssa Cinzia Di Legami, il fisiatra responsabile della U.F. di riabilitazione dr. Giuseppe Sposito, il giornalista Dott. Antonio Catalfio ed inoltre l’internista dr. Antonino Galdino.
Il Gruppo di lavoro, supportato dall’Assessorato e con un’analisi specifica dei dati disponibili, sta valutando e cercando diverse strategie e soluzioni per la proposizione di interventi nei vari settori della struttura, che possano costituire una base di inizio per un approccio nuovo alla medicina e al contempo costituire un data base di dati clinici che saranno comparati con i dati che arrivano alla Regione da tutte le strutture, grazie a specifici questionari in via di definizione L’impegno della Casa di Cura Igea sì è focalizzato sulla specificità della struttura, per esempio uno degli indici da analizzare è la frattura del femore nell’anziano. Inoltre la velocità di riabilitazione, la tipologia e dosaggio dei farmaci antidolorifici dopo gli interventi, l’attendibilità del valore della vitamina D dopo l’intervento e in fase di riabilitazione. Il Gruppo di Lavoro si riunisce e si aggiorna periodicamente affinché il monitoraggio sia costante. “Un cambiamento innanzitutto culturale – dichiara Pepa Patti – che metta in chiaro che la differenza di genere non è solamente la differenza di sesso, infatti acquisire tutte le informazioni e i dati del vissuto del paziente (socio – culturali e ambientali) è importante per una diagnosi precisa e veloce e quindi una guarigione ottimale. “Una sfida – aggiunge Giuseppe Sposito – per un approccio nuovo alla medicina che è già iniziata”.

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