14 Luglio 2024
CariniCronacaPrimo piano

A Carini la mafia è “new generation”.

Elicotteri all’alba, sirene che urlano, lampeggianti che squarciano il buio della notte. Sono iniziati così i “giorni della merla 2024” a Carini.

La mattina in Piazza Duomo era tutto un vociare: “a ccu si purtaru?“.  La curiosità correva di bocca in bocca, ma nessuno ne sapeva nulla; quantomeno sino a quando non sono uscite le prime notizie di stampa, rimbalzate sui social nei vari gruppi e profili.

Alcune testate giornalistiche non hanno riportato i nomi, altre solo le iniziali, altri ancora (pochissimi per la verità) nomi e cognomi ed età. Come dispone la legge, nessuno è colpevole sino a condanna definitiva, ma questo non ci impedisce di raccontare quanto ha prodotto la magistratura per arrivare a privare della libertà personale una o più persone.

Anche se fra qualche mese, grazie alle nuove norme che sta portando avanti il Governo nazionale, nessuno potrà più informarvi, perché sarà vietato raccontare di arresti e reati sino al processo, che di solito si svolge anni dopo.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2007 ci fu “Operazione Occidente”

Nel 2007 la Procura della Repubblica di Palermo emanava un’ordinanza di custodia cautelare definita “Operazione Occidente” con 50 nominativi di personaggi implicati a vario titolo. Nel corso degli anni alcuni di loro sono stati assolti, altri condannati, altri hanno preferito saltare il fosso e passare dal lato oscuro a collaborare con la giustizia.

Nell’operazione di giorno 29 gennaio troviamo quasi gli stessi personaggi, come degli irriducibili, ma la novità, dopo 17 anni esatti (curiosamente anche allora fine gennaio…) è la “new generation“, ovvero i figli che pare abbiamo deciso di seguire le orme paterne. Sempre con lo stesso modus operandi di allora: compravendite immobiliari, controllo della zona industriale, gestione di attività commerciali occultate. In questo caso la new entry è il traffico di droga.

I nominativi degli arrestati, in ordine alfabetico:

Abbate Salvatore

Passalacqua Giuseppe

Pipitone John

Vallelunga Salvatore

Vallelunga Vincenzo (ai domiciliari)

Oltre 200 pagine di ordinanaza di custodia cautelare, che in questi giorni siti web e giornali hanno parzialmente riportato, spesso enfatizzando parti vagamente accennate nell’ordinanza stessa, come il controllo di un acquedotto o le implicazioni “elettorali”.

Il “Fondo Giglio”

Il controllo dell’acqua

Due argomenti curiosi dell’ordinanza. L’acquedotto privato esiste da decenni, forse dai tempi della famiglia Giglio, vecchi possidenti di un “Fondo” con una delle più grandi vasche di raccolta d’acqua di Carini, in comproprietà con i limitrofi signori Vallone. Quando cominciarono a costruire abusivamente a valle delle due antiche dimore, nacque contestualmente l’acquedotto privato, vista l’assenza di quello pubblico e di quello di una locale nota azienda privata.

Con il passare degli anni, e delle proprieà, il vecchio “Fondo Giglio” è passato alla famiglia Pipitone, a Giovan Battista per la precisione, e con esso anche l’acquedotto oggi citato nell’ordinanza di custodia cautelare. Ad occuparsi dell’acquedotto era Salvatore (Totò) Abbate.

Anche le accennate vicende “elettorali” danno modo di pensare, visto che si riferiscono ad un altro provvedimento cautelare e relativo alle elezioni regionali del 2022 e che hanno già visto condanne per alcuni degli arrestati.

Le intercettazioni? Fondamentali!

L’ordinanza di custodia cautelare racconta quanto ascoltato e scoperto dagli investigatori a partire dal 2018, utilizzando le nuove tecnologie di intercettazioni ambientali e telefoniche (che qualcuno vorrebbe eliminare perché “invasive”). Sono in parte gli stessi soggetti oggi in custodia cautelare ed i loro amici e fedelissimi a svelare i nuovi organigrammi carinesi e chi è con loro sodale.

Il “Comitato” al Johnnie Walker.

