Storia di come si può rubare la democrazia
Sono trascorsi più di 15 anni da quando decisi di dedicare parte del mio tempo all’attivismo politico, per cercare di far sì che quanto fatto in oltre un decennio (allora) di impegno civico nel volontariato, potesse essere attuato dalla politica locale.
Le mie basi politiche di famiglia erano abbastanza variegate ed io non avevo mai fatto militanza attiva per nessuno, ma ne sapevo abbastanza ed avevo sviluppato gli anticorpi giusti per non essere fagocitato dal sistema. Con un amico avevamo creato un movimento apartitico, per cercare di coinvolgere i cittadini, ma nei comuni le parentele e le promesse la fanno da padrone, ci voleva qualcosa di meglio e più dirompente.
Seguivo da un po’ di tempo un “tipo” considerato un pazzo dal sistema, perché parlava di energie rinnovabili, di ecologia, di antisistema politico, di democrazia dal basso: Beppe Grillo.
Primi tempi in solitaria, nessuno credeva che un comico potesse parlare seriamente di politica, ma tra i tanti si è dimostrato quello più serio e con le idee più chiare e futuristiche. I “V-Day” fatti anche a Carini nel 2007 e nel 2008 con pochissimi amici. Gli incontri per parlare di antimafia, quando a Carini avevano arrestato mezzo paese…
Nel 2009 nasce il Movimento 5 Stelle e 2 anni dopo anche Carini ha il suo gruppo, sino ad arrivare nel 2012 alla grande manifestazione di Piazza Duomo con la presenza di Beppe Grillo per le elezioni regionali.
Nel 2015 ci proviamo anche noi, alle elezioni comunali, con una lista composta da cittadini che si presenta da sola contro le corazzate multilista dei vecchi partiti. Sfioriamo il ballottaggio per poco più di 250 voti, ma il consenso ricevuto dai cittadini ci consente di portare dentro il palazzo 3 Consiglieri Comunali.
Sindaco viene eletto Giovì Monteleone, 35 anni di presenza in Consiglio di cui 4 da Assessore, supportato da ben 6 liste: il PD e 5 liste civiche.

Dopo il caso delle firme false “ricopiate” a Palermo dalla lista del Movimento 5 Stelle, che però non aveva eletto nessuno in Consiglio Comunale, in vari comuni d’Italia si cominciarono a riscontrare le medesime irregolarità. A quel punto mi attivai per controllare se nelle elezioni carinesi del 2015 si fossero rispettate le regole oppure no.
Un paio di giorni prima di Natale 2016 mi recai presso gli uffici sede della Commissione Elettorale Circondariale per chiedere di accedere agli atti. Essendo un Consigliere Comunale, nell’esercizio delle sue funzioni, sarebbe bastata una semplice richiesta verbale, rispetto alla normale prassi che devono seguire i cittadini, ovvero la richiesta per iscritto e motivata. Questo perché un Consigliere ha funzioni ispettive e di controllo rispetto all’amministrazione di un comune. Ai dubbi della dipendente comunale responsabile, presentai formale richiesta al Protocollo del Comune e subito tornai nell’ufficio preposto per visionare gli atti e farne qualche copia in digitale, anche se era il 22 dicembre…
La sorpresa fu enorme sfogliando i fogli dei tanti faldoni che costituivano gli atti relativi a tutte le liste presentatesi, che erano state ben 15: 1) L’Altra Carini, 2) Carini si sveglia, 3) Identità e Futuro – Comitati Civici, 4) Azione Popolare, 5) Partito Democratico, 6) Movimento Civico Scruscio (tutte queste per Giovì Monteleone); 7) Carini Pulita, 8) Patto dei Democratici per le Riforme (per Gianfranco Lo Piccolo); 9) Azzurri per Carini, 10) Nuovo Centro Destra (per Giuseppe Mannino); 11) Rete Civica Nazionale, 12) Carini 2025, 13) Dalì Sindaco (per Eusebio Dalì); 14) Movimento 5 Stelle (per Ambrogio Conigliaro); 15) Italia dei Valori (per Silvana Gambino).

Diverse liste presentavano già a prima vista numerose anomalie nella presentazione che, stando a quanto previsto dalle norme, ne avrebbero motivato l’esclusione dalla competizione elettorale. Com’era possibile che la Commissione Elettorale non si fosse accorta di ciò?
Com’era possibile che non si fossero accorti delle decine e decine di fogli assemblati alla meno peggio senza timbri e firme necessari?
E, cosa ancora più lampante, moltissime delle firme raccolte per la presentazione delle liste, ovvero le firme che devono mettere i cittadini su appositi moduli per consentire ad una lista di potersi presentare per le elezioni, erano palesemente apposte tutte con la stessa calligrafia. Non una vaga somiglianza… la firma di molti cittadini era identica, spesso uguale a quella di chi aveva compilato gli stessi moduli.
A questo punto era necessario procedere alla copia di tutti gli atti. Centinaia di pagine da fotocopiare, cosa che ho fatto durante le vacanze di Natale, comprando pure la carta agli uffici comunali che ne erano sprovvisti.
Dall’analisi delle pagine veniva fuori che ben 4 liste su 6 che aveva appoggiato la candidatura di Giovì Monteleone non erano conformi a quanto previsto dalla legge elettorale e dovevano essere escluse dalla competizione. Due perché avevano raccolto le firme palesemente su fogli volanti e poi li avevano assemblati in un unico documento e con un’unica autentica, atto quest’ultimo non consentito. Altre 2 liste invece presentavano tante firme sospette, che sembravano apposte da una stessa persona. In una delle 2 liste addirittura tutte le firme sembravano apposte da 3 distinte calligrafie.
Risultava pure dai moduli che diversi cittadini avevano firmato per 2 liste contemporaneamente, cosa vietata dalla legge e punibile con una sanzione da 200 a 1.000 euro. Io ne avevo riscontrate una decina, la DIGOS (Polizia di Stato) ne ha identificate 78.
Nessun errore nelle liste a supporto di Gianfranco Lo Piccolo e nemmeno in quelle a supporto di Giuseppe Mannino.
Anomalie presentavano invece le 3 liste a supporto di Eusebio Dalì, tutte compilate nello stesso giorno e con tanti spazi bianchi tra un foglio e l’altro.
In pratica, se la Commissione Elettorale Circondariale avesse fatto quanto previsto dalla legge, ovvero: “accertare la regolarità delle autenticazioni ed il possesso da parte dei sottoscrittori del requisito di elettori iscritti nelle liste elettorali del comune”, avrebbe dovuto escludere 4 delle 6 liste a supporto di Monteleone, che a qual punto avrebbe partecipato alla competizione elettorale soltanto con PD e “Movimento Civico Scruscio”.
Quale sarebbe stato l’esito elettorale a questo punto, con oltre 100 candidati in meno al Consiglio Comunale solo per Monteleone?
Chi sarebbe andato al ballottaggio?
Quale amministrazione comunale avremmo avuto tra il 2015 ed il 2020? E di conseguenza oggi?
Nel prossimo articolo i dettagli della denuncia presentata ed i riscontri accertati dagli inquirenti già nel 2017.
