21 Giugno 2024
CronacaIsola delle FemminePolitica

Isola delle Femmine, il consigliere Dionisi “messo nel sacco” da Stefano Bologna.

Durante la seduta consiliare del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine del 18.05.2023, ha sicuramente tenuto banco un argomento all’ordine del giorno “caldissimo”, ovvero la mozione di sfiducia, presentata dal consigliere Bologna e dal suo gruppo consiliare, nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, Piero Rappa, “con contestuale indicazione del nominativo del nuovo presidente, da individuarsi nella persona del sig. Vincenzo Dionisi ”.

Bologna, in apertura, chiede di anticipare la trattazione di questo punto, che era previsto alla fine, anteponendolo a quello riguardante l’elezione del nuovo Vicepresidente del Consiglio, a seguito delle dimissioni da parte di Dionisi.

Richiesta che trova subito l’avallo dei consiglieri Dionisi e Rubino e l’opposizione da parte di Rappa, Rossella Puccio e dei restanti consiglieri di “CambiAmo Isola”.

Pertanto, con 7 voti favorevoli e 5 contrari, la proposta viene accolta (vedi il video della votazione).

E’ plausibile pensare che, forse, qualcuno voleva prima vedere come andasse a finire la mozione di sfiducia, per poi decidere come votare in merito all’elezione del Vicepresidente.

I “motivi” della sfiducia

Tra le motivazioni esposte da Bologna, a supporto di questa mozione, il fatto che il Presidente del Consiglio, essendo una figura non politica, sarebbe dovuta venir fuori da un confronto istituzionale tra le parti, mentre l’elezione di Rappa, nella prima seduta consiliare del 2020, è stata frutto di un “incidente” (si riferisce all’errore commesso dal suo consigliere Benedetto Nevoloso in corso di votazione).

Inoltre, accusa Rappa di essere incompatibile con questo ruolo, dal punto di vista morale e deontologico, in quanto “colpevole” di avere accettato l’incarico con il supporto del gruppo afferente a Nevoloso e Pagano, rei, di averlo fatto mettere sotto inchiesta per falso in bilancio, con le loro denunce.

Infine, motiva la scelta ricaduta su Dionisi solo sulla base del fatto che, potendo eventualmente ricevere i voti da parte dei consiglieri del suo gruppo, la sua figura potesse essere il «frutto di un confronto istituzionale» (dal minuto 1:20 a 10:10).

Come a dire, non ho scelto te perché hai particolari qualità politiche in più rispetto a Piero Rappa o a chicchessia, ma solo perché, in questo momento, mi fai comodo per raggiungere il mio obiettivo, visto che rappresenti una crepa nel gruppo avversario.

Mica, Bologna, durante il suo intervento, adduce nobili motivazioni relative allo spessore politico o alle competenze di Dionisi.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere: perché lui e non un altro che poteva essere ugualmente «frutto di un confronto istituzionale» con il supporto del gruppo avversario?

Che, poi, realmente c’è stato questo confronto tra Bologna e Nevoloso o tra Bologna e Pagano?

Da quello che si è visto e sentito in Consiglio, non sembrerebbe proprio.

Confronto tra le parti? Presidente frutto di un confronto istituzionale? Dionisi come alternativa e soluzione all’“incidente” del 2020?

E noi cittadini possiamo mai essere così balordi da credere a queste incredibili mistificazioni?

Ma quando mai Bologna si è interessato del confronto istituzionale, accantonando, per un solo secondo, le sue smisurate ambizioni politiche e la sua insaziabile sete di potere?

O Bologna, di colpo, ha deciso di aspirare alla santità, attraverso l’esercizio continuo delle virtù tipico di una vita ascetica, o ci sta raccontando solo un sacco di fandonie.

La verità, come più volte ripetuto dal consigliere Pagano, è che ha solo cercato di attuare un’abile mossa strategica, per spaccare il gruppo politico avversario, seminando zizzania, al fine di recuperare la maggioranza consiliare perduta. Invece di fare tutta questa prosopopea, bastava dirlo, no? D’altronde, sappiamo tutti che è sempre stato avvezzo a questi giochetti.

