Sembra giungere a conclusione la vicenda per la quale l’ex sindaco Stefano Bologna e l’ex Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Rossella Puccio sono stati recentemente citati in giudizio dalla Procura Regionale della Corte dei Conti.
L’accusa della quale dovevano rispondere era di danno erariale nei confronti del Comune di Isola delle Femmine, in seguito all’approvazione di un rimborso illegittimo di spese legali pari a 15.000 euro, in favore del Sig. Orazio Billeci, all’epoca dei fatti consigliere comunale di maggioranza del gruppo “Un’altra Isola…Sì”, la cui figlia Giovanna è attualmente consigliera comunale tra le fila della medesima compagine politica guidata sempre da Bologna.
I fatti
I fatti risalgono all’epoca dell’Amministrazione Bologna, negli anni 2014-2020, quando, con Delibera n.197 del 30.12.2019, l’allora Giunta municipale, di cui facevano parte Stefano Bologna e Rossella Puccio, “decideva di accordare il pagamento delle spese legali richieste dal sig. Billeci per il procedimento penale n. 9878/99, che venivano liquidate con il mandato di pagamento n. 1323 del 22.06.2020 dell’importo di euro 15.000,00 (Determinazione n.492 ndr.)”.
Contravvenendo alla sentenza n.233 del 18 gennaio 2013 del Tribunale di Palermo, che rigettava la richiesta di rimborso avanzata dall’ex consigliere nei confronti del Comune di Isola delle Femmine e, al contempo, condannava esclusivamente Billeci al pagamento dell’onorario al suo avvocato.
In sostanza, con l’adozione della Delibera di Giunta n.197 del 30.12.2019, dichiarata “palesemente illegittima”, l’allora Amministrazione Bologna faceva gravare ingiustamente sulle casse comunali le spese sostenute dal Sig. Billeci per la sua difesa nel procedimento penale n.9878/99 RGNR.
Da Bologna a Bologna…

Per di più, stride ulteriormente il fatto che il Sig. Orazio Billeci fosse, all’epoca del rimborso, consigliere di maggioranza dell’Amministrazione guidata dall’allora sindaco Bologna, proprio colui che, nel lontano 1999, lo aveva denunciato, costringendolo ad affrontare un procedimento penale durato quasi 5 anni.
Per non parlare del fatto che l’attuale normativa prevede che il rimborso delle spese legali agli amministratori locali è ammissibile, nel caso di sentenza di assoluzione, solo dopo “preventiva programmazione della spesa in bilancio”.
E, in riferimento a quegli anni, conosciamo tutti la situazione economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine, che poi è sfociata, nel 2023, con la dichiarazione di dissesto finanziario, intimata, a seguito di diffida, al Consiglio comunale da parte del Commissario ad acta, dott. Giuseppe Petralia.
Sicuramente, anche volendo, pur non tenendo conto della sentenza del Tribunale del 2013 (tra l’altro, passata in giudicato), nel Comune di Isola delle Femmine, come più volte segnalato dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, non sussistevano minimamente le condizioni atte a garantire il rispetto degli equilibri di bilancio, tali da poter giustificare l’esborso (peraltro illecito) di quei 15.000 euro all’allora consigliere Orazio Billeci.
Debiti non pagati
Eppure, nonostante ciò, all’epoca, pur di garantire l’interesse privato del proprio consigliere, l’Amministrazione Bologna preferì non pagare alcuni servizi legittimi di pubblica utilità, producendo un debito con l’erario statale di circa 500.000 € di IVA da Split Payment,.
- un decreto ingiuntivo da parte della società AGESP di circa 420.000 € per fatture precedenti non pagate relative al servizio di raccolta rifiuti e pulizia del paese;
- un decreto ingiuntivo da parte della Ditta Sofia per fatture non pagate relative ad interventi di illuminazione pubblica;
- il mancato pagamento di un anno e mezzo di canone di affitto dei locali in cui risiede la Polizia Municipale e dei canoni demaniali;
- la mancata restituzione al 31.12.2019 di circa 1.729.000 € di anticipazione di tesoreria, i;
- mancato pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti comunali.
In sostanza, si preferì sottrarre alle casse comunali soldi pubblici dei cittadini per coprire il rimborso spese illegittimo del proprio consigliere.
I fatti ve li raccontiamo da anni
Per chi volesse approfondire ulteriormente e in dettaglio tutta la vicenda politica e giudiziaria che, illo tempore, ha generato i presupposti per la recente configurazione del danno erariale con spiacevoli conseguenze per gli attuali consiglieri Stefano Bologna e Rossella Puccio, può leggere i nostri precedenti articoli, che dimostrano la correttezza e la puntualità della nostra informazione:
- https://www.ilvespro.it/2022/03/24/comune-di-isola-delle-femmine-il-prestito-e-servito/
- https://www.ilvespro.it/2024/12/30/isola-stefano-bologna-e-rossella-puccio-citati-in-giudizio-per-danno-erariale/
Con sentenza n.208/2025 del 04.07.2025 (consultabile pubblicamente al seguente link https://banchedati.corteconti.it/documentDetail/SICILIA/SENTENZA/208/2025), la Corte dei Conti,Sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, ritenendo non dovuto e ingiustificato l’esborso delle spese legali all’ex consigliere Billeci, ha confermato l’ipotesi di danno erariale precedentemente formulata dal Procuratore regionale.
