Isola delle Femmine: il consigliere Giuseppe Rubino sempre più vicino a Stefano Bologna.

La seduta consiliare dell’11 luglio scorso ha visto il Consiglio comunale esprimersi in merito all’adozione della pre-valutazione dell’aggiornamento del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (P.U.D.M.) del Comune di Isola delle Femmine ed alla proposta di revisione della Dividente Demaniale.

L’argomento era stato già ampiamente introdotto il 23 gennaio scorso (per saperne di più leggi qui) e rinviato per consentire ai gruppi consiliari di presentare eventuali emendamenti, necessari a definire meglio i dettagli relativi alla realizzazione del nuovo P.U.D.M.

Gli emendamenti, in questi mesi, sono stati già discussi in sede di conferenza dei Capigruppo, per trovare una soluzione condivisa da tutti, in modo da accelerare l’iter di approvazione.

11 emendamenti presentati al PUDM

Undici sono stati gli emendamenti presentati da “CambiAmo Isola”, due (di cui uno ritirato) da “Fratelli d’Italia” e uno ciascuno dagli altri gruppi consiliari. Gli emendamenti n. 1, 2, 3 e 10 sono stati ritirati dal consigliere Pagano, per non avere ottenuto la piena condivisione da parte degli altri gruppi consiliari.

L’emendamento n.1 proponeva di non assegnare in concessione demaniale alcun lotto della zona costiera rocciosa (scogliera), cancellando dal P.U.D.M. tutte le pedane, al fine di garantire la conservazione degli habitat e delle specie marino-costiere.

Per il medesimo scopo, gli emendamenti n. 2 e 3 (ritirati) proponevano la cancellazione dal P.U.D.M., come aree demaniali concedibili, dei tratti di scogliera in cui precedentemente sorgevano le strutture balneari denominate rispettivamente “Rosa dei Venti” e “La Piatta”.

Condivisi da tutti i gruppi consiliari ed approvati all’unanimità, invece, gli emendamenti n. 4 e 5, che prevedono l’eliminazione dal P.U.D.M., quali lotti demaniali concedibili, delle aree di scogliera precedentemente occupate dalle piattaforme denominate rispettivamente “Pietra Campana” e “Café del Mar”.

Un momento della seduta del 11 luglio 2024

In pratica, su queste aree non potrà più essere installata alcuna pedana.

Tutti gli altri emendamenti presentati da “CambiAmo Isola” e approvati all’unanimità hanno l’obiettivo di uniformare i lotti di spiaggia, mettendo a disposizione, per ogni unità, un punto di ristoro e un’area giochi e spazi ombreggiati, al fine di garantire un equilibrio tra i servizi offerti agli utenti e la salvaguardia paesaggistica del territorio.

Fin qui, tutto normale e pacifico, se non fosse per il consigliere Giuseppe Rubino, che ci regala sempre grandi soddisfazioni, fornendoci, tutte le volte, materiale prezioso per i nostri articoli.

“Fratelli d’Italia” allo sfascio…

Sin da subito, a telecamere spente, si assiste ad un’accesa baruffa tra i consiglieri di Fratelli d’Italia, Dionisi e Rubino. Nel momento in cui Giuseppe Rubino comunica al collega la sua ferma intenzione di votare a favore dell’emendamento proposto da Bologna, il consigliere Dionisi, visibilmente contrariato ed indispettito, esclama: «Allora, basta! Sfasciamo il gruppo!».

E’ chiaro il riferimento ad un eventuale allontanamento di uno dei due dal gruppo consiliare “Fratelli d’Italia”. Questa paventata ipotesi altera irrimediabilmente, fino alla fine della seduta consiliare, l’umore del consigliere Rubino, inizialmente apparso fin troppo scanzonato.

Eh sì, perché il consigliere Giuseppe Rubino capisce bene che l’ennesimo cambio di casacca non giocherebbe a suo favore e non gioverebbe sicuramente alla sua ormai flebile credibilità politica, ma rappresenterebbe piuttosto la prova provata che il problema risiede in lui e non negli altri, come invece vorrebbe farci credere.

D’altronde, che senso ha per lui continuare a far parte di un gruppo di cui non condivide la linea politica?

