4 Marzo 2024
Isola delle FemminePolitica

Dionisi nuovo Assessore della Giunta Nevoloso: il ritorno del “figliol prodigo”.

Buona la terza!

Dopo le due fumate nere che, nei precedenti Consigli comunali, hanno visto infrangere i sogni di gloria e di poltrona del consigliere Vincenzo Dionisi, ecco finalmente arrivare la tanto agognata e sospirata fumata bianca. Habemus Papam! Anzi, no…Habemus Assessorem!

La nuova Giunta Nevoloso

Il consigliere Dionisi è stato scelto dal sindaco Nevoloso per ricoprire la carica di quinto Assessore della sua Giunta comunale. Come si suol dire, Dionisi è uscito dalla porta per rientrare dalla finestra, perdendo sì il trono di Presidente del Consiglio, a cui aspirava disperatamente, ma guadagnandoci un posto di assessore.

Chiamatela come volete, ma sempre di indennità di carica si tratta. Cambia la forma, ma la sostanza rimane invariata.

Soddisfatta ed assecondata la bramosia di potere di Dionisi, il moralizzatore delle piazze, quello stesso consigliere che è solito fare proclami per rimarcare il suo disdegno verso le indennità di carica e verso coloro che ne sono attratti.

Per dirla alla Darwin: “come si cambia per non morire…”

Infatti, proprio nel corso della seduta consiliare del 18 maggio 2023, è lo stesso Dionisi che, leggendo la dichiarazione relativa alle sue dimissioni dalla carica di Vicepresidente del Consiglio (dal minuto 8:35 a 11:35), presentata in data 14 aprile 2023, accusa il Presidente Rappa di andare mensilmente a riscuotere l’indennità di carica, precisando: «Questo comportamento non si sposa col mio modo di fare politica. Per me, fare politica significa mettersi al servizio della gente e non barattare cariche elettive per arrivare solo ed esclusivamente all’agognata indennità».

Ma davvero? “Il bue che dice ‘cornuto’ all’asino”!

«…Rassegno le mie dimissioni – concluse il consigliere Dionisi, in quell’occasione – Informo i cittadini di Isola delle Femmine di stare tranquilli, tanto che, da semplice consigliere comunale, lavorerò per Isola delle Femmine, perché non ho bisogno di cariche remunerate per avere visibilità» (dal minuto 10:35 a 11:35).

Più che i cittadini di Isola delle Femmine, adesso sarà Dionisi a dormire sogni tranquilli, una volta ottenuta la tanto bramata carica istituzionale al terzo tentativo. E che nessuno pensi che sia per la visibilità o per l’indennità di carica. Noooo…Assolutamente! E’ solo per «mettersi al servizio della gente».

Lo speriamo vivamente, perché, da semplice consigliere comunale, lo abbiamo visto finora solo inciuciare con Bologna, dentro e fuori l’aula consiliare.

Forse, il misero gettone di presenza da solo non bastava a fornirgli quell’impulso necessario a determinare un interessamento reale alle problematiche del paese. Chissà se la ghiotta indennità di carica, invece, fungerà da forza motrice, invogliandolo a fare qualcosa di buono.

A dirla tutta, viste le condizioni economico-finanziarie in cui versa il Comune, sarebbe sicuramente più saggio da parte sua e più coerente con i suoi pubblici proclami rinunciare volontariamente all’indennità di carica, per dimostrare, almeno una volta nella sua carriera politica, di dare seguito alle sue parole con fatti concreti. “Sogna, ragazzo, sogna”.

Il ritorno del “figliol prodigo”

Come nella parabola del “figliol prodigo“, dopo aver vagato in giro, lontano dalla “casa paterna” di Nevoloso e CambiAmo Isola, dissipando i suoi tanto decantati ideali di cambiamento e sperperando con il suo concubino politico Bologna quell’ultimo briciolo di coerenza rimastogli, Dionisi ritorna all’ovile, come la pecorella smarrita. Il “buon pastore” Nevoloso la ritrova e la riaccompagna, in spalla, a casa.

