Contratti d’affitto a “canone concordato”. I comuni cercano di fare i furbi.

A distanza di quasi 3 anni rincontriamo Luca Tantino per parlare dei contratti a canone concordato, perché pare che ci siano delle novità rispetto a quando questa iniziativa, portata avanti dal suo sindacato, ha visto la sottoscrizione di tanti contratti a Carini e non solo con questa agevolazione particolare.

Sì diciamo che novità vere e proprie da un punto di vista normativo non ce ne sono” – ci ha raccontato Luca –  “da un punto di vista normativo, perché le leggi sono rimaste quelle. Anzi c’è qualcosa in più che possiamo anche dire a favore di chi ha stipulato dei contratti a canone concordato o li stipulerà. Ci sono alcune novità invece purtroppo per quanto riguarda l’approccio che gli uffici comunali, segnatamente l’ufficio tributi, ha nei confronti di tutti i nostri concittadini contribuenti che hanno stipulato contratti a canone concordato”.

Luca Tantino

In cosa differisce un contratto a “canone concordato” rispetto ad un contratto normale?

Brevemente ricordiamo in cosa consistono i contratti a canone concordato e dove possono essere stipulati e perché Carini rientra pienamente fra i comuni italiani e siciliani in cui è possibile stipulare contratti a canone concordato. Intanto sono previsti da una legge quella Nazionale sugli affitti, la numero L. 431 del 1998, che prevede varie modalità di locazione degli immobili anche ad uso abitativo.

Fra le varie modalità c’è quella del canone concordato. Perché concordato? Perché si fa una mappatura del territorio e a seconda delle zone dei vari territori: servite, meno servite, periferiche, centrali, centro storico, aree rurali, si stabilisce anche un minimo e un massimo in cui il proprietario si deve, come dire, arrangiare per potere chiedere il proprio canone al suo al suo inquilino.

Questo canone non può superare i massimi consentiti dalla legge, quindi quando le organizzazioni sindacali come le nostre: Casa Mia per i proprietari e Ania per gli inquilini, vanno a verificare che effettivamente in un appartamento di Corso Italia, che rientra in una zona di Carini, il range di canone non rientra fra i minimi e massimi, possono tranquillamente assistere proprietario ed inquilino nella stipula dei contratti a canone concordato.”

Nel “caso carinese” da quando questo è possibile?

“La stipula può avvenire soltanto quando viene depositato un accordo presso l’ufficio protocollo del comune, cosa che è stata fatta nel lontano 11 giugno del 2020, quasi quindi più di 4 anni ormai sono passati e non è mai arrivata nessuna nota da parte dell’Agenzia delle Entrate a nessuno dei nostri assistiti che ha stipulato contratti a canone concordato.”

Da allora ad oggi quanti contratti avete stipulato?

Noi stimiamo di averne stipulati solo nel territorio di Carini in questi 4 anni dai 650 agli 800 più o meno, in questo range quindi c’è stata una grandissima richiesta.

Perché Carini rientra tra i comuni dov’è possibile stipulare questo tipo di contratti?

Rispetto alle diverse opzioni previste, la legge chiarisce anche che possono essere stipulati contratti a canone concordato nelle aree metropolitane che sono oggi rappresentate dai territori delle ex province regionali oggi area metropolitana della città metropolitana o di Palermo o di Catania o di Napoli.

Oggi possiamo pure darvi un’informazione in più rispetto a quella di 2 anni e mezzo 3 anni fa: possono essere protocollati accordi che prevedono la stipula di contratti a canone concordato in quei comuni in cui nei 5 anni precedenti alla stipula del contratto si siano verificati eventi calamitosi.

Da una ricerca un po’ più attenta e approfondita che abbiamo fatto, è dal 2018 che la Regione Siciliana annualmente dichiara lo stato di calamità per tutta una serie di emergenze, non ultimo quello dichiarato l’11 marzo del 2024, quindi appena l’altro ieri, con deliberazione numero 100 da parte del Presidente della attuale Presidente della Regione“.

Il resto lo trovate nella video intervista di seguito:

 

By Ambrogio Conigliaro

Giornalista pubblicista, guida AIGAE ed esperto di educazione ambientale, nel 2005 fondo Il Vespro dopo aver collaborato per anni con Carini Oggi. Lavoro per Legambiente nella Riserva Naturale Grotta di Carburangeli.

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