Le motivazioni del Consigliere Dionisi

Il consigliere Dionisi, invece, ribadisce le motivazioni delle sue dimissioni e giustifica il suo voto favorevole alla mozione di sfiducia, assurgendoci al ruolo di influencer della politica isolana, capaci addirittura di “condizionare” le decisioni in Consiglio comunale («Come dice questo articolo», «non l’ho scritto io», ci tiene a precisare).

Infatti, citando qualche passaggio di alcuni nostri precedenti articoli, pubblicati su Il Vespro, accusa Rappa e Rossella Puccio di avere contribuito al dissesto finanziario, di non essersi presentati durante l’approvazione del Rendiconto 2019, mostrando mancanza di coraggio e senso di responsabilità verso i cittadini, e di essere confluiti nel gruppo misto, in attesa di qualche “trattativa”.

La “Trattativa”

Infine, sostiene di essersi opposto ad una ipotetica “trattativa” (mai, ad oggi, concretizzatasi) che, da voci popolari, non confermate da persone del suo gruppo, vedeva la possibilità di nominare Rossella Puccio quale quinto assessore dell’attuale Giunta, precisando che, in ogni caso, non si trattava di una promessa personale fatta da parte del sindaco Nevoloso.

Si trattava, secondo quanto riportato da Dionisi e successivamente confermato anche dal Sindaco, di un avvicinamento della consigliera Rossella Puccio alla forza politica rappresentata, a livello regionale, dall’On. Edy Tamajo, che poteva, in futuro, convergere su una visione comune di intenti e di programma anche a livello locale (dal minuto 12:23 a 20:30 e da 53:30 a 55:40).

In merito a questa fantomatica promessa di assessorato, Pagano sostiene che sia stato proprio Bologna a mettere in giro questa voce, per vendicarsi di Rossella Puccio, che, nel frattempo, lo aveva abbandonato, rifiutandosi di firmare la mozione di sfiducia contro l’amico Rappa, già ad agosto 2022.

Inoltre, svela un retroscena sul nostro dormiglione consiliare, Maurilio Puccio, il quale pare fosse proprio in procinto di effettuare un cambio di casacca, pur di avere il posto di Presidente del Consiglio, salvo, poi, ripensarci più volte (dal minuto 21:25 a 29:48).

Ma, d’altronde, comprendiamo bene la scelta di Maurilio di battere in ritirata, perché è chiaro che sarebbe stato fin troppo impegnativo questo ruolo per lui, che non avrebbe potuto più approfittare delle sedute consiliari per farsi dei bei sonnellini ristoratori a pagamento (grazie al gettone di presenza).

La difesa del Presidente Rappa

Il Presidente Rappa sottolinea come, sulla base degli interventi di Bologna e Dionisi, questa mozione abbia un contenuto squisitamente politico e non faccia mai riferimento a gravi e reiterate violazioni dello statuto e del regolamento, ravvisabili da parte della sua persona nella gestione dell’attività istituzionale (dal minuto 40:25 a 47:50).

Il sindaco Nevoloso conferma di avere interloquito con tanti consiglieri, tra cui Rappa, Uva, Maurilio e Rossella Puccio, che hanno manifestato, nel tempo, il loro dissenso nei confronti del loro leader politico, precisando che non c’è mai stato un accordo politico con Rappa e Rossella Puccio, tanto che ognuno di loro ha sempre votato autonomamente le proposte in Consiglio.

Il Sindaco Nevoloso racconta…

Infine, Orazio Nevoloso riferisce di un episodio risalente al 1995, quando Dionisi, a seguito di un accordo politico con il suo gruppo e con l’allora candidato a sindaco Stefano Bologna, avrebbe dovuto essere nominato Presidente del Consiglio, salvo poi non esserlo mai divenuto per un voltafaccia improvviso.

