14 Luglio 2024
CariniPrimo piano

Il ritorno del Principe di Carini

Torna a Carini, nel suo Castello, il ritratto del Principe Vincenzo IV La Grua Talamanca Filingeri, grazie ad una raccolta fondi promossa da Vito Badalamenti tra i Carinesi che vivono negli USA e che ne ha consentito l’acquisto da un collezionista.

La tela raffigurante Vincenzo IV La Grua tra Vito Badalamenti e Salvo Badalamenti.

La tela raffigura uno dei principi di Carini più illustri della famiglia La Grua Talamanca. Figlio del secondogenito di Cesare II La Grua Talamanca, Antonino, pronipote di Vincenzo III che fu il primo principe di Carini, fu Capitano di Giustizia, Pretore di Palermo, Deputato del Regno di Sicilia, Gentiluomo di Camera di Vittorio Amedeo II di Savoia (che fu Re di Sicilia dal 1713 al 1720).

La storia di Vincenzo IV

Aveva 12 anni, nel 1680, quando Vincenzo succede nel titolo di Principe di Carini, al nonno Cesare, vista la morte senza figli dello zio Antonino. Morirà nel 1748, dopo aver amministrato il principato di Carini per ben 68 anni e procreato 11 figli da 2 diverse mogli; la prima, Anna Maria Oneto Spatafora, morirà giovanissima a 20 anni a Palermo nel palazzo di città di fronte la Cattedrale.

Vincenzo, già padre di 2 figlie: Laura e Livia, convolerà a nuove nozze con Ippolita Sanfilippo Galletti Starrabba.

Lo stemma La Grua Talamanca Filingeri della chiesa di San Pietro in Vincoli.

Il suo stemma lo troviamo all’interno della teca del SS. Crocifisso in Chiesa Madre e nel pavimento maiolicato della Cappella di San Pietro in Vincoli a Villa Belvedere, segno dell’interesse del Principe per la sua Carini, nonostante gli importanti ruoli cittadini.

Si farà seppellire insieme alle 2 mogli nella cappella privata di famiglia che si trovava nell’altare maggiore della Chiesa Madre di Carini.

Grazie ai “Carinesi d’America”

La tela, il cui autore è al momento ignoto, è stata acquistata da Vito Badalamenti, Presidente dell’Associazione “Alla ricerca di Laura“, grazie alle donazioni di alcuni mecenati italo-americani carinesi. A svolgere un importante ruolo nella vicenda Gianfranco Lo Piccolo, che ha curato i contatti tra Badalamenti e l’ultimo proprietario della tela, Pierluigi Martorana, proprietario di Palazzo Asmundo a Palermo.

Il quadro è costato 20mila euro – racconta Badalamenti – e raffigura il principe Vincenzo IV La Grua, nato nel 1664 a Carini e morto a 80 anni. Siamo orgogliosi di riportare l’opera di pregio all’interno del castello e faranno degli studi per cercare di scoprire da chi è stata realizzata“.

La tela sarà esposta dal 12 settembre per far si che chi ha partecipato alla donazione necessaria per l’acquisto possa essere presente in occasione della cerimonia. “Siamo grati a coloro che hanno contribuito all’acquisto dell’opera che – commenta il vice sindaco e assessore ai Beni culturali salvo Badalamenti – arricchirà il patrimonio culturale dell’antico maniero“.

Una tela “migrante”

La tela quando si trovava a Palazzo De Spuches a Carini nel 1984

La tela sino agli inizi del 1900 si trovava in una delle sale del piano nobile del Castello La Grua Talamanca, poi era scomparsa. Riappare in un servizio fotografico, commissionato dalla Biblioteca Comunale di Carini nel 1984, all’interno di uno dei saloni di Palazzo De Spuches principi di Galati in via Roma a Carini (oggi il rudere accanto la Chiesa degli Agonizzanti) per poi sparire nuovamente quando parte del palazzo crollerà sul finire degli anni ’80.

Circa 20 anni fa ricompare in un salone di Palazzo Asmundo, in Corso Vittorio Emanuele di fronte la Cattedrale di Palermo.

I munifici carinesi d’America

Oggi ritorna a Carini grazie alla munificenza dei seguenti carinesi:

Vito Badalamenti, Vincenzo Candela, Matteo Lo Piccolo, Francesco Leone (in memoria di suo padre Ing. Giuseppe Leone), Salvatore  Giambanco, Giuseppe Satiro, Federico Daví, Filippo Failla. Francesco Marcianó, Antonio Sparacio, Salvatore Marsala, Natale Amato, Maurizio Randazzo, Pietro Carcioppolo, Francesco Failla, Giovanni Aiello, Ignazio Caruso, Vito Bua, Giuseppe Gallina, Rosario Finazzo, Francesco Pellerito, Rosario e Salvatore Monterosso, Antonio Cusumano, Vincenzo Bua, Vittorio Failla, Giuseppe Ferranti, Mauro Oliveri.

Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

Un pensiero su “Il ritorno del Principe di Carini

  • Sono contento per questo lieto fine. Un ringraziamento personale va a quei carinesi che vivono negli States e hanno messo le mani in tasca e alle persone che si sono adoperate per riportare il bene sottratto al nostro territorio.
    Grazie di ❤️

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