Raccontano dei nuovi equlibri nel territorio, degli incontri domenicali del “Comitato” al bar “Johnnie Walker” (che però è chiuso dal 2013…), del carinese “vecchia scuola” che, dovendo avviare una nuova iniziativa imprenditoriale chiede se deve chiedere il permesso. Lì si apre un curioso siparietto di “storia locale” del potere carinese, sino ad arrivare a quando il carinese racconta che ad un certo punto era diventato “Gesù“, quando era diventato presidente di una cantina vinicola a Partinico.

E li si aprono finestre di ricordi… di quando mio nonno mi raccontava che in realtà nel Vangelo c’era un errore nel racconto delle “Nozze di Cana“, che non si erano tenute in Galilea ma a Partinico, tant’è che in questo luogo ancora avveniva il famoso miracolo di tramutare l’acqua in vino.

Il cantiere del CBRB di RiMED

Il cantiere del CBRB della Fondazione RiMED.

Sempre nel 2018 le intercettazioni captano dell’interesse degli arrestati per l’area dove sta sorgendo il Centro di Ricerca Biotecnologica della Fondazione Ri.MED. Ma, ci tiene a precisare uno degli intercettati, non si parla del Centro di Ricerca ma del futuro ospedale, meglio definito ISMETT 2 ed alle perplessità del suo interlocutore sulla effettiva realizzazione del nuovo ospedale risponde: “Questo… il termometro… se uno ha la febbre lui già lo sa!”. Una rassicurazione sul fatto che il cantiere partirà e ci sarà lavoro per tutti.

A tal proposito altre intercettazioni ambientali del marzo 2021 raccontano dell’incontro tra un imprenditore impegnato attivamente nel cantiere RiMED e non solo (con tanti lavori pubblici eseguiti ed in corso di esecuzione ancora oggi) e John Pipitone, identificato già dal 2018 quale “reggente” la famiglia mafiosa di Carini.

Una intercettazione interessante, perché svela ulteriori particolari sulla rete di rapporti con altre imprese locali e non.

Sensali, prestiti in denaro, mediazioni… diversificare.

E’ un sussegursi di nuove rivelazioni e sorprese: prestiti di denaro con richieste di intervento di vari reggenti per evitare discussioni, mediazioni immobiliari senza il rispetto delle quote per le famiglie, gli affari nella Zona Industriale di Carini ed il coinvolgimento di noti imprenditori che operano a Carini, le lamentele di alcuni “mammasantissima” di Palermo e la mediazione del “reggente di Carini” per mettere pace.

Le lamentele per il degrado di Carini e la smania del giovane rampollo

In uno dei passaggi delle intercettazioni, i Vallelunga lamentano la scellerata gestione del territorio da parte di Passalacqua, che ha consentito che ci fossero furti di auto, camion e scavatori oltre a furti nelle case,senza parlare dello spaccio di droga esteso in tutto il territorio, che fa lamentare tanta gente ed alimenta i furti.

Il giovane Vallelunga non vede l’ora di scalare le posizioni per arrivare a far parte dei “grandi“, e lo vuole fare in maniera formale, all’antica, nonostante le rassicurazioni dei “palermitani” di San Lorenzo.

Quando nel 2023 scattano gli arresti dei “palermitani” si preoccupa e ne parla con un caro amico, oltre con il padre che tende a sdrammatizzare e lo invita ad andare via per qualche giorno a Favignana.

Più dubbi che certezze

Leggendo tutta l’ordinanza però più che chiarimenti vengono fuori domande:

  1. Le intercettazioni iniziano nel 2018 e proseguono sino a pochi mesi fa. Manca totalmente il 2020. Tutti in silenzio a causa del COVID19? Oppure questa parte è oggetto di qualche altra inchiesta che ancora non ha visto la luce?
  2. Nel 2020 si sono tenute le elezioni comunali ed è iniziato il cantiere per la costruzione del CBRB della fondazione RiMED. Nemmeno una parola…
  3. Tra le righe non si percepiscono le esigenze della custodia cautelare, non ci sono minacce di morte, non ci sono particolari eventi. Di certo si tratta della stessa inchiesta che nel settembre del 2022 ha visto finire in galera Giuseppe Lo Duca (condannato a 11 anni in primo grado con rito abbreviato), più volte citato ed intercettato ed inquadrato tra le fila della famiglia mafiosa di Carini. In quel caso erano in corso le elezioni regionali, ma ora? E nel 2020?
  4. La Zona Industriale di Carini viene citata più volte, sia per compranvendita di capannoni che terreni, storicamente sotto il controllo della famiglia di Carini. Tutto ok?

Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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