Se Bologna, finora, aveva solleticato le ambizioni politiche di Dionisi, Nevoloso adesso le ha completamente appagate, regalandogli la più alta carica istituzionale che il consigliere abbia mai raggiunto nel corso della sua carriera politica.

Nonostante la sua giovane età, il sindaco Nevoloso ha mostrato la clemenza e la compassione del “padre”, che accoglie a braccia aperte il “figlio” che lo ha rinnegato per inciuciare col nemico. Nevoloso non gli ha elargito soltanto il suo perdono, ma è stato talmente magnanimo da conferirgli anche un premio fedeltà: l’Assessorato!

Ed ora cosa farà Lady Golpe?

Sì, esatto, proprio quello stesso incarico di assessorato che faceva gola, da tempo, alla consigliera Rossella Puccio alias Lady Golpe, rimasta, ancora una volta, con “gli occhi chini e i manu vacanti”.

D’altronde, grazie al pentimento di Dionisi, il locale “patto di stabilità” politico è stato salvaguardato, scongiurando la sfiducia del Sindaco e l’azzeramento della Giunta e del Consiglio comunale. Il “colpo di Stato”, architettato dalla perfida Lady Golpe con l’endorsement di Giuseppe Rubino, del ciarlatano Bologna ed i suoi fedeli scudieri, è al momento fallito.

Bologna, dal suo canto, adesso che l’idillio politico-amoroso con Dionisi si è spezzato, dopo l’“aborto” della sfiducia del Presidente del Consiglio, si comporta come un amante tradito che fa le bizze, vendicandosi a mezzo social del suo ex concubino politico, reo di averlo abbandonato e di essere tornato a casa dalla propria moglie.

D’altronde, Bologna è stato solo una “strana amica di una sera”, a cui Dionisi ha detto “mi dispiace devo andareee…il mio posto è lààà”, per dirla alla maniera dei Pooh.

Il triangolo no…

Bologna, indignato, forse, avrà replicato, dicendo: “Il triangolo no, non l’avevo considerato…d’accordo, ci proverò, la geometria non è un reato”. A quel punto, Dionisi, valutando la proposta, potrebbe aver detto: “L’indirizzo ce l’ho, rintracciarti non è un problema, ti telefonerò”. Ma, avendo saputo della nomina di Dionisi ad assessore da parte di Nevoloso, Bologna, roso da una cocente gelosia, decide di interrompere definitivamente i rapporti, probabilmente esclamando: “Lui chi è? Come mai l’hai portato con te? Il suo ruolo mi spieghi qual è? Io volevo incontrarti da solo…Lui chi è? Già è difficile farlo con te…Mollalo!”. Ma, altro che Nevoloso!

Dionisi difficilmente potrà mollare la poltrona! Insomma, altro che politica, ma solo gossip becero e sceneggiate degne del programma TV “Alta infedeltà”.

Chissà, invece, se si indigneranno i fratelli del “figliol prodigo” in merito a questa ricompensa, dopo essere rimasti fedeli al “padre”, in religioso silenzio ad osservare, senza ottenere gli stessi suoi benefici. Avranno la stessa insofferenza nei confronti del “padre” e gli stessi moti di gelosia che colsero il fratello maggiore del figliol prodigo nella parabola?

E c’è pure chi alle parole ed agli inciuci preferisce fare i fatti.

Sicuramente non è questo il caso del consigliere Pagano, che, in questi anni, ha rifiutato più volte la proposta del Sindaco di ricoprire un ruolo da assessore, dimostrando ampiamente con i fatti (e non a parole) che si può davvero lavorare in maniera seria e disinteressata per il bene del paese e della collettività, senza necessariamente aspirare alla poltrona, all’indennità di carica ed alla visibilità.

Qualcuno, gentilmente, spieghi al moralizzatore delle piazze e predicatore di strada la differenza che passa tra il dire e il fare, perché è talmente avvezzo a fare giochetti politici, a sbraitare per le strade ed a guardare tutti dall’alto del suo pulpito di cartapesta che ancora non l’ha capita.

«Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Daniele Fanale

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