Palermo, 20 febbraio 2025
Le immagini di una Palermo martoriata dai delitti di mafia e immortalata attraverso 44 scatti realizzati dai fotoreporter palermitani Franco Lannino e Michele Naccari sono adesso esposte in una mostra fotografica itinerante intitolata “Macelleria Palermo” che farà tappa, venerdì 21 febbraio, presso la sede dell’ARVIS di via Giovanni di Giovanni 14 a Palermo.
La storia attreverso le immagini

È un pezzo di storia italiana, forse la più tragica, quello documentato dagli scatti fotografici di Lannino e Naccari, che consente ai visitatori di osservare, attraverso gli occhi dei due fotoreporter palermitani che in quegli anni documentarono con instancabile e puntuale spirito di servizio la ferocia dei delitti di mafia in una Palermo, quella a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, protagonista di una spietata mattanza culminata nella stagione stragista del 1992.

Immagini drammatiche, spesso crude e strazianti, quelle che in quegli anni si presentavano agli occhi dei cronisti e dei fotoreporter palermitani che correvano da un punto all’altro della città per documentare e fotografare la lunga scia di sangue che le guerre di mafia dei Corleonesi, giorno dopo giorno, stavano lasciando dietro di sé, per le strade di una Palermo sconvolta dalle bombe e macchiata dal sangue degli omicidi che ricopriva i muri e le strade di Palermo.
L’occhio attento del fotoreporter

In molti casi era proprio l’occhio attento e smaliziato del fotoreporter, come racconta lo stesso Franco Lannino, a notare sul luogo del delitto un dettaglio importante come l’impronta di una scarpa o ad individuare, tra la folla, la presenza di un individuo sospetto, consentendo così agli inquirenti di imboccare la pista giusta per potere venire a capo di un omicidio o di una strage mafiosa.

Oggi il modo di fare fotogiornalismo a causa delle tante, troppe limitazioni giuridiche alle quali i fotoreporter sono soggetti, è cambiato: le scene del crimine sono diventate sempre più inaccessibili e ai cronisti non è più consentito fare informazione intervistando direttamente gli inquirenti sui luoghi dove sono stati compiuti gli omicidi limitando così, quel diritto all’informazione che sta alla base di qualsiasi paese voglia definirsi democratico.
La mafia non spara più, si accorda
Anche Palermo è cambiata nel bene, ma anche nel male: se oggi si uccide meno per mafia, preferendo al piombo una più indiscreta e proficua ricerca di accordi e alleanze anche con l’imprenditoria e la politica locale, la città conserva ancora le ferite morali di quel sanguinoso periodo ma soprattutto una memoria storica di un recente passato, rimasto impresso negli occhi di tanti palermitani e negli scatti di un pugno di valorosi fotoreporter che in quegli anni non ebbero paura di documentare, con il loro lavoro, una città divenuta una “macelleria” a cielo aperto.
I giorni e gli orari di visita osservati saranno i seguenti: da Lunedì a Sabato dalle ore 18,00 alle ore 20:30 presso la Galleria FIAF ARVIS PALERMO in via Giovanni Di Giovanni 14.
Michelangelo Marino