Doppio gioco in Consiglio Comunale

Le sue espressioni del volto, i suoi sguardi, i suoi gesti e soprattutto le sue azioni in Consiglio comunale denotano un malcontento palese, che solo un cambio di scranno potrebbe placare. Invece no, lui, l’incompreso, preferisce soffrire in silenzio. Sembra proprio che la sua permanenza nel gruppo consiliare “Fratelli d’Italia” gli serva solo da copertura per fare il doppio gioco: fingere di stare nell’attuale gruppo per salvare la faccia e le apparenze, ma, al contempo, fare accordi pre-consiliari con il gruppo avversario, votando secondo le direttive di Stefano Bologna ed in perenne disaccordo col collega di partito Dionisi.

Mostratosi inizialmente tra i più accaniti detrattori della consigliera Rossella Puccio e del suo eventuale posto di assessorato, adesso è diventato il suo più servile adulatore.

Ma, d’altronde, “Dio li fa e poi li accoppia”, perché Giuseppe Rubino e Rossella Puccio, in quanto ad incoerenza, tradimenti politici e scarsa preparazione istituzionale, possono fare scuola.

Consiglio Comunale del 11 luglio 2024

E proprio la vicinanza politica alla Puccio è un altro motivo che stride con la presenza di Rubino nel gruppo “Fratelli d’Italia”, dal momento che è risaputa la poca simpatia che intercorre tra Dionisi e Rossella Puccio. Il primo perché ha sempre avuto una scarsa considerazione di lei in merito alle sue capacità politiche, la seconda perché si è vista soffiare proprio da Dionisi l’ultima speranza di tornare “alla carica”.

Il servilismo politico di Giuseppe Rubino a Lady Golpe è un vero e proprio smacco al suo collega di partito Dionisi piuttosto che al Sindaco o agli altri amministratori, ma forse occorre che qualcuno glielo spieghi per bene, perché, come sempre, da solo non ci arriva. Come a scuola, forse sarebbe il caso, per i consiglieri come lui, di istituire in Consiglio comunale la figura del “consigliere di sostegno”, che possa aiutarlo passo passo a comprendere il suo ruolo istituzionale e certe dinamiche politiche.

La consigliera Rossella Puccio, nel frattempo, osserva la scena dello scontro RubinoDionisi da lontano, assumendo un’espressione frammista di fastidio e preoccupazione.

Il suo volto turbato ed il suo sguardo inquieto in direzione di Giuseppe Rubino dicono più di mille parole: crede di averlo in pugno e ha paura che il suo “pupazzo” si lasci convincere da Dionisi, venendo meno agli accordi presi.

Da “Lady Golpe” a “monachella”.

D’altronde, lei, in questo momento, deve rendere conto al consigliere Bologna, con cui confabula e inciucia già da qualche tempo, votando tutte le sue proposte e avallando tutte le sue strategie politiche. E, infatti, a quel punto, la consigliera Rossella Puccio, dismessi momentaneamente i panni di Lady Golpe ed atteggiandosi a perfetta perpetua di Bologna, lo interpella e gli riferisce le sue preoccupazioni, coprendosi la bocca con la mano per non farsi sentire.

Come se questo bastasse a dissimulare i suoi frivoli “giochetti”.

Cara consigliera, la prossima volta, provi col linguaggio dei segni, se ci riesce. Sì, perché è evidente, da tempo, che per Lady Golpe la politica isolana è tutto un gioco di inciuci infantili, che lei con “abile maestria” crede di saper giostrare. Niente a che vedere col bene del paese e della collettività. A lei interessano solo inciuci, incarichi ed indennità. La sua permanenza nel gruppo Misto risulta inspiegabile.

Forse le manca il coraggio di fare un comunicato ufficiale di rettifica al precedente. Ormai, per la sua credibilità politica non c’è più alcuna speranza, dal momento che, a quanto pare, gli stessi sostenitori del consigliere Bologna non la vedono di buon occhio e non si fidano di lei.

Dal suo canto, il consigliere Bologna non sembra interessarsi più di tanto alla querelle RubinoDionisi. Sembra alquanto distratto e preso da ben altri pensieri.

Mannaggia, fa quasi tenerezza vederlo così silenzioso ed assorto. Forse, l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio, prevista pochi giorni dopo con gli esiti che conosciamo, gli desta qualche preoccupazione? Ma no! Può essere mai? Lui ha sempre mostrato grande spavalderia in merito a questo argomento.