I motivi della condanna
Da qui la condanna per l’ex assessore e attuale consigliere Rossella Puccio al pagamento, in favore del Comune di Isola delle Femmine, della somma di 3.750 euro (il 25% del totale di 15 mila euro), oltre gli interessi calcolati su tale importo a partire dalla data di pubblicazione della sentenza (4 luglio 2025) fino al giorno in cui avverrà l’effettivo risarcimento del danno.
Inoltre, la consigliera Puccio dovrà versare nelle casse dell’Erario anche la somma di 479,24 euro come compensazione delle spese di giudizio.
Nelle motivazioni della sentenza viene evidenziata la palese “gravità della colpa della sig.ra Puccio, che ha approvato la proposta di rimborso, pur avendo o dovendo avere la consapevolezza dell’infondatezza manifesta dell’istanza di rimborso formulata dal Billeci”.
Si fa, poi, riferimento alla famigerata Delibera di Giunta n.197 del 30.12.2019, la quale, secondo la Corte dei Conti, “contiene numerosi elementi che avrebbero dovuto indurre la convenuta (Rossella Puccio ndr.) a votare in senso contrario o, quanto meno, a chiedere un approfondimento”, “tenuto conto del fatto che il Consiglio comunale si era precedentemente orientato in senso negativo e che il Billeci aveva formulato domanda di garanzia nei confronti del Comune, su cui era stata pronunciata la sentenza n.233 del 2013”.
Si legge, infine, in riferimento alla condanna per danno erariale, che “la condotta della signora Puccio appare connotata da colpa grave, intesa come gravissima negligenza, totale trascuratezza, completa indifferenza rispetto alla tutela dell’interesse pubblico, abnorme superficialità nel compimento dei doveri d’ufficio”.
Bologna ha pagato prima evitando la condanna
L’altra quota di 3.750 euro (l’altro 25% del totale), invece, era stata precedentemente pagata, in data 02 dicembre 2024, mediante assegno circolare, dal consigliere Bologna, nei confronti del quale – si legge nella sentenza – “va dichiarata la cessazione della materia del contendere…, poiché il convenuto ha proceduto all’integrale refusione del danno contestatogli in atto di citazione”.
In pratica, l’ex sindaco Bologna, ravvisando la propria responsabilità in merito al danno erariale, decide, a quel punto, di pagare preventivamente la sua quota, per evitare, non solo la condanna da parte della Corte dei Conti, ma anche il pagamento di spese giudiziarie extra.
La Procura della Corte dei Conti ha evidenziato come anche la consigliera Puccio avesse inizialmente manifestato analoga intenzione, senza, poi, darvi alcun seguito. La sentenza precisa, inoltre, che il restante 50% della somma totale, pari a 7.500 euro, era da imputare ad un altro componente della Giunta Bologna e all’allora Responsabile del I Settore, nel frattempo deceduti, e, pertanto, non “evocati nell’odierno giudizio di responsabilità erariale con conseguente scorporo delle relative quote”.
C’è una strategia dietro? O semplicemente un errore di valutazione?
Risulta strano ed inspiegabile il comportamento della consigliera Puccio che, non avendo pagato preventivamente la somma prevista, come invece fatto dal consigliere Bologna, ha deciso deliberatamente di incorrere in una condanna per danno erariale, che adesso la costringerà a sborsare più del dovuto, corrispondendo di tasca propria un importo di 4.229,24 euro più gli interessi maturati in itinere.
Che la consigliera sia stata malconsigliata? Qualora fosse così, allora meglio cambiare subito avvocato.
Alla fine pagano anche i cittadini di Isola delle Femmine
Gli interrogativi che, al momento, rimangono irrisolti sono:
1) Chi dovrà restituire al Comune di Isola delle Femmine gli altri 7.500 euro sottratti indebitamente ai cittadini isolani?
2) Cosa succederà all’ex consigliere Orazio Billeci? Dovrà pagare un’ammenda o restituire l’intero importo?
3) Chi pagherà al Comune di Isola delle Femmine gli interessi maturati, in questi 5 anni, su questa somma di 15 mila euro, sottratta, in modo illegittimo, alle casse comunali?
4) Ma, soprattutto, vista l’importanza dell’argomento, perché, all’epoca, gli altri due assessori, Giuseppe Caltanissetta e Anna Maria Lucido, non presenziarono alla seduta di Giunta in cui venne approvata la famigerata delibera n.197 del 30.12.2019, oggi dichiarata “palesemente illegittima”?
Qualcuno, forse, sapeva e non ha parlato? Rimaniamo in fervente attesa di ulteriori sviluppi.
Daniele Fanale

Non dimentichiamoli questi 4 personaggi alle prossime elezioni, hanno talmente tanti calli nella faccia che non si vergogneranno a ripresentarsi
Sicuramente se sono cosi attenti al bene comune, non vedranno l’ora di restituire questi soldi alla comunità isolana 😂😂
Comunque in fondo per 15.000 euro ci è stata lasciata in eredità la consigliera Gianna, almeno, essendo totalmente priva di qualsiasi iniziativa politica, ma limitandosi a fare la statuina e a pubblicare stories su istagram, non fa danni come al padre…
Speriamo nelle prox generazioni