«A distanza di 35 anni – asserisce sarcasticamente Nevoloso – probabilmente i rimorsi di coscienza spingono oggi il consigliere Bologna a proporre nuovamente il consigliere Dionisi. Ma, questi non sono stati 35 anni di pace. Il consigliere Bologna ha tentato di “eliminare” politicamente e professionalmente Dionisi…Dopo 35 anni di persecuzione personale, professionale e politica, il consigliere Bologna viene qua e propone l’elezione del consigliere Dionisi!…Questa mozione offende più di tutti il consigliere Dionisi» (dal minuto 48:00 a 1:08:12).

L’ex Vicepresidente del Consiglio, a quel punto, si mostra palesemente infastidito, cercando di interrompere l’intervento di Nevoloso, intento a ripercorrere alcuni episodi passati, che vedevano Dionisi professionalmente vessato da Bologna.

Ma come?! Nevoloso serve un assist pazzesco a Dionisi per replicare ad anni di «persecuzioni» e, invece, lui decide volontariamente di non tirare il goal decisivo della sua partita, a porta vuota?

Strano, molto strano. Tutti, almeno una volta, in questi anni, abbiamo ascoltato le furenti parole di contestazione di Dionisi contro Bologna, reo – a suo dire – di essere la causa dell’ostruzionismo riscontrato presso l’Ufficio Tecnico Comunale.

Convertito anche lui sulla via di Damasco?

La discolpa di Dionisi

Dionisi, a sua discolpa, dice di non essere stato lui a cercare Bologna (dal minuto 1:16:30 a 1:17:15), ma questo non significa che chi non cerca è meno “colpevole” di chi cerca, se poi accetta ugualmente l’accordo da parte di chi gli è stato nemico per tutta la vita.

Eppure, durante la seduta consiliare del 14 settembre 2021, Dionisi, infuocato, rivolge a Bologna queste testuali parole, con toni particolarmente accesi: «Siccome il consigliere Bologna ha detto che io non ero candidabile… Io mi posso vantare di avere sempre fatto politica pulita e questo documento che ho nelle mani, che ho ritirato quando tu (rivolgendosi a Bologna) ci hai fatto fare il processo di incandidabilità… No, dobbiamo dire la verità! Dobbiamo dire la verità!… Questa è la Procura della Repubblica, la DDA (cfr. Direzione Distrettuale Antimafia). Lo sai che cosa dice la DDA? La Commissione di accesso ha accertato che l’Amministrazione guidata da Bologna faceva favori a soggetti della locale famiglia mafiosa. Questa è la verità! Questo devi mettere a verbale!» (dal minuto 17:35 a 19:10).

C’erano una volta… le “turbe dionisiache”

Eh già… sono lontani i tempi in cui Dionisi accusava Bologna di favorire soggetti della locale famiglia mafiosa e quelli in cui Bologna parlava di “turbe dionisiache”.

Sono lontani anche i tempi in cui Bologna, durante tutta la precedente legislatura, “metteva alla gogna” i cosiddetti “odiatori seriali”.

Adesso, addirittura, gli “odiatori seriali” sono incoronati con foglie di alloro ed indicati come papabili sostituti di Presidenti del Consiglio da sfiduciare.

Tutto questo non suona strano? Forse a tutti, tranne che ai consiglieri Dionisi e Rubino.

Fossi stato nei panni del consigliere Dionisi, non mi sarei sentito per niente lusingato nell’essere indicato, quale nuovo Presidente del Consiglio, da uno di cui la DDA scriveva di fare «favori a soggetti della locale famiglia mafiosa». Anzi, proprio l’esatto contrario.

Inoltre, mi chiederei anche il perché la scelta sia ricaduta proprio su di me e non su altri.

E’ mai possibile che Dionisi, che pure sappiamo essere una persona scaltra e politicamente capace, non abbia fatto queste valutazioni, prendendo in considerazione l’ipotesi di un bluff architettato ad arte contro di lui?

Accordi estivi?

Che già ci fosse un accordo tra Dionisi e Bologna, sin da agosto 2022, per sfiduciare Piero Rappa e proporlo come sostituto, come sostiene la consigliera Rossella Puccio?