Nel frattempo, continua l’acceso diverbio tra Dionisi e Rubino. Il consigliere Dionisi, sempre più infastidito dai continui voltafaccia del suo collega di partito in Consiglio comunale, non vedendo altre alternative, chiude la questione dicendo al consigliere Rubino: «Va bene! Poi, ce l’andiamo a discutere a Palermo!».

Probabilmente, si riferiva alla possibilità di discuterne e portare le sue rimostranze al cospetto del loro referente politico di partito. Anche quest’altra possibilità incupisce ancora di più l’umore, già nerissimo, del consigliere Rubino, che si mostra alquanto preoccupato. La paura di essere esonerato dalla sua comfort zone, per condotta indisciplinata, segna il suo volto per tutta la seduta consiliare.

A quel punto, Rubino è in evidente difficoltà, perché è chiaro, sia dal suo comportamento che dall’atteggiamento di Rossella Puccio, che abbia già preso accordi pre-consiliari con lei e con Bologna, per votare a favore dell’emendamento proposto da quest’ultimo. Ma ciò che appare più strano è che Rubino preferisca fidarsi di Bologna piuttosto che credere alle dritte del suo compagno di partito Dionisi, pur sapendo che, tra tutti, peraltro, è quello che, per motivi professionali, ha maggiori competenze tecniche.

Il dilemma amletico di Rubino sembra essere: tradire gli accordi presi con Rossella Puccio e Bologna oppure rischiare l’esonero dal gruppo “Fratelli d’Italia”?

A quanto pare, forse, tra le due opzioni, preferirebbe la seconda, dal momento che sembra essere politicamente affetto dalla “sindrome di Stoccolma”: la “vittima” che si innamora del suo “carnefice”.

Il “Guerriero della Luce”.

Il “Guerriero della Luce”

Eh già… Non sono lontani i tempi in cui Giuseppe Rubino veniva continuamente deriso e offeso in Consiglio comunale dal consigliere Bologna per la sua vicinanza agli ambienti della sacrestia. Fino a qualche tempo fa, Bologna lo appellava “Guerriero della Luce”.

Forse, però, il consigliere Giuseppe Rubino è di memoria corta. In pratica, politicamente parlando, Rubino è nelle mani di Rossella Puccio che, a sua volta, alla faccia della coerenza, è tornata a giocare nella squadra di Bologna, con Bologna e per Bologna, pur restando paradossalmente nel gruppo Misto.

Pertanto, per transitività, anche Rubino, da tempo, ormai gioca nella squadra di Bologna.

Tutti lo hanno capito, ma lui si ostina a negare l’evidenza per ovvie ragioni. Così facendo, il volubile Giuseppe Rubino ha letteralmente tradito i suoi 300 elettori, molti dei quali delusi dal suo comportamento mutevole.

Per carità, è lecito anche cambiare idea in corso d’opera, anche per le ragioni più personali ed immotivate, ma non si possono mai tradire i propri ideali, passando dalla parte di chi, fino a qualche tempo fa, si considerava il responsabile dell’involuzione e della disfatta del proprio paese.

In prossimità della discussione relativa all’emendamento proposto da “Un’altra Isola…Sì!”, il consigliere Rubino chiede la possibilità di anticipare la votazione di quello presentato dal suo gruppo, che proponeva, nel lotto in cui attualmente sorge il “Lido del Carabiniere”, lo spostamento del percorso pedonale ad uso pubblico in un varco preesistente, e, di conseguenza, il dislocamento dell’area attrezzata per l’accesso degli animali di affezione. La proposta viene approvata all’unanimità.

Bologna propone che il Comune acquisisca il tratto di spiaggia antistante l’ex Lido Battaglia, Rubino scompare.

Al momento della presentazione dell’emendamento di Bologna, che proponeva l’acquisizione da parte del Comune del tratto di spiaggia antistante la struttura in cemento dell’ex Lido Battaglia, Rubino chiede una sospensione della seduta per conferire col suo collega Dionisi.

Una volta ripresa l’adunanza, alle ore 20.25, il consigliere Giuseppe Rubino, stretto tra due fuochi, non sapendo cosa fare, decide di non rientrare in aula, facendo l’ennesima figura del baccalà.

In apparenza, è come se avesse represso la sua manifesta volontà di approvare la proposta di Bologna, ma, nella sostanza, è come se l’avesse votata a favore, dal momento che era consapevole che l’emendamento sarebbe stato approvato con 6 voti favorevoli (Rossella Puccio, Bologna e il suo gruppo) e 5 contrari (CambiAmo Isola, Dionisi e Rappa).

I 240.000 euro di debiti del Comune verso la Regione per la spiaggia in gestione nel 2010.

Il sindaco Nevoloso, seppur evidenziando la buona fede della proposta, ha sollevato dei dubbi sulla sostenibilità economico-finanziaria da parte del Comune della gestione di un ulteriore tratto di spiaggia, visto che, al momento dell’insediamento, l’Amministrazione si è trovata ad ereditare un debito di 274.000 € con la Regione Siciliana per concessioni demaniali, risalente al 2010.

Opinione condivisa sia dal Presidente Rappa che dal consigliere Dionisi. Contrario anche il consigliere Pagano, il quale sostiene che l’unico accesso alla spiaggia in questione potrebbe avvenire solo per via laterale, a causa della presenza di una proprietà privata retrostante che ne ostacolerebbe l’accessibilità e la visibilità dalla strada.

Se Giuseppe Rubino fosse rimasto in aula, votando in linea col suo collega di partito, l’emendamento sarebbe stato bocciato, ottenendo un numero paritario di voti favorevoli e contrari.

Questo escamotage adottato da Giuseppe Rubino cambia la forma, ma non la sostanza: non esporsi per non tradire gli accordi presi. Tuttavia, questo suo atteggiamento ignavo non gli salverà faccia e credibilità.

Rubino riappare dopo 20 minuti.

Alle ore 20.47, l’errabondo consigliere Rubino rientra in aula per votare l’emendamento proposto dal gruppo Misto (approvato all’unanimità), che prevede, in zona scogliera, un’estensione massima di 250 mq per le aree attrezzate destinate alla balneazione, al fine di limitare l’insediamento, lungo la costa, di strutture imponenti, potenzialmente inquinanti per l’habitat marino e costiero.

Naturalmente, Rossella Puccio, che è il capogruppo, legge la proposta (almeno questo riesce a farlo) e Piero Rappa la spiega, a riprova della completa mancanza di capacità politiche di una consigliera con la folle ambizione di voler fare la vicesindaca.

Sebbene, negli ultimi tempi, la Puccio cerchi di atteggiarsi a pseudointellettuale (con pessimi risultati), con l’intento di esibire capacità politiche inesistenti, la sostanza non cambia, a dimostrazione che è proprio vero che “l’abito non fa il monaco”… semmai fa la “monachella”.

La pre-adozione del P.U.D.M. sarà approvata all’unanimità nel corso della successiva seduta consiliare del 18 luglio.

Il percorso politico di Giuseppe Rubino, fin qui, è stato tutto un abbandono continuo. Una folle ed inarrestabile fuga dal suo gruppo di origine, dalle sedute consiliari, dalla sua coerenza, dalle sue convinzioni, dall’impegno preso con i suoi elettori, dai suoi millantati ideali, dai suoi doveri istituzionali, da se stesso. Insomma, un cervello… in fuga.

I suoi sporadici ritorni dalla fuga sono sempre stati solo a beneficio del consigliere Bologna e non della cittadinanza. Infatti, allo stato attuale, il consigliere Giuseppe Rubino più che un Fratello d’Italia sembra essere un Fratello di…Bologna.

 

Se resto sul lido,                                                     

Se sciolgo le vele,                                                      

Infido, crudele                                                        

mi sento chiamar:                                                   

E intanto confuso                                                   

Nel dubbio funesto,                                                                                                       

Non parto, non resto,                                            

Ma provo il martire

Che avrei nel partire,

che avrei nel restar

(“Didone abbandonata” – Metastasio)

 

«Tu vuoi saper s’io vada / Tu vuoi saper se resto. /

 Sappi, ben mio, che questo / non lo saprai da me. //

 Vuoi ch’io dica perché non lo dico? / Non lo dico, oh

destino inimico! / Non lo dico, oh terribile intrico /

 Non lo dico, perché non lo so»

(Alessandro Manzoni)

 

Daniele Fanale

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