«Io, già l’anno scorso, nell’agosto 2022 – ha dichiarato Rossella Puccio – ho avuto il piacere di avere in anticipo la mozione di sfiducia verso il Presidente Rappa con indicazione, come Presidente del Consiglio, del consigliere Dionisi. E’ stato uno dei motivi per cui mi sono staccata dal mio gruppo “Un’altra Isola…Sì”».

Peccato, consigliera, averlo detto solo ora e non quel famoso 16 settembre 2022, in occasione del suo comunicato stampa.

Sarebbe stata tutta un’altra storia e ne avrebbe sicuramente giovato la sua credibilità.

«Io ritengo che, oggi, come nel 2022 – ha proseguito – non ci siano i presupposti per una sfiducia al Presidente. Non vedo dei motivi seri, anzi vedo, più che altro, rabbia e una voglia di vendetta per quello che è successo nell’Ottobre 2020, alle elezioni comunali. Non ho visto nessuna nomina che riguarda i consiglieri che hanno vinto queste elezioni» (dal minuto 10:35 a 12:00).

Un cammino di fede…

Che anche in questo caso ci sia una sorta di cammino di fede in atto, come nel caso di Bologna?

Prima “Padre” Bologna che vuole riparare al danno commesso da Benedetto Nevoloso e restituire quel famoso posto di Presidente negato nel lontano 1995, ravvisando in Dionisi il frutto del suo confronto istituzionale…a due!

Poi, “Suor” Rossella Puccio che, immemore del suo belligerante passato, vorrebbe sanare un’ingiustizia subita dai consiglieri vincitori delle elezioni, che non hanno mai ricevuto “nomine”.

Infine, il “Pio” Dionisi, che, colpito da amnesia totale, dimenticandosi delle sue “turbe dionisiache” e del suo burrascoso passato con Bologna, si immola quale agnello sacrificale, affinché si compiano le “sacre” scritture di “Padre” Stefano.

Quanti ravvedimenti in un colpo solo!

L’aula consiliare, per qualche ora, sembrava essersi trasformata in un ritiro spirituale di penitenti.

Sta di fatto che, in mezzo a tutti questi buoni propositi di pace, amore e fratellanza, c’è sempre stato un incarico di mezzo.

Dal suo canto, Dionisi nega che ci fosse già un accordo con Bologna nel 2022. E negano di esserne a conoscenza anche i consiglieri del gruppo Bologna, sebbene Rossella Puccio rincari la dose, dicendo: «Quella mattina, in quella riunione, mi è stato proprio detto che mancava solo ed esclusivamente la mia firma» per la mozione di sfiducia (dal minuto 34:25 a 35:30).

Gli incontri al “baretto della politica isolana” – luglio 2022

Il baretto della politica isolana

Eppure, 9 mesi fa, il 10 Luglio 2022 (proprio due mesi prima del comunicato stampa di Rossella Puccio), il consigliere Dionisi, a sua insaputa, era stato pubblicamente immortalato, con tanto di video, seduto al tavolo del baretto della politica isolana, proprio con Stefano Bologna, anche se l’ex Vicepresidente ha sempre sostenuto di essere caduto in un tranello.

Ma no, dai… E, adesso, per la seconda volta, si fa mettere di nuovo nel sacco da Stefano Bologna? Ma non è da lui!

No, la mia mente, ora come allora, si rifiuta categoricamente di credere all’ipotesi di un avvicinamento tra i due, con accordo pregresso, finalizzato ad un’operazione di “scippo-poltrona” ai danni di Rappa.

Sarò impopolare, ma piuttosto voglio continuare a credere alla buonafede del consigliere Dionisi, che, ahinoi, pare sia di nuovo abboccato all’amo di Bologna. In ogni caso, saranno il tempo e le azioni in Consiglio Comunale a svelarci chi, oggi, dice realmente la verità. Prossimamente su questi schermi.

Colpo di scena

Alla fine, assistiamo ad un colpo di scena clamoroso: la mozione di sfiducia riceve 7 voti favorevoli (gruppo Bologna + Dionisi e Rubino) e 5 contrari (Pagano, Catania, Scarpa, Rappa, Rossella Puccio) e pertanto viene respinta, non essendo stato raggiunto il quorum previsto dalla legge n.3735 del 1997, art.11 bis, così come modificata dalla Legge Regionale n.6 del 2011 (i 2/3 dei consiglieri, ovvero 8 su 12).

Antonella Uva nuovo Vicepresidente del Consiglio

Nuovo Vicepresidente del Consiglio viene eletta la Consigliera Maria Antonella Uva.

Esterrefatti i volti dei consiglieri del gruppo Bologna, ma soprattutto quelli di Dionisi e Rubino, che credevano (forse fino a qualche minuto prima) che, per far passare la mozione, bastasse solo la maggioranza dei voti.

Per Dionisi, oltre il danno (subìto in questi anni da Bologna), anche la beffa! “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”!

Il consigliere, forse più per un moto di orgoglio personale, ha affermato che anche lui fosse a conoscenza di questa normativa, ma la sua reazione, sorpresa e stizzita allo stesso tempo, nonché le continue rimostranze rivolte al segretario comunale, durante una pausa della seduta (non in diretta streaming), citando a supporto alcune precedenti sentenze, lo tradiscono e la dicono lunga sul fatto di quanto sia rimasto spiazzato di fronte a questo amaro “verdetto”.

Ad onor del vero, occorre sottolineare che, a differenza di Bologna ed il suo gruppo, che hanno abbandonato l’aula, dopo la mozione di sfiducia e l’elezione del nuovo Vicepresidente (dimostrando ancora una volta di essere interessati più ai teatrini), i consiglieri Dionisi e Rubino sono rimasti lì, seduti, per discutere ed approvare le altre proposte all’ordine del giorno, dimostrando di tenere al bene del Paese, a prescindere da questo “incidente di percorso”. Bravi!

La trappola di Bologna

Tuttavia, dispiace davvero, perché nessuno si poteva mai aspettare che il consigliere Dionisi, dall’alto della sua esperienza politica, potesse mai cadere in una trappola creata ad hoc dal consigliere Bologna, che, al contrario, sin dalle prime battute e fino alla fine, è sembrato fin troppo poco reattivo e sorpreso di fronte all’esito negativo della mozione.

L’unico che davvero ci ha fatto le spese, in questa vicenda, è stato il consigliere Dionisi e, di riflesso, anche il consigliere Rubino. Una pessima figura di entità colossale. I due si sono distaccati dal gruppo “CambiAmo Isola” per costituire un altro gruppo consiliare denominato “Fratelli d’Italia”.

Inciampando in questa buca, Dionisi ha perso tre volte, rimettendoci la carica di Vicepresidente, abbandonando il gruppo a cui apparteneva, ma, soprattutto, perdendo il tanto ambito incarico di Presidente del Consiglio.

Una vittoria di Pirro?

Bologna, dal suo canto, con questa mossa strategica, ha guadagnato un posto di Vicepresidente (la consigliera Uva), scippandolo al gruppo CambiAmo Isola, e ha creato una spaccatura nel gruppo Nevoloso, ma la sensazione è che ne sia uscito lo stesso da perdente.

Il suo volto incupito diceva più di mille parole.

Con questa sua “astuta” manovra, stavolta, ha sicuramente perso definitivamente due dei suoi candidati di punta del 2020. Ma, ad oggi, stando alle dichiarazioni di Dionisi e Rubino (e salvo improbabili ripensamenti), non ha nemmeno ottenuto il loro appoggio in Consiglio Comunale.

Tirando le somme, sembrerebbe che quello di Bologna sia stato l’ultimo tentativo di risorgere dalle ceneri, l’ultimo segno di vivacità di una vita politica che si sta lentamente spegnendo, l’ultimo (stridulo) canto di un cigno nero, che sta esalando il suo ultimo respiro (politico).

Daniele Fanale

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